Studi di settore e Indici di Normalità Economica: la circolare n°38/E

a cura di Giorgio Di Dio – Isola di Procida

Molti problemi sollevati dagli studi di settore e dai nuovi indicatori di normalità economica sono stati affrontati dalla C.M. 12 giugno 2007, n° 38/E.

I nuovi termini di versamento:

La circolare conferma il nuovo termine per i versamenti, prorogato al 9 luglio 2007, specificando anche che l’applicazione degli studi di settore deve ispirarsi a criteri di ragionevolezza, nelle ipotesi di accertamento.

Il campo “annotazioni” del modello degli studi potrà essere utilizzato sia da coloro che ritengono essere “marginali”, sia da tutti quelli che non intendono adeguarsi e vogliono presentare le loro giustificazioni.

Le anomalie degli indici di normalità economica

Nella circolare sono mese in rilievo le situazioni in cui gli indicatori di normalità economica (Ine) applicati a queste situazioni fanno emergere anomalie di funzionamento degli stessi. Di queste anomalie si dovrà tenere conto in sede di accertamento. Vediamo le varie situazioni che possono generare anomalie.

1. Beni in leasing

I canoni del leasing hanno un’incidenza maggiore delle quote di ammortamento. La presenza, quindi di rilevanti beni mobili strumentali in leasing genera anomalie nella elaborazione degli INE.

2. Durata dell’esercizio inferiore a 12 mesi

Ge.Ri.Co. non effettua il ragguaglio ad anno per l’apporto del titolare dell’impresa individuale o familiare, Questio genera anomalie per imprese individuali con periodo inferiore a 12 mesi.

3. Soci amministratori

I compensi degli amministratori che prestano la loro opera nella impresa non rilevano nel calcolo del “valore aggiunto”. Si riscontrano delle anomalie nelle società di capitali perché nelle spese per acquisti di servizi sono compresi i compensi agli amministratori e GE.RI.CO. non è in grado di eliminarli dal conteggio dell’indicatore.

4. Distributori di carburanti

Per i distributori di carburanti, con impianti di notevole valore, dati in comodato dalle compagnie petrolifere, il valore dei beni strumentali, utilizzato per il calcolo dell’indicatore “valore aggiunto”, risulta sovrastimato.

5. Costi fiscali non derivanti da conto economico

in presenza di costi dedotti solo in dichiarazione e non presenti nel conto economico gli indicatori “Valore aggiunto per addetto” e “Redditività dei beni strumentali” risultano anomali.

6. Lavori ultrannuali

Gli stessi indicatori di cui sopra possono risultare anomali per le imprese di costruzione che hanno in bilancio opere ultrannuali valorizzzate al criterio di costo.

Marginalità economica

Particolare attenzione viene riservata alle cosiddette attività marginali. L’Agenzia, integrando e ribadendo quanto già specificato nella circolare del 22 maggio, precisa che la condizione di marginalità economica può essere riferita a tutti gli operatori i quali non gestiscono l’attività imprenditoriale secondo logiche di mercato ponendosi conseguentemente al di fuori del principio di normalità che sottende l’intero impianto metodologico degli studi di settore. Nel dettaglio, precisa la circolare, la marginalità economica può essere caratterizzata da una serie di fattori quali:

  1. limiti dimensionali e organizzativi per la struttura d’impresa
  2. arretratezza/inadeguatezza delle infrastrutture strumentali e assenza di investimenti anche legati alla promozione dell’attività
  3. assenza di spese per servizi esterni (non esternalizzazione delle fasi di lavorazione e di produzione)
  4. modalità organizzative di vendita tradizionali e assolutamente estranee a sistemi di rete (assenza di rapporti di franchising, affiliazione ovvero associazione a gruppi d’acquisto)
  5. ridotta articolazione del processo produttivo e bassa capacità di penetrazione sul mercato
  6. limiti del mercato di riferimento (ampiezza territoriale e tipologia di clientela)
  7. scarsa competitività dei prodotti e dei servizi erogati o non sufficiente capacità produttiva
  8. debolezza rispetto ai canali di approvvigionamento
  9. età avanzata del titolare
  10. localizzazione territoriale (geografica e di contesto produttivo).

Tutti questi fattori potranno consentire di individuare una gamma di soggetti i cui ricavi o compensi non sono, in linea di massima, stimabili con l’applicazione degli studi.

Accertamento per i professionisti

Diversi studi di settore, in precedenza applicati solo in via sperimentale o monitorata, hanno trovato, con il 2006, la loro versione definitiva. In particolare gli studi per i professionisti, diventano ora utilizzabili anche per accertamenti sugli anni pregressi. Per le annualità fino al 2004 compreso, l’attività di accertamento può svolgersi solo in mancanza di congruità in almeno due periodi di imposta su tre consecutivi. La non congruità in presenza di studi sperimentali o monitorati dovrà essere confermata dall’applicazione di Gerico 2007 (studio definitivo), senza però tener conto dei nuovi indicatori di normalità economica.

La circolare poi fornisce altre delucidazioni, tra le quali:

  1. Non devono compilare i modelli per gli studi di settore le imprese multi punto o multi attività che si trovano in un periodo di non normale attività(liquidazione ordinaria, liquidazione coatta amministrativa o fallimentare).
  2. I contribuenti multi attività o multi punto con ricavi compresi tra 5.164.169 e 7.500.000 euro sono esonerati dalla compilazione dei modelli degli studi, e, quindi,trasmetteranno il modello Unico 2007 senza allegare tale modello.
  3. I contribuenti che hanno cessato l’attività nel 2006 e che, in base alle disposizioni della Finanziaria 2007, devono comunque compilare la scheda per gli studi di settore, devono indicare il numero di mesi di esercizio dell’attività nel corso del periodo d’imposta.
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