Raee, si rischia un pericoloso vuoto normativo

Fonte: ConfCommercio

L’entrata in vigore del complesso meccanismo che deve regolare le attività di raccolta, ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche non è ancora possibile. Andec propone un accordo di programma su base volontaria.

L’entrata in vigore in Italia del complesso meccanismo che deve governare le attività di raccolta, ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), ponendo i relativi costi in capo ai produttori e importatori, non è ancora possibile. Benché l’ultima proroga di legge fissi al 30 giugno 2007 la data per l’effettiva operatività del sistema, ad oggi non è stato infatti emanato alcuno dei dodici decreti ministeriali necessari per riempire di contenuti operativi l’impianto normativo.

A parere di Andec, l’Associazione Nazionale Importatori e Produttori di Elettronica Civile, “almeno due decreti sono assolutamente indispensabili affinché si possa partire con le nuove regole europee in tema di RAEE: uno per istituire il Registro nazionale dei produttori di RAEE, l’altro per il Comitato di Vigilanza e Controllo”.

Vista la situazione di stallo, che rischia di portare ad una sorta di “rimpallo” delle responsabilità finanziarie tra i Comuni ed i produttori e importatori, Andec ritiene che Pubblica amministrazione, enti locali ed associazioni imprenditoriali possano concordare, su base volontaria, un “accordo di programma” che preveda un regime transitorio di brevissima durata (90 giorni) che consenta di individuare le modalità di copertura finanziaria delle attività di trattamento dei RAEE e al contempo di emanare e di rendere operativi i decreti indispensabili alla operatività a regime del sistema.

“Nel caso questo accordo non vi fosse o non fosse sufficientemente ampio da coinvolgere tutte le Associazioni che rappresentano le imprese interessate – conclude Andec – non si vede come produttori e importatori possano farsi carico di oneri obiettivamente non gestibili a causa dei gravi e reiterati ritardi della pubblica amministrazione nella definizione delle regole”.

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