Rifiuti: Federalberghi Campania e L’Ascom Procida sollecitano le Istituzioni nazionali e locali

Anche i massimi rappresentanti della federalberghi regionale, si sono attivati direttamente con il Presidente del Consiglio per chiedere sostegno in questo difficilissimo momento del turismo in Campania.

Anche Procida, oltre ai quotidiani rapporti con il Sindaco Lubrano, ha avanzato analoghe richieste sia presso l’assessore provinciale al turismo Giovanna Martano, che presso gli assessorati regionali al turismo e al commercio.

Qui di seguito pubblichiamo i testi delle richieste dell’Ascom Procida e dei rappresentanti della Federalberghi regionale.

Spett.le
Assessorato al Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania,
e Cortesi Ass.re Cozzolino,
e Dott. Caronte,

approfitto della Vs attenzione e disponibilità per chiedervi un’ incontro con i rappresentanti dell’AscomConfcommercio di Procida, che fanno seguito a quelli intercorsi in passato, visto la Vs grande disponibilità verso le vicende di Procida, sopratutto di promozione e rilancio commerciale della Ns isola.
Per questo motivo, Vi chiediamo di poterci incontrare, oltre che per ristabilire un rapporto tra la Regione Campania e l’associazione di categoria che rappresento sui temi del commercio e delle attività produttive per cercare insieme proposte, soluzioni, iniziative e quant’altro si possa mettere in campo sopratutto in questo momento così difficile.

Il Presidente Ascom Confcommercio di Procida
Eugenio Michelino

Spett.le
Assessorato al Turismo e ai beni culturali della Regione Campania,
e Cortese Ass.re Velardi;

approfitto della Vs attenzione e disponibilità per chiederle un’ incontro con i rappresentanti dell’AscomConfcommercio di Procida, che fanno seguito a quelli intercorsi con il Vs predecessore, che aveva dimostrato molta disponibilità verso le vicende di Procida, sopratutto di promozione e rilancio turistico della Ns isola.
Per questo motivo, Le chiediamo di poterci incontrare, oltre che per ristabilire un rapporto, speriamo continuo, tra la Regione Campania e l’associazione di categoria che rappresento sui temi del turismo e della cultura in genere, per cercare insieme proposte, soluzioni, iniziative e quant’altro si possa mettere in campo sopratutto in questo momento così difficile.

Sicuro della Vs attenzione e speranzoso nella Vs disponibilità le invio i più cordiali saluti e la invito fin da ora a venire a trovarci a Procida, per conoscere e vedere da vicino la realtà turistico, culturale e imprenditoriale della ns isola.

Il Presidente Ascom Confcommercio di Procida
Eugenio Michelino

Fonte: Confcommercio.

Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania, e Pasquale Gentile, presidente di Federalberghi Napoli, hanno incontrato a Napoli il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione della ‘visita’ settimanale promessa in campagna elettorale.

Iaccarino e Gentile hanno esposto a Berlusconi l’emergenza che il turismo napoletano e l’intera regione stanno purtroppo vivendo, sollecitandolo ad assumere urgentemente misure idonee a salvaguardare sia i livelli occupazionali del settore sia a far fronte alla crisi economica che ormai da mesi attanaglia le imprese ricettive.
Iaccarino e Gentile hanno quindi consegnato nelle mani del presidente del Consiglio un documento che riassume tecnicamente le richieste delle categorie turistiche. Il premier ha assicurato che il tema turismo priorità dell’Esecutivo, tanto che il sottosegretario Brambilla sta lavorando ad un progetto di rilancio dell’immagine turistica non solo dell’Italia ma anche e soprattutto di Napoli e della Campania.

Crisi dei rifiuti: indagine Unioncamere Isnart sui danni al turismo

L’EMERGENZA AMBIENTALE IN CAMPANIA: INIZIATA NEL 2007 CON UN CALO DI PRESENZE DI CIRCA IL 5% E UNA PERDITA DI FATTURATO DI 64 MILIONI DI EURO,PEGGIORA NEL 2008 QUANDO BEN IL 75% DEGLI OPERATORI DICHIARA UN PEGGIORAMENTO DELLA SITUAZIONE RISPETTO AI PRIMI MESI DEL 2007.

L’emergenza ambientale ha determinato importanti ripercussioni che colpiscono il settore turistico, ma anche l’immagine complessiva della regione Campania. In sintesi sono stati evidenziati alcuni dei principali effetti.

Una maggiore instabilità del risultato economico d’esercizio delle imprese campane, registrato sia nel 2007 ma soprattutto nei primi mesi del 2008, che vedono un generale peggioramento della situazione. In particolare è la provincia di Caserta ad aver subito un rallentamento più evidente dell’andamento economico d’esercizio, seguita da Benevento.

Sono gli agriturismo, che fanno della integrità dell’ambiente naturale il loro punto di forza, ad averne risentito maggiormente, mentre le difficoltà dei ristoratori e degli albergatori sembrano emergere negli ultimi mesi. Tra le aree prodotto le città sono quelle che risentono maggiormente dell’emergenza ambientale, mentre le destinazioni balneari sembrano quelle meno toccate dalla crisi.

Considerando specificatamente l’andamento economico delle strutture ricettive, coinvolte nell’indagine, si stima che nell’anno 2007 si sia verificato un calo di circa 650 mila presenze. In termini economici tale fenomeno ha generato una perdita di fatturato di 64 milioni di euro per le imprese ricettive.

Una contrazione della domanda turistica. Oltre 12 milioni di italiani (circa un quarto della popolazione) dichiarano che l’emergenza rifiuti sta influenzando la scelta della Campania come destinazione di vacanza, e anche gli operatori confermano un calo evidente sia sul mercato italiano che su quello straniero (in particolare dalla Germania e dagli Stati Uniti).

Sul turismo organizzato internazionale le conseguenze più evidenti si sono manifestate con un certo ritardo. Infatti, nel 2007 il numero delle disdette è stato contenuto, ma sin dai primi mesi del 2008 si è registrato un calo rilevante delle vendite. Un altro dato significativo, confermato dagli operatori internazionali, è che il problema dei rifiuti ha inciso su tali variazioni non solo in Campania, ma è stato generalizzato a tutto il mercato nazionale, sebbene con effetti più contenuti.

Rispetto alle tipologie di vacanzieri, l’emergenza ambientale colpisce nettamente il segmento leisure e, invece, influisce di meno su quello business. Un’ influenza sull’immagine della Campania, che la grande maggioranza degli operatori ritiene decisamente danneggiata dall’emergenza rifiuti.

Scarica l’indagine completa in formato .pdf

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Rifiuti, Pace a Berlusconi: subito lo stato di calamità; le iniziative di Ascom Procida

All’indomani dell’insediamento del Governo l’Ascom di Napoli lancia un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi affinchè vada subito incontro alle esigenze dei commercianti napoletani, oggi più che mai sull’orlo della crisi economica.

Chiediamo – ha dichiarato infatti il presidente provinciale Antonio Pace – che lo Stato ci riconosca nel più breve tempo possibile lo stato di calamità, perché già la prossima scadenza fiscale sarà estremamente dura da affrontare per tutti gli operatori del commercio della città. Molti infatti non saranno in condizione di pagare le imposte e vorremmo tutti sapere di chi è la colpa. Nel corso della campagna elettorale Berlusconi ha dichiarato più volte che la situazione di Napoli sarebbe stata una delle sue priorità, ci auguriamo quindi che intenda mantenere le promesse che del resto ha ribadito anche negli ultimi giorni. Non è possibile che ad otto mesi dall’inizio delle trattative per il sito di Acerra nessuno sappia ancora nulla del bando o degli altri dettagli, né tanto meno che il Comune deleghi ad altri le proprie competenze senza poi assumersi di rimando altre responsabilità. Questo stato di cose è inaccettabile, fin qui ci siamo astenuti dall’intraprendere iniziative di protesta per un senso di responsabilità e di correttezza che purtroppo non è stato corrisposto dalle istituzioni. I commercianti napoletani e della provincia di Napoli sono ormai esausti e pronti a dire la loro, tramite i propri referenti o tramite manifestazioni atte a dimostrare il disagio generale della categoria”.

Sempre in tema di emergenza rifiuti, il presidente del centro commerciale aderente all’Ascom del Vomero e Arenella Enzo Perrotta ha chiesto di spostare la scadenza per il pagamento della tassa sui rifiuti decidendo anche la diminuzione dell’importo. In caso contrario saranno presentati ricorsi per il rimborsoche la commissione tributaria ha accettato per altri cittadini“.

E’ la richiesta di Enzo Perrotta, presidente del centro commerciale Vomero Arenella di Napoli, che annuncia “lo sciopero del pagamento della Tarsu iniqua” come possibile forma di protesta.
Il commercio napoletano - sostiene - sta attraversando una crisi di consumi senza precedenti aggravata dai danni indotti dalla crisi dei rifiuti“.

Anche l’Ascom Procida sta valutando alcune possibili iniziative per il nostro territorio, che oltre a risentire della vicenda napoletana e campana, ha anche problemi suoi particolari, dovuti ad una scellerata gestione della società di raccolta dei rifiuti che perdura da troppo tempo ormai.

Sono allo studio da una parte possibili ricorsi giurisdizionali collettivi ed individuali di risarcimento danni (è aperto uno sportello legale ad hoc presso l’Ascom di Napoli), dall’altra richieste di interventi straordinari a tutte le istituzioni locali per iniziative di promozione e di rilancio del turismo e del commercio ed ancora in quest’ottica si colloca anche la proposta della Camera di Commercio di Napoli che attraverso la Confcommercio del capoluogo partenopeo prima e poi l’Ascom Procida, hanno avviato un confronto con il Comune di Procida e la sua popolazione per una soluzione strutturale dello smaltimento dei rifiuti, l’ormai famoso dissociatore molecolare.

Al di là di quella che possa essere la scelta che l’isola intende fare, dissociatore o rilancio e sviluppo di una fortissima differenziata, emerge con nettezza la necessità che ormai ogni comunità debba responsabilizzarsi sulla questione dei rifiuti, che non sia più possibile scaricare per intero la responsabilità su altre comunità, su altre popolazioni.

E’ ormai chiaro il principio che deve governare i nostri comportamenti individuali e collettivi su questo tema : chi produce rifiuti inquina e pertanto deve provvedere anche al loro smaltimento.

Il nostro impegno quotidiano, non solo da oggi, ma dall’inizio del mandato di Eugenio Michelino, è sempre stato continuo e costruttivo, perchè volto alla ricerca di soluzioni che siano strutturali, compatibili con il nostro territorio, adeguate e proporzionate alle nostre possibilità , come testimoniano anche i verbali delle riunioni della commissione comunale sui rifiuti che tra alti e bassi ha comunque lavorato nei mesi passati, fino all’ennesima emergenza di quest’ultimo periodo.

Il prossimo martedì, nell’assemblea convocata presso la stazione marittima, si parlerà anche di questi temi, nella speranza e nella convinzione che anche gli operatori commerciali facciano proprio il principio fondamentale per cui la prima vera rivoluzione è quella che deve avvenire nelle nostre coscienze, solo dal nostro impegno quotidiano, nella vita di ogni giorno, nel nostro lavoro, nelle scelte professionali e non, occorrono intenzioni ed azioni volte a produrre meno rifiuti possibili, e la dove siamo inevitabili dobbiamo preoccuparci del loro smaltimento.

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Viaggio al termine della “Munnezza”

Con questo aritocolo di Antonio Massarutto tratto da www.lavoce.info iniziamo un percorso di riflessione sul drammatico temi dei rifiuti, che ormai da troppo tempo congestiona la nostra vita quotidiana, il nostro lavoro, i nostri pensieri.

Nella convinzione  che su questa questione bisogna sempre privilegiare il dialogo e la responsablità perchè il principale obiettivo è cercare di realizzare una soluzione ordinaria,  duratura, compatibile e proporzionata alla nostra realtà di un normale processo di smaltimento dei rifiuti che produciamo.

Fonte: www.lavoce.info

di Antonio Massarutto 06.05.2008

Primo Consiglio dei ministri a Napoli, all’ordine del giorno la crisi dei rifiuti. Ma anche per il nuovo governo non sarà facile trovare una soluzione definitiva. Nel frattempo, la situazione è lontana dalla normalità: si cerca ancora un rimedio temporaneo per far fronte all’emergenza. Intanto, però, il capitale di fiducia dei cittadini nelle istituzioni è stato dissipato e il denaro sperperato per operazioni clientelari o conniventi. Da questa situazione si uscirà con enormi difficoltà, grande pazienza, nervi saldi e soprattutto tempi lunghi.

E così, a quanto pare, il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli e avrà all’ordine del giorno la crisi dei rifiuti. Non vorrei fare l’uccello del malaugurio, ma temo che il nuovo governo incontrerà delle difficoltà quando si accingerà a trovare la soluzione. Specialmente se ritiene di poterla imporre manu militari. Nel frattempo, la situazione all’ombra del Vesuvio è ancora lontana dalla normalità, nonostante le vagonate caricate sui treni e destinate un po’ qua un po’ là nel Nord Europa. Si ricerca ancora un rimedio temporaneo per far fronte all’emergenza; figuriamoci soluzioni più strutturali.

I RIFIUTI DI MILANO

L’aspetto paradossale dell’intera vicenda è che le misure da adottare sarebbero in fondo semplici. Basterebbe imparare da chi una crisi simile l’ha sfiorata, con punte meno drammatiche ma con termini della questione assai simili: Milano. Anche la capitale morale d’Italia, una dozzina di anni fa, era presa alla gola dalla scarsità di impianti, dopo che l’ennesima proroga all’ennesima discarica ennesimamente precettata con ordinanza della Regione scatenò la rivolta. Ne uscì con una soluzione di lungo termine – la messa in opera di un sistema di raccolta differenziata e la realizzazione di un sistema di termovalorizzatori – e, nel tempo necessario per costruire gli impianti e il consenso, con un espediente degno di Totò e Peppino: l’ormai celebre impianto Maserati, che avrebbe dovuto ricavare dalla ruera ammendanti agricoli (compost) e combustibile da destinare ad attività industriali come i cementifici. In realtà, che io sappia, nemmeno un grammo di compost e di cdr fu mai recuperato. I materiali in uscita dall’impianto, in compenso, cambiavano etichetta, trasformandosi in rifiuti industriali e potendo così essere inviati in tutta Italia, Campania compresa, destinandoli a un ampio ventaglio di soluzioni alternative, dai ripristini ambientali alle massicciate stradali, e come ultima risorsa alla discarica.
In modo formalmente del tutto legale, si noti bene, sfruttando il fatto che per i rifiuti speciali, a differenza degli urbani, vale un regime di libero mercato. (1) Della società mista che gestì all’epoca l’impianto di “camuffaggio”, molto opportunamente, erano partner alcune delle principali imprese che operavano discariche per rifiuti speciali sul territorio nazionale – un’assicurazione sul fatto che una destinazione sarebbe comunque stata garantita. A voler dire proprio tutta la verità, nessuno può giurare che qualche “ecoballa” milanese non abbia preso destinazioni meno ortodosse, tra un intermediario e un cambio di codice merceologico. (2)
Ma il tempo guadagnato con questo stratagemmaè stato poi speso bene, gli impianti “veri” sono stati realizzati senza ritardi, la raccolta differenziata è stata sviluppata adeguatamente, perfino la “sindrome Nimby” si è dimostrata un ostacolo superabile. Anche qui la ricetta non è in fondo così complicata: mettere la gente di fronte ai propri problemi, eliminare dall’orizzonte l’idea di poter contare sul giardino di qualcun altro, condividere con i cittadini l’informazione su quali siano gli spazi entro cui cercare la soluzione, fare sopportare i costi a chi ne è la causa, riconoscere la serietà delle ragioni di chi inevitabilmente finirà per ricevere le maggiori conseguenze impattanti, e ricercare un compromesso con loro.

GLI IMPIANTI NON BASTANO

Le ragioni per cui Napoli non è ancora riuscita a copiare questa semplice ricetta sono state discusse fino alla nausea. Con le ecoballe ci aveva pure provato, dimenticandosi però il tassello decisivo: assicurare in partenza il destino delle stesse, stringendo alleanza con gli smaltitori di rifiuti speciali. Si è puntato invece tutto, con errore non sappiamo dire quanto involontario, sull’aspetto impiantistico, immaginando un mercato per il cdr e il compost che non c’è, non c’è mai stato e probabilmente mai ci sarà. Si è dimenticato che oltre all’hardware degli impianti è importante anche il software rappresentato dal “capitale sociale”: collaborazione dei cittadini alla raccolta differenziata, dialogo pubblico e aperto sulle soluzioni, costruzione del consenso basata, in primo luogo, sulla dimostrazione della propria capacità di meritare la fiducia.
Anche gli intrecci tra la munnezza e i ben più lucrosi rifiuti industriali tossici, dei quali stranamente non si parla quasi mai, sono stati abbondantemente chiariti. Come mostrano le inchieste parlamentari e i rapporti di Legambiente e Arma dei Carabinieri, la presenza contemporanea nella gestione dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi ha consentito lucrosi (quanto criminali) arbitraggi: mentre gli impianti autorizzati per i rifiuti industriali rilasciavano certificazioni di corretto smaltimento, questi venivano in realtà stoccati nei molto più capienti e tecnicamente molto più semplici impianti per urbani, quando non direttamente sul suolo spacciandoli per ammendanti agricoli o materiali di riempimento. (3)

LE COLPE DEL SISTEMA

Discutere sulle colpe e le responsabilità individuali è consolatorio, ma ozioso. Mai come in questo caso, a mio parere, il male non tocca tanto le singole persone, quanto il sistema. Un sistema in cui il capitale di fiducia dei cittadini nelle istituzioni è stato dissipato, il denaro sperperato per operazioni clientelari o conniventi. Un cocktail micidiale di incapacità, ignoranza, malafede, pressappochismo, tirare a campare, che ha fatto da schermo alle ben più lucrose operazioni gestite dalla malavita organizzata. Un sistema in cui nessuno è innocente, nemmeno quei cittadini che oggi strepitano in piazza contro gli impianti – quegli stessi impianti che si fanno in tutta Europa ormai anche nelle aree residenziali, tanto sono sicuri – e invece se ne sono stati zitti per quindici anni, quando tutto il mondo sapeva cosa stava succedendo al sottosuolo campano nelle mani della camorra. Quella stessa camorra che dal protrarsi dell’emergenza non può che trarre vantaggio, vedendo salire alle stelle il prezzo delle poche discariche ancora in esercizio.
Da questa situazione si uscirà con enormi difficoltà, grande pazienza, nervi saldi e soprattutto tempi lunghi. Che il Cavaliere voglia provarci in prima persona è certo encomiabile, ma controproducente. Primo, perché non è con il veni, vidi, vici che si potrà mai combinare qualcosa. Secondo, perché anche se mai ci riuscisse nel breve, rischia tuttavia di cristallizzare all’infinito il meccanismo diabolico che rende la Campania incapace di provvedere da sola come tutte le altre Regioni, assuefacendola alla droga del commissariamento straordinario, al ritmo – si dice – di 200mila euro al giorno. I tedeschi, attenti all’ambiente almeno quanto agli affari, stanno intanto pensando di realizzare un impianto nuovo di zecca dedicato interamente al munifico cliente campano. Napoli chiagne e fotte, il contribuente italiano paga, Berlino incassa. Un triangolo perfetto.
Per uscire dalla crisi la Campania ha bisogno soprattutto di diventare adulta. Volendo, ha le risorse per farlo. Bisogna far leva su quel poco di orgoglio ancora rimasto, rilanciando con un investimento a lungo termine sull’immagine della città, magari sfidando ingegneri e architetti a costruire l’impianto più bello del mondo, come propone Sergio Ascari nel commento a un mio precedente articolo, facendolo più in centro che si può, più sfrontato e munnezzaro che si può, come una cicatrice che ricordi per sempre ai napoletani questo drammatico inverno 2007-2008, ma insieme rappresenti un simbolo di rinascita e di coscienza civica. Lo ha fatto col pallone, precipitando in serie C e ritornando in serie A. Lo può fare anche con i rifiuti, senza bisogno di San Gennaro, ma rimboccandosi le maniche e facendo come tutti gli altri.
Nel frattempo, se non è chiedere troppo, non sarebbe male se fossero i cittadini napoletani a farsi carico dei costi astronomici necessari per trasferire altrove ecoballe e affini. Chissà mai che, a forza di pagare fatture triple o quadruple rispetto al resto d’Italia, anche da quelle parti non si cominci a usare il rasoio di Occam e a desiderare un bel bagno nella sana, grigia, consolante normalità.

(1)Ai sensi della legge, oggi compendiata nel Dlgs 152/06, la gestione dei rifiuti urbani deve sottostare alle prescrizioni del piano regionale e provinciale, che prevede tra l’altro la destinazione dei flussi raccolti a determinati impianti e impone il cosiddetto “principio di prossimità e autosufficienza”: gli impianti devono essere situati nell’ambito territoriale da cui i rifiuti provengono, di solito la provincia. Il detentore di rifiuti speciali, invece (tutte le imprese industriali e commerciali) è solo obbligato a disfarsene in modo lecito, rivolgendosi a un operatore autorizzato, che però potrebbe trovarsi ovunque (con qualche vincolo, peraltro insufficiente, per assicurare il controllo). Il gestore di un impianto di smaltimento per rifiuti urbani previsto dal piano regionale, da questo punto di vista, è un’impresa come tutte le altre. Dagli impianti escono comunque scarti che devono poi essere smaltiti (per esempio, le ceneri di combustione nel caso dei termovalorizzatori; i sovvalli derivanti dalla selezione secco-umido). Il compost e il cdr dovrebbero teoricamente trovare un mercato, tuttavia la loro bassissima qualità li rende idonei al più per impieghi al confine tra il recupero e lo smaltimento (per esempio, uso del compost come terra di copertura delle discariche o per il ripristino delle cave dismesse). Quando non trovano neppure questi impieghi, sono rifiuti a tutti gli effetti, come avviene nel caso in cui a un’impresa industriale capiti di produrre merci deperibili e invendute, di cui deve poi disfarsi.
(2)Il meccanismo, diabolico ma abbastanza semplice, è infatti obiettivamente molto difficile da controllare anche per chi volesse fare tutto nella massima correttezza. Il possessore dei rifiuti se ne libera cedendoli a un operatore autorizzato; tra questo e le attività di destinazione vi sono di solito numerosi passaggi intermedi nei quali i rifiuti vengono trattati, miscelati, manipolati, sempre da operatori autorizzati che si rilasciano l’un l’altro attestati e bolle che comprovano il passaggio. Il fine di queste attività è corretto: permettere di ricavare dai rifiuti indistinti materiali con caratteristiche più precise, tali da poterli impiegare in qualche attività secondaria o, alla peggio, avviarli a forme di smaltimento più specifiche. La normativa prevede i criteri per la classificazione merceologica, stabilendo quali materiali possono essere destinati a quale tipologia di impianti, se e come possono essere movimentati, a chi possono essere ceduti. È intuibile tuttavia che in questa serie di passaggi, difficilmente controllabili, c’è spazio per comportamenti illeciti, che traggono linfa dal fatto che la classificazione dei materiali è almeno in parte opinabile, e con opportune miscelazioni è possibile far cambiare codice anche alla peggior sostanza tossica.
(3)Si veda Legambiente e Arma dei Carabinieri, 2005, “Rifiuti Spa. Radiografia dei traffici illeciti”, Roma. Il testo integrale del rapporto può essere scaricato da www.legambiente.it. Gli atti della commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le attività illecite a esso connesse sono integralmente disponibili sul sito della Camera dei Deputati: www.camera.it.

Assemblea associati Ascom Procida.

E’ convocata l’assemblea degli Associati Ascom Procida per martedì 10 Giugno 2008 dalle ore 20:30 presso la sala d’attesa della Stazione marittima con il seguente ordine del giorno:

  • stato dell’associazione;
  • assetto organizzativo;
  • eventi estate 2008;
  • corsi professionali;
  • emergenza rifiuti;
  • altre ed eventuali.

Vista l’importanza degli argomenti trattati è fondamentale la presenza dei commercianti associati per decidere insieme, in maniera più compatta e determinata possibile le iniziative immediate ed improrogabili che riguardano il ns. lavoro.

Tesseramento 2008, convenzioni e servizi.

Attraverso la tessera di Confcommercio 2008 in distribuzione in questi giorni, anche gli associati di Procida potranno accedere ai servizi e alle convenzioni che sono state stipulate dalla nostra organizzazione e diversi tra istituti di credito (BNL e Unicredit), assicurazioni (Reale Mutua e Vittoria), imprese di trasporti (Air One e Tirrenia), di auto e veicoli commerciali (Fiat, Avis…), di telefonia mobile (Tim, Tre e Vodafone) ed ancora di altri enti o imprese operanti nei servizi (SIAE, Legamail…).

Per maggiori informazioni e per poterne usufruire basta registrare i dati della vostra tessera al sito www.associaticonfcommercio.it e inoltre rivolgervi direttamente ai rappresentanti della vostra associazione di zona.

Vi ricordiamo infine, che già da ora è possibilie ricorrere per chi ne avesse bisogno alle convenzioni stipulate dall’Ascom Procida con l’assicurazione Duomo-UniOne, con il Confidi (sitema consortile di finanziamento del commercio) con l’ente di consulenza e formazione professionale C.S.A. Sapi, oltre che con i nostri valenti professionisti isolani, il Dott. Giorgio Di Dio per il settore fiscale e i Dott.ri Nicola Carabellese e Nicola Lubrano per il settore legale.

Agevolazioni in finanziaria 2008 anche per commercio e imprese

Di seguito indichiamo in sintesi le possibili attività di agevolazione della finanziaria 2008.
  • Il sostegno alle imprese che investono in sicurezza (NON VI SONO ESCLUSIONI), realizzazione di progetti formativi per la prevenzione aziendale, nonché il finanziamento degli investimenti in materia di salute e sicurezza delle piccole, medie e microimprese.
  • Il credito d’imposta per le aggregazioni tra professionisti di importo pari al 15% dei costi sostenuti;
  • Il credito d’imposta per le assunzioni incentivi per favorire l’occupazione. Il credito di imposta è di 333 euro per ciascun nuovo lavoratore assunto , da computare per ciascun mese di assunzione, potrà essere attribuito per gli anni 2008, 2009 e 2010, elevabile a 416 euro in caso di assunzione di donne lavoratrici che rientrino nella definizione di lavoratore svantaggiato prevista dai regolamenti comunitari;
  • Le agevolazioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo, credito d’imposta per gli investimenti ed i costi sostenuti in tale ambito dalle imprese.
  • Interventi a favore dell’autoimprenditorialità
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Qui di seguito pubblichiamo una specifica in dettaglio.
a cura di C.S.A.-SAPI s.a.s.

Le agevolazioni della Finanziaria 2008.
I principali provvedimenti contenuti nella Finanziaria 2008 riguardano il sostegno all’occupazione e agli investimenti per il risparmio energetico, senza dimenticare le aree depresse del Paese e la ricerca. Il testo della manovra prevede, inoltre, la rinegoziazione dei mutui agevolati concessi in passato, gli incentivi per le imprese che investono in sicurezza e gli aiuti ai giovani. Innovativo il provvedimento che mira a favorire le aggregazioni professionali. Uno degli interventi apportati dalla Manovra Finanziaria 2008 è stato quello relativo alla rideterminazione delle risorse destinate al Fondo per le aree sottoutilizzate.

La Finanziaria 2008 (comma 537 dell’articolo 2), ha modificato l’ammontare dell’assegnazione delle risorse per gli anni 2008-2009 ed ha specificato il budget annuale per gli anni 2010-2015,
prevedendo le seguenti dotazioni finanziarie:

  • Il credito d’imposta per il Mezzogiorno.

La Finanziaria 2008 (art. 1, comma 284), ha previsto il differimento al 2008 dell’applicazione del regime agevolativo in forma di credito d’imposta per i nuovi investimenti delle imprese che
operano nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno.

Le regioni interessate alle agevolazioni sono: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise (sono invece escluse alcune aree del Centro-nord, ancorché
rientrino tra le circoscrizioni comunali elencate nell’aggiornamento della Carta italiana degli aiuti a finalità regionale 2007-2013).La norma agevolativa considera agevolabili le acquisizioni, anche in leasing, di: macchinari, impianti, diversi da quelli infissi al suolo, e attrezzature varie; programmi informatici limitatamente alle piccole e medie imprese; brevetti concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva.

Circa la sua determinazione, il beneficio fiscale deve essere commisurato alla quota del costo dei beni acquistati, eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta relativamente alle medesime categorie di beni d’investimento della stessa struttura produttiva.

II credito d’imposta, determinato con riguardo ai nuovi investimenti eseguiti in ciascun periodo d’imposta, deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi, ed è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte su redditi. L’eventuale eccedenza è utilizzabile in compensazione.

  • Il credito d’imposta per le aggregazioni tra professionisti.

I commi da 70 a 76 dell’art. 1 della Finanziaria 2008 hanno introdotto una misura agevolativa che mira a favorire la crescita dimensionale delle aggregazioni professionali.
Agli studi associati o alle altre entità giuridiche, anche in forma societaria, risultanti dall’aggregazione di almeno quattro, ma non più di dieci, professionisti, potrà essere riconosciuto un credito d’imposta di importo pari al 15% dei costi sostenuti per l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, dei seguenti beni:

  1. mobili ed arredi specifici, attrezzature informatiche, macchine d’ufficio, impianti ed attrezzature varie;
  2. programmi informatici e brevetti concernenti nuove tecnologie di servizi.

Rientrano nell’agevolazione anche le operazioni di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione degli immobili utilizzati, che per le loro caratteristiche sono imputabili ad
incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono (comma 70).
In ordine alla durata, il credito d’imposta spetta con riferimento alle operazioni di aggregazione effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2010 , per i costi sostenuti a partire dalla data in cui l’operazione di aggregazione risulta effettuata e nei successivi dodici
mesi. Anche se la misura agevolativa sia strutturata come misura di “carattere generale“, l’eventuale diversa configurabilità come “aiuto di Stato“, ai sensi dell’art. 87 del Trattato CE, comporta il necessario esame da parte dell’Esecutivo comunitario e il conseguente obbligo – in capo allo Stato italiano – di non dare attuazione all’agevolazione, in attesa dell’autorizzazione prevista.
L’efficacia della normativa agevolata è pertanto subordinata al nulla osta da parte della
Commissione europea, ai sensi dell’art. 88, par. 3, del Trattato CE.

  • Il credito d’imposta per le assunzioni

Uno degli interventi di maggior rilievo messi in atto dal legislatore della Finanziaria 2008, è stato quello relativo agli incentivi per favorire l’occupazione. Viene dispostal’attribuzione di un credito di imposta ai datori di lavoro che, nel corso del 2008, procedano ad incrementi del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.
Le risorse messe a disposizione ammontano a 200 milioni di euro per ciascun degli anni 2008, 2009 e 2010, avalere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate.Il credito di imposta è di 333 euro per ciascun nuovo lavoratore assunto , da computare per ciascun mese di assunzione, potrà essere attribuito per gli anni 2008, 2009 e 2010, elevabile a 416 euro in caso di assunzione di donne lavoratrici che rientrino nella definizione di lavoratore svantaggiato prevista dai regolamenti comunitari.
La manovra 2008 ha previsto che la modalità di calcolo delle unità lavorative che danno diritto al credito d’imposta deve essere effettuato sulla base della differenza tra il numero (rilevato per ciascun mese) dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato e la media dei lavoratori occupati nell’anno 2007 con analogo contratto.
Ai fini del calcolo, le assunzioni di dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale dovranno essere computate in misura proporzionale rispetto alle ore prestate che sono previste dal contratto nazionale.È opportuno tuttavia osservare che il legislatore concede il credito di imposta in relazione all’incremento che la forza lavoro registrerà nel 2008 , prendendo come riferimento l’anno 2007.
Sempre relativamente al calcolo, l’incremento della base occupazionale dovrà essere computato al netto delle diminuzioni occupazionali che si sono avute in società controllate e
collegate ovvero che possono essere comunque riferite allo stesso datore di lavoro.
Il credito d’imposta sarà fruibile anche dai nuovi datori di lavoro che assumono tale qualifica a decorrere dal 1° gennaio 2008, per i quali ogni nuovo assunto costituisce incremento della base occupazionale.
Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione con altri tributi secondo la normativa vigente, in sede di dichiarazione dei redditi. Esso non concorre né alla
formazione del reddito d’impresa, né al valore della produzione ai fini del calcolo dell’Irap.
Inoltre, il beneficio non contribuisce alla formazione della misura che dà diritto alla corrispondente deducibilità di interessi passivi o altri componenti negativi di reddito, ai sensi della
normativa tributaria vigente ai fini Ires.
In ordine alla decadenza dal beneficio, il credito d’imposta potrà essere revocato:

  1. se il numero complessivo di lavoratori dipendenti, compresi quelli con contratto a contenuto formativo, risulti uguale o inferiore alla media annuale degli addetti occupati nell’impresa durante il 2007;
  2. se i nuovi posti di lavoro non siano conservati per un periodo minimo di tre anni, ridotti a due nel caso di imprese medio-piccole;
  3. se, a seguito di violazione della normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro dipendente, siano state accertate violazioni non formali e irrogate sanzioni per oltre 5.000 euro, ovvero siano state compiute violazioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori connesse al periodo di concessione del credito d’imposta o, infine, siano stati emanati provvedimenti definitivi per condotta antisindacale, ai sensi dello Statuto dei lavoratori.

L’efficacia delle disposizioni agevolative esaminate, tuttavia, è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

  • Le agevolazioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo

In materia di incentivi a sostegno degli investimenti in ricerca e sviluppo, l’intervento del legislatore ha riguardato le modifiche ai commi 280-284 della finanziaria 2007, i quali hanno
disposto la concessione di un credito d’imposta per gli investimenti ed i costi sostenuti in tale ambito dalle imprese.
Con la Finanziaria 2008, l’art. 1, comma 66, lett. a), il legislatore è intervenuto per disporre l’incremento dal 15 al 40% del bonus fiscale.
La successiva lett. b) del predetto comma, invece, ha innalzato, rispetto a quanto previsto dalla Finanziaria 2007, il tetto massimo dei costi su cui applicare il calcolo del credito d’imposta, da un importo di 15 milioni a 50 milioni di euro. La lett. c), infine, ha abrogato il comma 284 della legge 296/06 che subordinava la concessione del credito d’imposta all’autorizzazione della Commissione europea.

  • Interventi a favore dell’autoimprenditorialità

Il legislatore della Finanziaria 2008, ai commi 188-190 dell’articolo 2, ha autorizzato l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. (ex Sviluppo Italia), a rinegoziare i mutui accesi entro il 31 dicembre 2004, in base alle disposizioni contenute nella legislazione in materia di autoimprenditorialità.
In pratica, l’agevolazione riguarda la rinegoziazione, ovvero la rideterminazione della durata complessiva del rimborso che, in ogni caso, è fissata entro il limite temporale di 15 anni.Gli interessi del mutuo rinegoziato sono calcolati in base al tasso di riferimento della Commissione europea fissato alla data della rinegoziazione.Eventuali aumenti del costo degli interessi a causa dell’allungamento e della rinegoziazione dei mutui in oggetto sono previsti a carico dei beneficiari della rinegoziazione.

  • Il sostegno alle imprese che investono in sicurezza

Il legislatore della Finanziaria 2008 (commi 532 e 533 dell’art. 2), ha modificato le modalità di finanziamento previste dall’art. 1, comma 2, lettera p), della Legge 123/ 2007 per l’attuazione di una parte della delega in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L’intervento legislativo, in particolare, ha riguardato le attività dirette alla realizzazione di progetti formativi per la prevenzione aziendale, nonché il finanziamento degli investimenti in materia di salute e sicurezza delle piccole, medie e microimprese.
A decorrere dal 1° gennaio 2008, viene ripristinata l’originaria destinazione integrale delle risorse di cui alla citata norma della Manovra 2007, alla riduzione dei premi Inail relativi alla gestione separata artigianato.

  • Gli interventi a favore dei giovani laureati e nuove imprese innovative del Mezzogiorno

Potranno essere finanziati i seguenti interventi:

  1. programma nazionale destinato ai giovani laureati residenti nelle regioni del Mezzogiorno, finalizzato a favorirne l’inserimento lavorativo, con priorità ai contratti di lavoro a tempo indeterminato;
  2. agevolazioni alle imprese innovatrici in fase di avvio, mediante riduzione degli oneri sociali per tutti i ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegati a decorrere dal periodo d’imposta dell’anno 2007;
  3. sviluppo di attività produttive previste da accordi di programma in vigore e interventi finalizzati alla costruzione di centri destinati a Poli di innovazione nelle regioni del Mezzogiorno non ricomprese nell’obiettivo Convergenza;
  4. proroga per gli anni 2008, 2009 e 2010 della deduzione forfettaria dal reddito d’impresa in favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti prevista all’art. 21, c. 1, della legge 448/98;
  5. sostegno dell’attività di ricerca nel sistema energetico e di riutilizzo di aree industriali, in particolare nel Mezzogiorno.
  • I crediti d’imposta a favore delle Pmi commerciali

Le piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande, che adotteranno misure di prevenzione del rischio di atti
illeciti, compresa l’installazione di apparecchi di videosorveglianza, potranno ottenere il credito d’imposta previsto dai commi da 228 a232 dell’art. 1 della Finanziaria 2008.
L’agevolazione viene concessa per il triennio 2008-2010ed è pari all’80% del costo sostenuto per l’adozione delle suddette misure di prevenzione, con un limite di 3.000 euro per ciascun
beneficiario.
Il credito d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi. L’aiuto può essere fatto valere in compensazione ai fini fiscali e
contributivi e non concorre alla formazione del reddito, né al valore della produzione netta ai fini IRAP, né dà diritto alla deduzione dei componenti negativi di reddito.
Il bonus spetta nel limite complessivo di 10 milioni di euro per ciascun anno , secondo l’ordine cronologico di invio delle relative istanze.Si tratta pertanto di un credito d’imposta che non è
erogato in forma automatica e che l’impresa non può direttamente utilizzare in sede di dichiarazione.
L’agevolazione può essere fruita, inoltre, nei limiti della normativa sugli aiuti di Stato de minimis.

Proroga dei termini per gli incentivi legati al risparmio energetico
I commi da 20 a24 dell’art. 1 intervengono sulle disposizioni recanti agevolazioni fiscali in materia di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio introdotte, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2007, dai commi da 344 a 347, 353, 358 e 359 dell’articolo unico della Finanziaria 2007.
In pratica, il legislatore ha prorogato dal 31 dicembre 2007al 31 dicembre 2010 il termine entro il quale devono essere sostenute e documentate le spese di seguito indicate al fine della fruizione della detrazione fiscale (di cui ai seguenti commi della Finanziaria 2007)

del 55% per:

  1. spese per la riqualificazione energetica (comma 344);
  2. spese per interventi su strutture opache verticali, orizzontali e finestre (comma 345);
  3. spese per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (comma 346);
  4. spese per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale a condensazione (comma 347). In particolare, tali agevolazioni sono estese alle spese per la sostituzione intera o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale non a condensazione sostenute entro il 2009;

del 20% per:

  1. sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+ (comma 353);
  2. acquisto e installazione di motori ad elevata efficienza di potenza elettrica compresa tra 5 e 90 KW e per la sostituzione di motori esistenti con motori ad elevata efficienza di potenza elettrica compresa tra 5 e 90 KW (comma 358);
  3. acquisto e installazione di variatori di velocità su impianti con potenza elettrica compresa tra 7,5 e 90 KW (comma 359).
  • Conclusioni

L’azione di sostegno all’imprenditoria promossa dal Governo all’interno della Manovra 2008 appare articolata e finalizzata a sostenere lo sviluppo dei comparti strategici del sistema
produttivo nazionale.
Gli obiettivi di politica economica perseguiti dal legislatore sono in linea con i temi “caldi” che interessano da vicino la nostra economia:

  1. l’occupazione,
  2. il risparmio energetico,
  3. la lievitazione dei tassi di interesse,
  4. i giovani,
  5. il Mezzogiorno.

Interessante appare l’introduzione della normativa di sostegno per le aggregazioni professionali, che rappresenta un’innovazione in linea con la necessità di creare spazi in termini di opportunità lavorative a coloro che, soprattutto giovani, hanno poca facilità di accesso al mondo
professionale.

A differenza del passato (in cui le agevolazioni venivano molto spesso concesse “a pioggia”), i provvedimenti messi in atto vengono tecnicamente resi operativi – in gran parte - attraverso il riconoscimento dei crediti d’imposta. Ciò consente di innescare una sorta di circolo virtuoso nei confronti di imprese che vengono sostanzialmente ad autodeterminarsi – ex post - le agevolazioni sulla base degli investimenti effettuati e senza vincolare l’ente pubblico ad erogare finanziamenti.

A tale proposito, appare auspicabile che il sistema a maglie strette in cui opera l’Amministrazione finanziaria non sia di ostacolo, di fatto, all’applicazione dei crediti d’imposta da parte degli aventi diritto.

Sicurezza sul lavoro, novità e adempimenti

La C.S.A. Sapi, da tempo convenzionata con l’AscomProcida, ci ricorda le cogenti novità legislative in materia di sicurezza sul lavoro, fornendo nel contempo una prima serie di informazioni utili su come comportarsi:
-
Spett.le Azienda\Consulente
La presente per informare
Poichè abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni sui vari adempimenti derivanti da soggetti che contattano le aziende proponendo adempimenti vari e a volte inutili, addirittura qualificandosi come soggeti di enti ministeriali, specifichiamo quanto segue:
Dal Primo Aprile 2008 sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro.
Finalmente potremo porre in essere le attività e gli adempimenti da lungo tempo rinviati da parte Nostra, ma crediamo a ragione visto l’esito della normativa.
Sottolineamo che le sanzioni sono state inasprite ed allargate a tutti i settori di attività (anche le ditte familiari, che con la vecchia normativa ne erano escluse, adesso devono ottemperare agli obblighi).
Per quanto riguarda la formazione si specifica che:
  1. Adesso la formazione non potrà essere effettuata da semplici soggetti, ma solo da enti accreditati o professionisti qualificati nella specifica materia;
  2. La nomina esterna del Responsabile della Sicurezza dovrà essere certificata da attestazione di formazione certificata;
  3. Si è dato un termine agli attestati di formazione, quali ad esempio, primo soccorso, oppure responsabile della sicurezza, con obbligo di aggiornamento; etc…:
Per la parte documentale ne indichiamo “una per tutte“: la sola mancanza dei verbali di aggiornamento interni di qualsiasi attività sarà soggetta a sanzione !
In considerazione di quanto detto, Vogliamo specificare, che la cosa importante è soprattutto “non fare cose di cui l’attività non rientra negli obblighi“. Per qualsiasi informazione o semplice domanda siamo a vostra disposizione.
Per le aziende che ne faranno richiesta, sarà programmata un verifica della documentazione.
Buon lavoro
C.S.A.-SAPI sas

Apertura domenicale, missione impossibile?

Fonte: Confcommercio

L’Ascom di Varese attraverso un proprio sondaggio interno avrebbe individuato nella prima domenica del mese come il giorno festivo più idoneo per le aperture , nell’ambito di un processo di sperimentazione dei nuovi orari di apertura che riguarderebbe i negozi di vicinato.

Crediamo anche noi che attraverso il processo di trasformazione in atto del commercio isolano soluzioni di questo tipo, possano e debbano essere sperimentate con coraggio e spirito di iniziativa, non soltanto per intercettare i turisti, ma anche e sopratutto i tanti clienti procidani che magari vedrebbero queste domeniche in maniera positiva, avendo così l’opportunità di acquisti fatti in piena tranquillità, senza assilli di orari impossibili e magari riuscendo a godere di una delle tante iniziative commerciali, musicali, gastronomiche, di svago e altro ancora che gli stessi esercizi commerciali realizzerebbero in queste domeniche.

Cogliamo pertanto l’occasione per invitarvi a farci sapere la vostra opinione in merito.
ecco la notizia sul sito di confcommercio nazionale:

La maggioranza dei commercianti varesini ha individuato la prima domenica del mese come il giorno più idoneo per l’apertura festiva dei negozi. Lo dice un sondaggio realizzato dall’Ascom per raccogliere le indicazioni della categoria a seguito dell’ordinanza comunale che disciplina il piano orari. Di fatto, dal mese di aprile fino al 27 maggio, è consentita l’apertura generalizzata tutte le domeniche. Per i negozi del centro storico e per tutti quelli con superficie di vendita inferiore a 250 metri quadrati, tale opportunità rimarrà anche per i mesi successivi in base alla nuova normativa regionale che entrerà in vigore dal 28 maggio. Diversa sorte potrebbe essere riservata alla media e grande distribuzione.

Partendo dal presupposto che la grande distribuzione tenderà ad aprire i punti vendita in tutte le giornate consentite, a differenza del negoziante tradizionale, che nella maggioranza dei casi sarà disposto a sacrificarsi con minore frequenza, si è posto il problema di valutare la scelta commerciale più opportuna, attraverso un sondaggio sottoposto ai soci“, ha spiegato il presidente di Ascom Varese, Giorgio Angelucci.

Dalle risposte è emersa in larga parte la disponibilità ad aprire una sola domenica al mese e, preferibilmente, la prima, come da tradizione.

Ascom Procida e Confturismo

Giovedì 3 marzo 2008, presso la sede romana di Confturismo, si è svolto un incontro tra i rappresentanti dell’AscomProcida Eugenio Michelino e Domenico Scotto d’Abusco, l’Assessore al Commercio del Comune di Procida Domenico Aiello, e i massimi vertici di detta associazione: il Presidente nazionale Bernabò Bocca e il dott. Fiorini (il quale è già stato a Procida la scorsa estate in una visita di conoscenza e approfondimento) che fa seguito alle nostre richieste di aiuto nell’elaborazione di un progetto integrato di sviluppo turistico per la nostra isola.

Grande è stata l’attenzione e la disponibilità dimostrata da Confturismo, la quale si è detta pronta a collaborare per la realizzazione di questo progetto che prevede una serie di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’offerta turistica sia attraverso una formazione mirata degli operatori e i loro dipendenti (corsi di lingua, informatica, marketing, economia turistica , gestione di imprese turistiche e altri…), sia attraverso una migliore azione di promozione dell’isola sui mercati internazionali, che attraverso attività di tutela e valorizzazione di tutte le bellezze e le peculiarità che la rendono unica non solo nel panorama italiano la nostra isola.

Confturismo si attiverà per la ricerca di strumenti tecnici e finanziari (risorse europee, nazionali e regionali finalizzate a questi obiettivi) oltre che attraverso la propria organizzazione per cercare di rendere tutto ciò possibile.

L’AscomProcida, da parte sua, oltre a mandare avanti questa importante collaborazione, procederà in breve tempo alla realizzazione di un fitto calendario di iniziative turistiche che comprendono alcuni grandi eventi realizzati grazie alla Regione Campania e all’immediato il rilancio dell’iniziativa Procida in Festa, già realizzata lo scorso anno, che consiste in una serie di piccole iniziative commerciali e/o promozionali organizzate direttamente da vari imprenditori isolani singolarmente od in collaborazione tra loro attraverso le associazioni commerciali come il Borgo Sent’Co e le associazioni di quartiere come il Borgo Marinaro alla Chiaolella.

Nei prossimi giorni attraverso l’attivazione di tutti gli associati si procederà alla realizzazione di questo fitto calendario di appuntamenti per una stagione turistica che ci impegnamo a rendere sempre più ricca ed ampia.