Centri Commerciali Naturali: L’unione fa la forza

Dopo una lunga navigazione sul web abbiamo trovato molti spunti interessanti sui Centri Commerciali Naturali.
Di alcuni di essi vi forniamo i link utili, ma di uno in particolare vi diamo alcuni ragguagli che ci sembrano emblematici di come intendiamo realizzare il progetto dei C.C.N. anche a Procida.
Si tratta di un rapporto sulla situazione dei C.C.N. della Toscana, la cui crescita, dall’iniziale progetto del 2002, è in continuo aumento (ad oggi sono ben 105) anche grazie al contributo tecnico ed economico della Regione Toscana, delle Provincie, dei Comuni, nonché naturalmente della ConfCommercio e alla disponibilità e sensibilità sempre maggiori delle pmi che operano nel commercio.


In particolare si sottolinea come la questione principale e preliminare sia raggiungere un’unica comunione d’intenti tra tutti i soggetti coinvolti, sia pubblici che privati, una vera e propria UNITA’ di realtà diverse, da perseguire a suon del motto “l’unione fa la forza”

…omissis… Si tratta di insiemi di negozi organizzati in consorzi di imprese o associazioni, una risposta innovativa per valorizzare il commercio di vicinato e proiettarlo in una dimensione più competitiva tenendo conto dei cambiamenti determinati dalle variate abitudini al consumo delle famiglie e dalla presenza della grande distribuzione …omissis…

Attraverso un questionario che ha coinvolto 365 operatori, si è pervenuti ad un quadro più o meno esaustivo, di ciò che è stato realizzato finora , di ciò che occorre ancora fare, delle diverse esigenze e aspettative degli operatori associati.

“…omissis… L´anima dei Centri commerciali naturali sono le imprese del commercio, che solo in parte hanno dimostrato di essere disponibili a mettersi insieme per abbattere i costi di gestione e promuoversi ricercando la fidelizzazione della clientela. Il futuro successo dei Centri commerciali naturali sarà sempre di più determinato dalla capacità di queste imprese di considerarli come un´opportunità per uscire ´dall´isolamento´ in cui molti esercizi rischiano di rimanere …omissis…

Dopo aver ulteriormente chiarito la variegata realtà commerciale, il rapporto conclude mettendo in evidenza i due filoni fondamentali su cui sembrano svilupparsi i C.C.N.:

“…omissis… chi chiede di potenziare l´attrattività con iniziative a tema o con un migliore arredo urbano rischia di venire a dipendere fortemente da investimenti pubblici perché eventi autofinanziati di minore importanza possono portare aumenti della domanda molto limitati. Chi, invece, vorrebbe investire in strategie coordinate tra gli operatori (fidelity card, orari e aperture festive, acquisti collettivi dai fornitori, ecc) mira a creare una governance collettiva basata su obiettivi comuni, dipende poco dagli investimenti pubblici, sembra capace di conseguire i vantaggi maggiori ed è probabilmente il modello più appropriato alla realtà toscana …omissis…”

questo sembra suggerire anche a noi un possibile e più condiviso punto d’incontro per la nostra realtà commerciale. Per fare ciò occorrono una più rapida presa di coscienza di ciò che ci aspetta in futuro dal punto di vista delle dinamiche commerciali del consumo collettivo e conseguentemente una decisione altrettanto celere e comune verso le OPPORTUNITA’ OFFERTECI DAI C.C.N.

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