Novità: l’Accertamento Sintetico

Fonte: FiscoOggiCircolare n°49/E

Contrasto all’evasione a 360 gradi – Il Fisco rilancia l’accertamento sintetico

Lo scopo è quello di intervenire sullo squilibrio fra “virtualità” reddituale e “realtà” di spesa

Consumi da nababbi ma poveri per il Fisco. E’ lo spaccato che spesso si ricava confrontando lo stile di vita di molti contribuenti con il profilo delle loro dichiarazioni dei redditi. Ed è proprio partendo da questa constatazione che l’agenzia delle Entrate punta a ridare vigore al cosiddetto accertamento sintetico, quello che mette a confronto capacità di spesa e redditi dichiarati al Fisco.

Ombre rosse sui redditi degli italiani – In pratica, questi sono i numeri della contraddizione fiscale italica, almeno secondo i dati relativi all’anno d’imposta 2004: il 38 per cento degli italiani dichiara guadagni sotto l’asticella dei 10 mila euro. A questo dato si deve poi aggiungere la percentuale esigua, soltanto uno 0,7 per cento, di nostri connazionali che, alle volte con riluttanza, oltrepassano il limite contabile dei 100 mila euro di reddito. Passando dall’Irpef all’Ires, fa la sua comparsa il dramma delle società di capitali che, nonostante costituiscano uno strumento modaiolo del fare impresa nazionale, esibiscono imperterrite guadagni che, nel 50 per cento dei casi, sono in perdita oppure in pareggio, con il risultato che nelle casse dell’Erario poco o nulla si lascia scivolare. Salvo riscuotere benefici, sconti e crediti d’imposta previsti dalla normativa vigente. Insomma, quello dei redditi italiani è davvero un paesaggio sul quale sembrano allungarsi vaste ombre rosse?

La realtà racconta storie diverse – La risposta è comodamente alloggiata nella quotidianità e, naturalmente, nell’accesa mondanità degli italiani. Infatti, è sufficiente assistere ai cospicui transiti finanziari relativi all’acquisto di immobili, di automobili dalla cilindrata atletica, altro che semplicemente grande, e alle compravendite di ville lussuose e di yacths extralusso per ripristinare l’equilibrio tra la virtualità dell’Italia letta attraverso la taglia dei redditi e la realtà di un Paese dove i Paperoni non sono certo la maggioranza, ma dove non abita soltanto una folla di Paperini con le tasche perennemente vuote. D’altra parte i Suv sfrecciano, ritardando la spesa al supermercato e allungano la fila, le imbarcazioni sfilano, con o senza l’accessorio delle vele, e gli aerei risultano sempre super affollati. Per non parlare delle famigerate scorte di magazzino che si consumano, salvo restare immobili quando le si offre agli occhi del Fisco. Il risultato è il medesimo, da anni. A rimetterci è l’Erario, ovvero la collettività che vede ridursi puntualmente le risorse da destinare al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi pubblici di cui beneficiano tutti, evasori inclusi.

L’utilità dell’accertamento sintetico – Insomma, come ristabilire un equilibrio accettabile tra virtualità reddituale e realtà di spesa e di benessere? L’accertamento sintetico, rilanciato e potenziato dall’agenzia delle Entrate proprio ieri con la pubblicazione della circolare 49, costituisce un valido strumento, non l’unico, a disposizione dell’Amministrazione finanziaria al fine di intervenire in maniera pratica ed efficace su questo squilibrio contraddittorio che si sta rivelando oramai in modo piuttosto evidente e che alimenta il fenomeno dell’evasione.

Come funziona l’accertamento sintetico – In pratica, l’accertamento sintetico fornisce una prima stima del reddito attribuibile alla persona fisica, una misura che deriva dall’attenta valutazione di alcuni elementi indicativi della capacità contributiva del soggetto. La metodologia che si applica consiste nel passare in rassegna le diverse manifestazioni con cui si palesano i volumi di spesa del contribuente, per esempio, l’acquisto di un’automobile extralusso o di proprietà immobiliari di valore, oppure, il ricorso a servizi privati che presentano conti piuttosto ricchi, e raffrontandole con la capacità contributiva consegnata al Fisco al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. A questo punto, se si svelano incongruenze piuttosto sensibili scattano i controlli. Quindi, chi esibisce una capacità di spesa abbondante, ma dichiara redditi bassi, alle volte perfino “poveri”, rischia l’accertamento.

Spazio alle indagini finanziarie e all’uso del Web – Si tratta di una minuziosa attività di Intelligence che, come illustrato nella circolare, nell’ambito delle attività istruttorie legate all’accertamento sintetico prevede anche un ampio ricorso alle indagini finanziarie, in quanto strumento di indubbia rilevanza che consente di trasformare gli indizi patrimoniali e gestionali in prove che manifestano la effettiva capacità contributiva del soggetto controllato. Oltre alle banche, tramite le quali è possibile ridisegnare efficacemente il profilo contabile reale dei singolo individuo, o della società, all’interno delle strategie messe in pratica vi è anche quella che prevede un uso sempre più esteso ma mirato di Internet e della Rete al fine di intercettare informazioni che potrebbero rivelarsi utili e dirimenti nella soluzione dei singoli casi. Del resto, nell’epoca del Web e dell’affermarsi imperioso del Byte, si tratta di un passaggio irrimandabile.

Occhi puntati sugli immobili – Particolare rilievo, come spiega la Circolare, sarà indirizzato sul versante degli immobili, un settore che tradizionalmente costituisce un motore dell’economia ma che, nonostante la rincorsa dei prezzi e il moltiplicarsi di società che si occupano della costruzione e della compravendita, non mostra segni di maggiore contribuzione, in termini d’imposte e tasse, nei riguardi dell’Erario nazionale. Insomma, un altro esempio di mercato florido e ardimentoso che, al momento di confrontarsi con il Fisco, si scopre timido e modesto. Dunque, agli immobili, alle residenze secondarie, alle compravendite e ai soggetti non soltanto titolari ma anche intermediari e gestori di servizi all’interno del comparto saranno riservate particolari attenzioni. Del resto, non è giustificabile il risultato che indica, si 12 mila controlli, quasi 1 miliardo di euro di maggiore imposta accertata e quindi non versata.
Stefano Latini

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