Studi di Settore: Soggetti obbligati e Soggetti esclusi

a cura di Giorgio Di Dio – Isola di Procida

Sono soggetti agli studi di settore tutti coloro che esercitano in maniera PREVALENTE una delle attività per le quali risultano approvati gli studi di settore

Per PREVALENZA si intende l’attività dalla quale nel corso del 2006 è derivato il maggior ammontare di ricavi o compensi.

Sono esclusi dagli studi di settore per il 2006 tutti coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • Ricavi dichiarati superiori a Euro 5.164.569
  • Periodo d’imposta di durata diversa da 12 mesi
  • Inizio o cessazione attività nel corso del periodo d’imposta
  • Modifica in corso d’anno dell’attività (se le attività ricadono in due studi diversi)
  • Reddito determinato con criteri forfetari
  • Incaricati vendite a domicilio
  • Periodo di non normale svolgimento dell’attività
  • Diversa categoria reddituale rispetto al modello studi

Per periodo di non normale svolgimento delle attività si intende:

  • Periodi di liquidazione ordinaria o procedure concorsuali.
  • Periodo nel quale non è ancora iniziata l’attivitò produttiva.
  • Costruzione dell’impianto da utilizzare per lo svolgimento dell’attività oltre il primo periodo, per cause non dipendenti dalla volontà dell’imprenditore.
  • Mancato rilascio delle autorizzazioni amministrative per lo svolgimento dell’attività, se tempestivamente richieste.
  • Svolgimento di attività di ricerca, propedeudica allo svolgimento di altra attività produttiva di beni e servizi.
  • Periodo interruzione attività a causa della ristrutturazione di tutti i locali.
  • Periodo di affitto dell’unica azienda.
  • Periodo di sospensione dell’attività ai fini amministrativi (con comunicazione alla CCIAA).
  • Interruzione attività professionisti a causa di provvedimenti disciplinari.

Ci sono, poi, dei soggetti esclusi dagli studi ma obbligati, comunque, alla compilazione del modello e, cioè:

  • Attività con ricavi compresi tra € 5.164.569 e € 7.500.000;
  • contribuenti forfetari

oppure aziende rientranti nei seguenti casi :

  • cessazione attività
  • liquidazione ordinaria
  • periodo di non normale svolgimento dell’attività

Dal 2007, poi, cambiano le regole per le esclusioni dagli studi nel seguente modo:

  • Periodo diverso da 12 mesi : esclusi per il 2006. Dal 2007 la durata del periodo non influisce sugli studi.
  • Per il 2006 sono esclusi coloro che hanno ricavi/compensi superiori a 5,165 milioni. Per il 2007 sono esclusi coloro cha hanno ricavi/compensi superiori a 7,5 milioni.
  • Inizio e cessazione mentre prima erano sempre causa di esclusione, adesso lo sono ma con le deroghe di cui diciamo appresso.

Le deroghe all’esclusione (che comportano, quindi, l’applicazione degli studi anche se rientranti in una delle cause di esclusione) sono:

  • Cessazione e inizio dell’attività da parte dello stesso soggetto entro 6 mesi.
  • Attività che costituisce mera prosecuzione di attività svolta da altri soggetti (Acquisto d’azienda, Donazione d’azienda, Successione d’azienda, Trasformazione, fusione e scissione Affitto d’azienda.)
  • Omogeneità dell’attività rispetto a quella preesistente (Attività contraddistinte da un medesimo codice attività o codici compresi nel medesimo studio)
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6 thoughts on “Studi di Settore: Soggetti obbligati e Soggetti esclusi

  1. GLI STUDI DI SETTORE SONO FATTI PER FAR CHIUDERE LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PERCHE’ NEL PRIMO ANNO DI ATTIVITA’ CON I SACRIFICI CHE UNO FA PER APRIRSI UN NEGOZIO NON POSSONO PRETENDERE INCASSI CHE NON SI FAREBBERO NEMMENO DOPO 3 ANNI… SONO STANCA E PER QUESTO VENDO…. MEGLIO ANDARE A PULIRE I CESSI!!!

  2. Gentilissima Monica,
    condivido appieno quello che dici, in quanto a me è successo di peggio.

    Dopo circa sei anni di disoccupazione, non riuscendo a trovare un lavoro, a causa della mia età, ho trovato il modo di farmi riconoscere un periodo lavorativo come elettricista ed ottenere l’abilitazione dalla Camera di Commercio di Livorno per poter svolgere l’attività artigianale di installatore elettrico.

    Nonostante l’impegno di risorse economiche, di tempo per corsi di aggiornamento, specializzazione etc, non sono riuscito a “decollare”.

    Ebbene, dopo il primo anno di attività vengo chiamato a contradittorio sugli studi di settore dall’Agenzia delle Entrate di Piombino, anno 2001.

    Le mie giustificazioni non vengono accettate e per mezzo del condono fiscale pago una sanzione, si fa per dire ridotta, comunque di circa 2000 euro.

    Nel 2002 si ripete il copione; quindi invio un avvocato presso la stessa Agenzia delle Entrate di Piombino, che mi consiglia un ricorso in commissione tributaria e di chiudere l’azienda.

    Ebbene, nell’anno 2003 la mia azienda ha cessato di esistere e sono di nuovo disoccupato.

    Infine, non avendo ricevevuto causa varie circostanze sfavorevoli, la notifica di accertamento per quanto rifiutatato in fase di contraddittorio, il 06 Settembre 2007 mi perviene una cartella di pagamento, da parte di ente esecutore Gerit, di circa 8000 euro, con la dicitura, “non ha ritenuto opportuno presentare ricorso”.

    Così adesso devo fare ricorso anche contro la cartella esattoriale.

    Premetto che per far decollare l’azienda in cui credevo ho perfino venduto un bilocale- “Che fesso eh!”

    Intanto, chi evade davvero, gira in Mercedes ed ha magari quattro o cinque appartamenti vive sonni tranquilli, tanto l’importante è che risulti in linea con gli studi di settore .

    Non mi resta che dire “Viva l’Italia”!!! Paini Marco ***-*******(1)

    E per lAgenzia delle Entrate di Piombino Buone Riflessioni!!!!!!

    (1) modificato dall’amministratore

  3. Gentilissimi lettori di questo sito, chiedo aiuto per quanto riguarda gli studi di settori.
    Ho ricevuto il verbale di non coerenza relativa al 2003 e ho il contradditorio martedi 9 settembre 2008. Mi si avvisa che non sono congruo per € 23.000. Premesso che sono un agente di commercio plurimandatario, e con provvigioni in media del 3%
    ho dichiarato al fisco € 35.000 rivenienti dal rilascio fatture provvigionali e spese per € 2.900,00 di cui € 80,00 diritti camerali 1% forfettario storno fatturato ed il resto manutenzione automezzi e carburante. Se avessi dichiarato un euro in più avrei dichiarato il falso,però veniamo puniti comunque. Se rubi vai in galera se dici il vero ti puniscono comunque. Il governo Italiano non da la morte fisica ma comunque da la morte civile, perchè se dovessi pagare quello che mi chiedono per mè sarebbe una morte civile.
    Ringrazio quanti mi vogliano dare conigli.
    Saverio Caradonna
    Giovedi 28 agosto 2008

  4. Gli studi di settore, usati come sono usati adesso dal fisco, sono perfettamente paragonabili al pizzo….
    Sarebbero uno strumento utile se usati bene, purtroppo mettere in mano uno strumento delicato a delle scimmie non porta mai a buoni risultati…..

  5. VI CHIEDO SE E’ VERO CHE GLI STUDI DI SETTORE NON VENGONO APLICATI A GLI ULTRA SESSANTENNI SENZA NESSUN DIPENDENTE SALUTI DA UN ARTIGIANO TARTASSATO

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