Finanziaria, Sangalli: “al Governo è mancato il coraggio”

Fonte: ConfCommercio

E’ una legge Finanziaria che “non riesce a sciogliere il nodo del rallentamento della crescita” e che, seppur “leggera“, “non era quella di cui l’Italia ha bisogno oggi“. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è tornato a ribadire da Villasimius (dove è in corso la Conferenza Organizzativa della Confederazione, ndr) la sostanziale delusione per la manovra 2008.

Entrando nel dettaglio dei provvedimenti, Sangalli ha sottolineato che nel testo non si ritrovano molti dei principi espressi nel Libro Verde sulla spesa pubblica predisposto dal Ministero dell’Economia, che Confcommercio aveva condiviso. Le maggiori spese che derivano dalle misure adottate sono coperte solo per 3,7 miliardi di euro da veri processi di riqualificazione della spesa pubblica.

Dunque, “è grazie al positivo andamento delle entrate tributarie che è possibile assicurare gran parte degli spazi di manovra necessari a far fronte a nuovi impegni di spesa, mentre stentano ad emergere veri processi strutturali di controllo, riqualificazione e riduzione della spesa pubblica“. Altrettanto discutibile è poi la destinazione delle risorse: “abbiamo già sottolineato rifiutandoci di firmare l’accordo sul welfare – ha detto Sangallicome i costi per il superamento dello scalone pensionistico aggravino il tradizionale squilibrio della spesa sociale italiana che sarà ancora più sbilanciato sul versante previdenziale, lasciando margini ristretti, troppo ristretti, per incentivare una maggiore partecipazione al mercato del lavoro attraverso politiche attive e mirate“.

Quanto alla questione fiscale, per il presidente di Confcommercio non si comprende “cosa si intenda per tregua fiscale, con una pressione complessiva che rimane a dei livelli ben sopra il livello di guardia.” Anzi, ormai è certificato, che già quest’anno la pressione salirà dal 42,8% del Pil segnalato dal Dpef al 43%. Un incremento, rispetto al 40,6% del 2005, di 2,4 punti percentuali: un salto oggettivamente rapido, davvero troppo rapido. E che dovrebbe essere tenuto presente nell’azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione, azione sacrosanta e prioritaria per il Paese, ma che dovrebbe ispirarsi al principio del ‘pagare tutti per pagare meno’, ma anche del ‘pagare meno per pagare tutti’. Il tutto pur dando atto atto al Governo che “nel disegno di legge ci sono interventi che vanno nella direzione della semplificazione fiscale e della riduzione dei costi da adempimenti“.

Infine, Sangalli ha parlato di “occasione persa” anche per quanto riguarda la redistribuzione delle entrate prevista dalla Finanziaria. “Il miglioramento della finanza pubblica, grazie al più che positivo andamento delle entrate – ha detto – avrebbe senz’altro consentito, a fronte di una più accorta selezione degli impegni di spesa, l’avvio di una graduale riduzione delle aliquote Irpef. Il gettito dell’Irpef in tre anni è cresciuto del 15,1% e l’aliquota media è aumentata di quasi un punto. Questo punto potrebbe essere restituito ai contribuenti con un costo (7,3 miliardi di euro) compatibile con le risorse attualmente disponibili. Con vantaggi immediati in termini di riduzione – o perlomeno di stabilizzazione – della pressione fiscale, sostegno ai redditi, e di conseguenza, incentivo alle dinamiche dei consumi, che continuano a rallentare“.

Insomma, al Governo “è mancato il coraggio di fare una Finanziaria più efficace ai fini della crescita dell’economia“.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...