Cambiano le regole del Ravvedimento Operoso

a cura di Giorgio Di Dio – Isola di Procida

Il Ravvedimento Operoso è l’istituto mediante il quale il contribuente può estinguere l’illecito commesso rimediando alla violazione e pagando sanzioni ridotte, sempre che la violazione non sia stata già constatata. (art. 13 D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 472)

I casi in cui ci si può ravvedere:

  • Quando non è stato fatto nei termini un versamento
  • Per qualsiasi errore od omissione anche se incidente sulla determinazione o sul pagamento del tributo
  • Quando è omessa la presentazione della dichiarazione

Mancato pagamento di tributi o acconti. Nel caso in cui la violazione consista nel mancato pagamento di un tributo o di un acconto il contribuente può ravvedersi versando il tributo dovuto, gli interessi di mora (calcolati al tasso legale annuo dal giorno in ci doveva essere effettuato il versamento e il giorno in cui viene effettivamente effettuato) e le sanzioni così ridotte:

  • 3,75% (1/8 del 30%) nel caso in cui il il versamento venga eseguito entro trenta giorni dalla scadenza;
  • 6% (1/5 del 30%) nel caso in cui il versamento venga effettuato oltre i trenta giorni dalla scadenza ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Possono ricorrere a tale ravvedimento tutti coloro che devono rimediare all’omesso versamento dell’Iva mensile o trimestrale, all’omesso versamento delle ritenute d’acconto operate, omesso versamento ICI, omesso versamento acconti e saldo Ires e Irpef etc.

F24 a saldo zero. L’articolo 19, comma 4, del Dlgs 9 luglio 1997, n. 241 punisce l’omessa presentazione del modello “F 24” con saldo zero con la sanzione amministrativa di 154 euro, riducibile a 51 euro se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi. Anche in questo caso è possibile ravvedersi, senza, ovviamente, versare gli interessi, mediante il pagamento delle sanzioni così ridotte:

  • 10,00 euro (1/8 di 51,00 euro) se l’F24 è presentato entro 5 giorni;
  • 30,00 euro (1/5 di 154,00 euro) se l’F24 è presentato entro un anno.

Omessa presentazione della dichiarazione. Nel caso in cui si voglia rimediare all’omessa presentazione di una dichiarazione è possibile ravvedersi presentando la dichiarazione e versando le sanzioni così determinate:

  • 32,00 euro (1/8 di 258,00 euro) per l’omessa presentazione della Dichiarazione se la presentazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza.
  • Dopo i 90giorni la dichiarazione non può più essere presentata e, se presentata, viene considerata ai fini dell’applicazione della sanzioni. Essendo, poi, considerata omessa, non può essere oggetto di alcun ravvedimento.

Fino al 21 maggio 2007 l’f24 per il ravvedimento operoso andava compilato aggiungendo gli interessi al tributo e versando separatamente la sanzione.

Dal 22 maggio 2007 le regole cambiano.

GLI INTERESSI NON SI SOMMANO PIU’ AL TRIBUTO MA VANNO VERSATI A PARTE CON UNO SPECIFICO CODICE.

L’agenzia delle Entrate con la risoluzione 109/e del 22 maggio 2007 ha istituito sette nuovi codici:

1989 , denominato Interessi sul ravvedimento Irpef;

1990 , denominato Interessi sul ravvedimento Ires;

1991 , denominato Interessi sul ravvedimento IVA;

1992 , denominato Interessi sul ravvedimento Imposte sostitutive

1993 , denominato Interessi sul ravvedimento Irap;

1994 , denominato Interessi sul ravvedimento Addizionale Regionale

1995 , denominato Interessi sul ravvedimento Addizionale Comunale;

Per la compilazione dei modelli F24 i contribuenti dovranno attenersi alle seguenti istruzioni:

– i codici tributo 1989, 1990, 1991 e 1992 devono essere esposti nella sezione erario, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna importi a debito versati;

– i codici tributo 1993 e 1994 devono essere utilizzati nella sezione regioni, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna importi a debito versati, associando il codice della regione desumibile dalla tabella T0 codici delle regioni e delle province autonome pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it nella sezione codici attività e tributo;

– il codice tributo 1995 deve essere utilizzato nella sezione ICI ed altri tributi locali, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna importi a debito versati unitamente al codice dell’ente reperibile dalla tabella T1 codici degli enti locali pubblicata nella sezione codici attività e tributo del sito www.agenziaentrate.gov.it.

In tutti i casi nel campo anno di riferimento deve essere evidenziato l’anno d’imposta cui si riferisce il ravvedimento espresso nella forma AAAA.
Le nuove modalità non si applicano per i versamenti di interessi sulle ritenute da parte dai sostituti d’imposta. Tali versamenti continueranno ad essere effettuati con il codice del tributo, cumulando quanto dovuto per interessi e dandone distinta indicazione nel quadro ST del modello 770.

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