UN PATTO CON LA BUONA POLITICA PER CRESCITA E SVILUPPO – Un incontro utile anche per Procida.

Alla 20° Assemblea generale di Confcommercio tenutasi a Roma giovedì 21 giugno ha preso parte anche il Presidente dell’Ascom Confcommercio Procida Eugenio Michelino.

Motivi dell’Assemblea sono stati, come si possono leggere qui di seguito, le tematiche nazionali del commercio, della fiscalità, delle pensioni, dello sviluppo e dell’economia.

Il Presidente Michelino ha inoltre personalmente illustrato ai massimi dirigenti di Confturismo Nazionale le questioni attinenti al commercio e al turismo di Procida, in particolare ha loro resi noti i dati circa lo stato di difficoltà economica di questo periodo, fissando da subito impegni precisi con le due più grandi Confederazioni Nazionali per avviare un processo di confronto, di collaborazione e di lavoro al fine di realizzare progetti di rilancio di tutto il settore.

Grande è stata la disponibilità e l’attenzione dimostrata e massima è stata la volontà a procedere insieme verso gli obiettivi prefissati.

Nell’ambito dell’Assemblea la relazione del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha aperto All’Auditorium Conciliazione a Roma la ventesima Assemblea Generale di Confcommercio alla quale hanno partecipato oltre 1.000 delegati in rappresentanza delle 104 associazioni provinciali, delle 20 unioni regionali e delle 152 federazioni nazionali di categoria aderenti a Confcommercio, oltre a rappresentanti delle istituzioni, del governo, della politica e del mondo delle imprese. La relazione del presidente (vedi testo integrale allegato N.d.R) ha toccato i temi di più calda attualità, dalle pensioni agli studi di settore, ma ha affrontato, in un ottica di più ampio respiro, anche il rapporto fra mondo produttivo e politica per individuare le priorità, i metodi e gli strumenti per consolidare la ripresa economica del nostro Paese. Il presidente di Confcommercio ha chiesto “un Patto con la buona politica per far crescere meglio e di più questo paese: la sua economia e la sua società”. “Un patto – ha aggiunto Sangalliper costruire un domani migliore, per i lavoratori e per le imprese, per i cittadini tutti e per quelle famiglie che restano fattore fondamentale di coesione sociale. Un patto tra pubblico e privato, perché il pubblico faccia meno ma meglio e affinché i privati assumano nuove responsabilità di origine generale”. Sangalli ha poi affrontato i temi più “caldi” di questo periodo: studi di settore e fisco. “gli indicatori di normalità economica rischiano di fare degli studi di settore non un sistema di rilevazione dei ricavi sempre più equo e selettivo, ma uno strumento di catastizzazione del reddito o, per dirla ancora più chiaramente una sorta di bancomat per fare cassa”. Secondo il presidente di Confcommercio, infatti, “gli indicatori sono nati male. Sono stati costruiti in fretta e furia e senza confronto con le categorie economiche per poterli applicare retroattivamente al periodo di imposta 2006. Sono stati costruiti – ha aggiunto – all’ingrosso e non al dettaglio e giunti al momento della loro applicazione si e’ visto che in troppi casi non funzionano”. Per Sangalli, quindi, “non c’è altro da fare che mandare in soffitta questi indicatori”. Sangalli si è poi soffermato sull’elevata pressione fiscale precisando che ”rischiamo molte, troppe chiusure di imprese per overdose tributaria e di burocrazia fiscale e molti, troppi ripiegamenti nel sommerso e nel nero”. “Quello che chiediamo – ha aggiunto – non sono scorciatoie o sconti, ma equità e senso della misura”.

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