Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008

Aggiornamento: Altri articoli su “Contribuenti Minimi e Marginali

Fonte: FiscoOggi

Manovra finanziaria 2008

Minimi “naturalmente“, con entrate fino a 30mila euro

Chi vuole ancora il regime ordinario, deve comunicare l’opzione, vincolante per almeno un triennio

Tassazione sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali con aliquota del 20 per cento. Esonero dall’applicazione degli studi di settore, dell’Iva e dell’Irap e da quasi tutti gli adempimenti contabili, compreso l’invio degli elenchi clienti e fornitori. Resta solo l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali e di certificare i corrispettivi. Questi i principali profili del nuovo regime dei “contribuenti minimi e marginali” tracciato, con decorrenza dal 1° gennaio 2008, dal disegno di legge finanziaria per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 30mila euro.

Chi può accedere
Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” è riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni (sono quindi escluse tutte le società, sia personali che di capitali) che, nell’anno precedente,

  • hanno realizzato ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 30mila euro
  • non hanno effettuato cessioni all’esportazioni
  • non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori, anche a progetto o a programma di lavoro

e che, nel triennio precedente, non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto o di locazione, per un importo superiore a 15mila euro.

Chi è fuori
Oltre – come già detto – le società, non possono essere inquadrati nel nuovo regime:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali Iva (ad esempio, i produttori agricoli, gli editori)
  • i soggetti non residenti nel territorio dello Stato
  • chi effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricati, di terreni edificabili e di mezzi di trasporto nuovi
  • gli imprenditori individuali e gli esercenti arti o professioni che hanno anche partecipazioni in società di persone o in associazioni professionali o in Srl trasparenti.

Accesso al regime
Chi intraprende l’esercizio di imprese, arti o professioni e ritiene soddisfatti tutti i requisiti per accedere al regime semplificato, comunica la circostanza nella dichiarazione di inizio attività.
I contribuenti già in attività che, pur trovandosi nelle condizioni per essere considerati “minimi”, decidono di adottare il regime ordinario, esprimono la scelta nella prima dichiarazione annuale da presentare dopo l’opzione. Questa è vincolante per tre anni e resta comunque valida per ciascun anno successivo, fino a quando si continua ad applicare concretamente la preferenza operata.

Effetti ai fini Iva
L’adozione del regime comporta numerose conseguenze ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. In particolare, i contribuenti minimi:

  • non versano l’imposta (tranne che per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell’Iva; in questi casi, integrano la fattura indicando l’aliquota e l’imposta e la versano entro il 16 del mese successivo a quello dell’operazione)
  • sono esonerati da tutti gli adempimenti contabili, compreso l’invio degli elenchi clienti e fornitori, a esclusione degli obblighi di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, e di certificare i corrispettivi
  • non possono addebitare l’Iva a titolo di rivalsa ai propri clienti
  • non hanno diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni
  • passando da un regime all’altro (da ordinario a semplificato, ma anche nel percorso inverso) devono operare la rettifica della detrazione e versare la somma che risulta dovuta, in un’unica soluzione o in cinque rate annuali di pari importo senza interessi
  • nell’ultima dichiarazione di applicazione “ordinaria”, devono considerare anche l’Iva relativa alle operazioni per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità; mentre, in presenza di eccedenza, possono richiedere l’importo a rimborso o utilizzarlo in compensazione.

Effetti ai fini delle imposte dirette
Innanzi tutto, due importanti precisazioni: i contribuenti minimi non si considerano soggetti passivi Irap e sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore.
Ai fini delle imposte sui redditi, pagheranno un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, applicando l’aliquota del 20% al reddito. Questo sarà costituito dalla differenza tra i ricavi (o compensi) percepiti nell’anno e le spese sostenute nello stesso periodo, tenendo conto anche delle eventuali plusvalenze/minusvalenze dei beni relativi all’attività e della deducibilità dei contributi previdenziali obbligatori.
Nel caso di imprese familiari, l’imposta è dovuta dall’imprenditore e va calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari.
Nessun obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili; c’è solo da conservare i documenti ricevuti e quelli emessi.

Fuoriuscita dal regime
Se i presupposti – anche uno solo – per l’applicazione del regime semplificato vengono meno, si esce dal regime medesimo a partire dall’anno successivo. Se poi il limite dei 30mila euro viene superato per oltre il 50%, si rientra immediatamente nell’ordinario (con conseguente obbligo di applicarlo per i successivi tre anni) e occorre versare l’Iva relativa a tutte le operazioni imponibili effettuate nell’anno, utilizzando il procedimento dello scorporo (ultimo comma dell’articolo 27, Dpr 633/1972).

Sanzioni, anche maggiorate
Il Ddl prevede che, per quanto riguarda accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso, si applicano – in quanto compatibili – le ordinarie norme in materia di imposte dirette, Iva e Irap.
Una disposizione particolare viene dettata per l’ipotesi di infedele indicazione dei dati attestanti i requisiti e le condizioni di accesso al regime semplificato; le sanzioni contemplate dal Dlgs 471/1997 sono aumentate del 10% se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.

Regimi soppressi
L’introduzione del nuovo regime per i contribuenti minimi porta con sé la soppressione di altri regimi di favore: il Ddl prevede infatti l’abrogazione dell’articolo 32-bis del Dpr 633/1972 (contribuenti minimi in franchigia), dell’articolo 14 della legge 388/2000 (attività marginali) e dei commi da 165 a 170, articolo 3 della legge 662/1996 (regime super-semplificato).

r.fo.

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375 pensieri su “Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008

  1. I soci di s.r.l. NON LAVORATORI che quindi non percepiscono reddito dalla società in percentuale posseduta, sono comunque esclusi se intenzionati ad aprire una attività marginale come libero professionista restando quindi al di sotto dei 30.000 euro anno?
    E se un dipendente part-time volesse fare anche il consulente come attività marginale, potrebbe avere accesso alla nuova normativa?

  2. Pingback: Quesito: Il regime dei contribuenti minimi ed i soci di srl nella finanziaria 2008 « Ascom Confcommercio Isola di Procida

  3. RISPONDO A STEFANO
    Sì, è sempre necessario aprire la partita IVA, tanto è vero che ” Le persone fisiche che iniziano l’esercizio di imprese, arti o professioni per avvalersi di tale regime devono comunicare, nella dichiarazione di inizio di attività, di presumere di avere i requisiti richiesti.”
    Giorgio Di Dio

  4. Se nel corso dell’anno prossimo dovessi richiedere il congedo di maternita’ avendo aderito alle agevlazioni fiscali previste per i contribuenti minimi e marginali, mi spetterebbe ugualmente?

  5. Buongiorno
    penso che io aderirò al nuovo regime fiscale per i marginali
    ma la domanda che pongo è questa:
    Quando compilo la fattura devo comunque considerare la R.A. oppure viene tolta l’IVA , la rivalsa INPS e LA RA?

    es. di fattura normale.
    corrispettivo 100
    riv prev 4
    tot 104
    iva 20.80
    tot fatt 124.8
    -ra 20.8
    tot 104

    Voglio dire se non mi viene più applicata la ra e devo versare io il 20% significherà alzare il corrispettivo.
    Grazie
    Tino

  6. Salve,
    ammettiamo il caso che io non abbia costi, questo regime mi permette di guadagnare quancolsa in più rispetto a prima?
    E per quanto riguarda l’IVA, la inserisco lo stesso in fattura e per me diventa imponibile oppure non la devo più considerare.
    Per favore mi fa un esempio di fatturazione su un compenso di 1.000,00?
    Grazie Laura.

    • Buongiorno,
      Sono un professionista che ha aderito al regime dei minimi.
      Le mie fatture sono del tipo:

      netto 100
      +4%
      104
      - Ra 20,80(su 104)
      totale a pagare 83,20
      Il mio dubbio è sulla non convenienza a caricarmi in fattura il compenso di un altro professionista.
      Es: se io fatturassi un netto di 700 euro di cui 400 sono per me e 300 per il mio collaboratore, secondo il mio stato fiscale per me non è conveniente accollarmi in fattura anche il suo onorario.
      Conviene che ognuno fatturi separatamente il proprio lavoro giusto?

      la ringrazio anticipatamente per la sua gentile risposta
      Dico bene?

  7. Buonasera.
    Da quanto ho letto con la circolare n.73 dell’Agenzia delle Entrate non riesco a capire se i professionisti che applicano il nuovo regime devono continuare ad applicare la ritenuta d’acconto sulle fatture emesse.
    Io credo che essendo soggetti ad un’imposta sostitutiva e non all’Irpef non debbano più applicare la ritenuta.Grazie per le risposte.

  8. Rispondo un pò a tutti.
    Se avete altri dubbi contattatemi a brant@inwind.it

    Per Tino: a parte che la fattura normale se la fai così è sbagliata. La R.A. non si calcola anche sull’IVA ma solo su 100 (quindi sarà pari a 20). Con il nuovo regime, indicherai solo la tua cassa previdenziale. La fattura sarà:
    IMPONIBILE 100
    C.P. 4
    TOTALE 104
    che non significa alzare il corrispettivo. Su 100 pagherai l’imposta sostitutiva del 20%. Dai tuoi 104 della vecchia fattura, considera che ci sono 20 di IVA che non è tua, ma la devi versare allo STATO.

    Per Laura: il regime è abbastanza conveniente. Considera che moltio adempimenti contabili vanno a farsi friggere, compreso lo studio di settore (molto rognoso se non sei congruo). Certo, perderai i 3.500 di base come deduzione standard, ma a conti fatti il regime è conveniente. Esempio di fattura:
    IMP. 1.000
    C.P. 40
    TOTALE 1.040

    Per Erika: la ritenuta non dovrai più applicarla, perchè il tuo reddito sarà assoggettato ad un imposta sostitutiva secca (IRPEF ed addizionali). La ritenuta d’acconto è invece un acconto sull’IRPEF che dovrai versare.

  9. PER TINO, LAURA,ERIKA, DOTT.BRUNO
    Le risposte ai quesiti di tino, Laura, Erika sono contenute in un articolo di prossima pubblicazione. L’articolo era pronto da tempo ma viene pubblicato adesso a causa dell’iterruzione per le festività. Dò atto al Dott. Bruno di avere brillantemente anticipato alcune risposte. Lo ringrazio per la collaborazione invitandolo a continuare.
    Giorgio Di Dio

  10. Salve,
    in riferimento alla domanda di Tino, mi associo alla modalita’ di compilazione della fattura, in quanto mio padre e’ professionista senza iscrizione ad cassa previdenziale di un ordine percio’ assoggetta anche ad irpef la rivalsa del 4% del contributo previdenziale (per iscrizione alla gestione separata dell’Inps). Pertanto, il nuovo regime di tassazione sostitutiva andra’ a tassare anche questa rivalsa del 4% che costituisce a tutti gli effetti un corrispettivo in aggiunta all’onorario, giusto?
    Grazie

  11. PER SILVIA
    Ti riporto quanto scritto nell’utimo articolo

    “…Se è un professionista non iscritto alla cassa allora il suo esempio è corretto. La differenza è che nel primo caso la ritenuta previdenziale non concorre all’imponibile IRPEF e non è soggetta a ritenuta di acconto, mentre nel secondo caso concorre all’imponibile irpef ed è soggetta a ritenuta di acconto. In entrambi i casi ritenuta di acconto è solo un anticipazione di imposta che viene poi conguagliata nel modello unico e, assodata la differenza di imponibile null’altro cambia.
    Nel nuovo regime io credo che l’imposta sostitutiva del 20% si applichi su 100 nel caso di professionisti con cassa e su 104 nel caso di professionisti senza cassa…”

    Quindi ci troviamo perfettamente.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  12. Leggendo una notizia sul sito ansa 29/12/2007 sembra che la fattura, per questo regime, non sia nemmeno obbligatorio emetterla (solo se richiesta dal cliente) ! Strano come si fà allora a calcolare il reddito ?

  13. RISPONDO A CARMINE
    i nuovi contribuenti minimi dovranno continuare ad emettere fattura senza IVA “ai sensi dell’art. 1, comma 100, Finanziaria 2008”. Se sono soggetti a rilasciare lo scontrino o la ricevuta fiscale debbono continuare a rilasciare la fattura ” solo se richiesta dal cliente”. I nuovi contribuenti minimi determinano il reddito come differenza tra i ricavi/compensi percepiti e le spese pagate, adottando il principio di cassa e senza alcun minimo di esenzione.Il reddito soggetto ad imposta sostitutiva non concorre alla formazione del reddito complessivo e, quindi, il contribuente, se non dispone di altri redditi non potrà beneficiare di eventuali deduzioni/detrazioni d’imposta che spetterebbero se optasse per il regime normale.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  14. Mi è parso di capire che dal reddito assoggettato all’imposta sostitutiva si possono dedurre per intero i contributi previdenziali Se si è iscritti alla gestione separata il reddito che andrà ad essere la base dei contributi previdenziali sarà quello al netto dei contributi versati nell’anno precedente?

  15. RISPONDO AD ALDO
    Bella domanda. In effetti il DM Economia del 2 gennaio 2008 stabilisce all’art.5 commi 1 e 2 che il reddito determinato ai sensi dell’art.1, comma 104, secondo periodo, rileva per il calcolo dei contributi e che i contrbuti previdenziali versati si deducono dal reddito determinato ai sensi dell’art.1, comma 104, secondo periodo. Poichè il reddito per il calcolo dei contributi viene influenzato dalla deduzione dei contributi stessi, la risposta alla domanda dovrebbe essere sì, anche se questo crea un indubbio vantaggio rispetto a quelli che detraggono i contributi previdenziali dal reddito complessivo e, quindi, solo dall’IRPEF.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  16. Volevo sapere :
    I contribuenti minimi che ricevono una parcella per compenso occasionale con ritenuta acconto,come procederanno per il versamento? E non dovranno più compilare il mod.770?
    Grazie

  17. RISPONDO A SERGIO.
    Fino ad ora non ci sono riferimenti, ma ritengo che le ritenute effettuate in qualità di sostituto di imposta vadano versate con f24 telematico e che il mod. 770 continui a dover essere compilato.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  18. sono un medico fresco pensionato di 58 anni, con pensione di circa 50.000,00 euro. Dovendo aprire la partita iva per la libera professione ed un ricavo presumibile di 25.000 euro può usufruire di tale regime marginale?

  19. RISPONDO A FELICE
    Sì, puoi aderire al nuovo regime dei contribuenti minimi e marginali previsto dalla finanziaria 2008, ma potresti anche valutare il regime sostitutivo per nuove iniziative previsto dall’art. 13 della legge 388/2000. Per una valutazione più approfondita della scelta, se vuoi, puoi scrivermi a giorgio@studiodidio.com
    Ciao
    Giorgio Di dio

  20. Sono impiegato a tempo indeterminato presso una impresa edile,e vorrei nel contempo esercitare la professione di geometra. E’ possibile aderire al regime dei contribuenti minimi e marginali?

  21. RISPONDO A LORENZO
    puoi aderire al regime dei contribuenti minimi e marginali ( dalla domanda presumo che tu non abbia ancora iniziato) dichiarando i requisiti nella comunicazione di inizio attività. Potresti anche valutare il regime per le nuove iniziative. Se vuoi un analisi più dettagliata scrivimi a giorgio@studiodidio.com
    Ciao
    Giorgio Di dio

  22. L’ultimo triennio – 2005 -06 – 07 ho applicato il forfettino. Vale anche per me, e per chi come me, ha avuto questo regime la condizione, al fine di optare per il nuovo regime di contribuenti minimi, di non aver superato nel trienni scorso i 15.000 euro di beni ammortizzabili ?
    Grazie

  23. quindi se ho capito bene, se si hanno dei ricavial di sotto di € 30000 e non si hanno altri redditi (es di lavoro dipendente) non si possono piu’ scalare eventuali detrazioni sul modello unico(es. spese mediche – ass.vita\infortuni – mutui ecc)!?!
    inoltre per un avvocato che prima emetteva la seguente fattura:
    Onorari 1953,00
    2% (c.p.a.) 39,06
    Tot. 1992.06
    iva 20% 398.42
    tot 2390.48
    - Rit.Acconto 20% (su 1953) 390.06
    netto a pagare 2000,00
    ora oltre a non indicare piu’ l’iva come dovra’ compilarla?(xfavore un esempio pratico)
    Grazie

  24. in merito alla restituzione delle detrazione IVA degli acquisti di beni strumentali dell’anno scorso cosa ne pensate ?
    Leggendo quà e là mi sono fatto l’idea che il nuovo sistema convenga per chi guadagna meno di 30.000 e non ha possibilità di superarle nel 2008 e per chi ha fatto pochi acquisti.
    Per chi aderisce guai a guadagnare 45.000 nel 2008 perchè si rientra subito nel vecchio sistema
    Se hai fatto un acquisto superiore a 516 € nel 2007 (esempio computer) devi restituire l’IVA detratta.
    Cosa ne pensate ?

  25. RISPONDO A MASSIMO
    in linea generale sono d’accordo, ma i calcoli di convenienza vanno fatti caso per caso anche perchè incidono tante altre cose ( es. oneri deducibli, familiari a carico ecc.)
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  26. Potendo rientrare nel regime dei contribuenti minimi e marginali, la domanda che mi pongo è: nel caso di fatturazione in cui per il cliente sostengo delle spese come compilerò tale fattura? Nel vecchio regime facevo anche un distinguo tra spese assoggettate a IVA e quelle no e ora?
    es. onorario 1000 €
    spese con Iva 200
    spese non Iva 100
    Per quanto riguarda la ra col vecchio regime per i soggeti titolari di partita Iva la ra la detraievo, per quelli non titolari di partita iva invece non la detraievo, ora invece come si dovrà comportare? si può avere un esempio.
    Grazie
    Carmine

  27. Buongiorno,
    sto’ valutando la possibilita’ di accedere al regime dei contribuenti minimi, essendo dipendente e volendo sperimentare la libera professione non limitandomi ad una semplice collaborazione occasionale con consapevole dei limiti esistenti, ponendomi quindi alcuni quesiti:

    1) rispetto l’anno precedente l’importo non superiore a 30mila euro e’ calcolato fra reddito dipendente + collaborazioni occasionale o solo su l’ultimo descritto?

    2) la compilazione delle mie nuove fatture sara:
    prestazione: 200euro
    4% rivalsa: 8euro
    reddito imponibile: 208euro
    ritenuta d’acconto 20%: 41.6euro
    totale: 166.4euro
    con indicato ” operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 100 della legge finanziaria per il 2008″

    3) L’IVA sugli acquisti non può essere detratta, va calcolata e versata entro il 16 del mese successivo.

    Grazie

  28. RISPONDO A ROBERTO
    1) Su nessuno dei due. Se apri adesso la partita IVA devi indicare che vuoi aderire al nuovo regime.
    2) la fattura è corretta
    3) L’IVA sugli acquisti non va versata. Si aggiunge al costo
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  29. sono promotore finanziario con mandato da una banca e socio di un’agenzia di assicurazione (s.n.c.) con mandato di agente da una compangia di assicuraizoni (diversa dalla banca), ognuna delle quali genera redditi a se’.
    per tutti i parametri rientro nei contribuenti minimi, il fatto di essere socio di una snc, comporta l’esclusione dai contribuenti minimi?

    grazie e saluti.

  30. vorrei vendere libri su ebay in modo non occasionale.
    devo aprire una partita iva? considerando che spero di ricavare intorno ai 1000 euro al mese chiaramente posso aderire come contribuente minimo.
    come faccio ha giustificare i miei costi visto che i libri li compro nei mercatini dell’usato fra privati che non sono tenuti a rilasciare nessuno scontrino? i contributi previdenziali li detraggo totalmente dal totale ricavi?
    grazie e saluti

  31. Sono lavoratore dipendente a TI nella scuola (INPDAP) e non sono iscritto a nessuna cassa previdenziale di settore. Ho un’attività di consulenza e, l’anno scorso, conclusi i tre anni per le nuove attività imprenditoriali, mi sono iscritto al regime dei contribuenti minimi in franchigia (ho anche cambiato P.IVA, assumendone una “speciale”) entro i 7000 euro. Da ottobre 2007 trasmetto telematicamente i corrispettivi delle mie fatture, che ho emesso senza IVA, senza rivalsa (non l’ho mai applicata, pur pagando l’INPS in gestione separata .. ho sbagliato?) e nel regime della RA.
    1) Ora sono automaticamente nel nuovo regime dei contribuenti minimi? Oppure devo nuovamente modificare la P.IVA?
    2) La RA devo applicarla o no? E’ un acconto sull’IRPEF o sull’imposta sostitutiva del 20%?
    3) Pagando l’INPS gestione separata (16% .. è sempre quello?), posso dedurlo dall’imponibile IRPEF o devo dedurlo dall’imponibile del nuovo regime, visto che non cumula.
    4) Posso applicare la rivalsa del 4%?
    Grazie

  32. Caro Giorgio,
    mi rispondo da solo, avendo successivamente scorso alcune tue risposte (per le quali ti ringrazio vivamente) ad altri post sul forum. L’unica domanda ancora senza risposta è la n.1.
    Però, ne ho un’altra: essendo praticamente sempre a credito (con l’obbligatorietà della RA), posso anche compensare con ICI o INPS dovuto nell’anno successivo o IRPEF e imposte regionali e comunali per gli altri redditi nell’anno successivo?
    Di nuovo grazie!

  33. RISPONDO A PAOLO
    Transiti automaticamente nel nuovo regime dei minimi e puoi comnservare la speciale partita IVA.
    Le ritenute di acconto le puoi scalare dall’imposta del nuovo regime e, per l’eccedenza,compensare con le imposte derivanti dagli altri redditi.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  34. Come agente di commercio, nella prima fattura del 2008 che si riferisce a provvigioni del 2007, devo indicare anche la Ritenuta d’acconto o metto solo l’Enasarco a detrarre dall’imponibile?
    E’ chiaro che ho deciso di aderire al nuovo regime dei minimi.
    Grazie.

  35. Sono un libero professionista sanitario, che fa fatture con esonero IVA e applicazione della marca da bollo da 1,81.
    Se aderisco al regime del contriburnti minimi (< 30.000 E.) devo sempre apporre la marca da bollo?

  36. chiedo scusa, ma forse la mia domanda non era chiara.
    in questi mercatini non viene rilasciata nessuno scontrino in quanto vendite fra privati. è possibile una sorta di autofatturazione forfettaria mensile?
    ho due figlie a carico e un lavoro con contratto a termine, cosa succede con le dtrazioni?
    la ringrazio
    mario

  37. Salve dott.. Di Dio volevo porle il seguente quesito:
    sono lavoratore dipendente nella gestione economico finanziaria di un azienda per 28 ore settimanali..potrei aderire alnuovo regime aprendo partita iva e svolgere lavoro di consulenza presso un altra azienda per le 12 ore rimanenti?

  38. RISPONDO A MARIO
    I privati che non possono rilasciare fattura, scontrino e ricevuta fiscale, possono rilasciare una ricevuta semplice. In ogni caso ti consiglio di leggerti la CM 70 del 8.11.1973 e LA RM 9/2270 del 20.01.1981.
    Le detrazioni per figli a carico puoi applicarle solo se hai altri redditi.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  39. Buongiorno,
    in merito al nuovo regime dei minimi prima di accedervi ed aprire la partita IVA avrei il seguente quesito:

    1) Il cliente che riceve una mia fattura, avra’ gli stessi obblighi di una normale altra fattura con IVA (tipo regime ordinario) oppure avra’ qualche svantaggio?

    2) mi e’ permesso effettuare un pagamento ad un altro professionista con P.IVA o questo determina incompatibilita’ con il nuovo regime.

    Grazie.

  40. Egr. Giorgio
    Aderendo al regime dei minimi, nel caso iln cui per un lavoro commissionatomi da un cliente o ente mi dovessi avvalere di un tecnico o altro professionista, posso:
    1) effettuare il pagamento a questo professionista che ha P. Iva?
    2)quando farò io la fattura al cliente o ente, il pagamento di cui al p.to 1, la posso far rientrare come spese?

  41. grazie per il forum molto interessante.
    domanda (premesso che,l’asoggettamento e per comportamento concludente,cioè emissione di fattura senza iva):
    domanda (premesso che,l’ assoggettamento e per comportamento concludente, cioè emissione di fattura senza iva):
    un avvocato che nel 2008 deve emettere fattura per causa es.1200 (imponibile più iva) come comunicato nel 2007 in tribunale, e riceve assegno per cliente di 1200 (spese legali) dall’assicurazione, la fattura verso il cliente sarà:
    1200 totale senza iva
    oppure
    1000 euro totale
    in tutti e due i casi ci sarà differenza su quanto depositato!!!???

  42. Salve e grazie in anticipo per la/le risposte.
    Applicando l’aliquota del 20% come imposta sostitutiva, ed essendo quello della mia atività l’unico reddito della mia dichiarazione, andrò a perdere:
    - Interessi passivi sul mutuo 1a casa;
    - detrazione per lavoro autonomo;
    - detrazione per figli a carico;
    - detrazione per oneri (assicurazione vita, tikets sui medicinali ..)
    è giusto?
    ma i tikets non possono rientrare nella dichiarazione di mio marito per “incapienza”?
    Se mi assoggetto al regime dei minimi per il 2008, posso optare per il regime normale dal 2009?

  43. Ho visto la guida dell’AdE.
    Tra gli esclusi dal regime ci sono i dipendenti.
    Siccome non ho letto questa causa di esclusione nè nella finanziaria, nè nella circolare e nemmeno nel decreto, Le chiedo se è possibile che una “guida” possa cambiare una legge?
    Io sono docente a T.I. e ingegnere con P.IVA e avevo tutti i requisiti dei minimi; ora non so come devo fatturare.

  44. RISPONDO A ROBERTO
    1)Il cliente che riceve la tua fattura riceve una fattura senza iva: non paga liva e non la detrae ( quindi, l’operazione è neutra).
    2) puoi tranquillamente effettuare un pagamento ad un altro professionista con partita iva: non dtermina alcuna incompatibilità:
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  45. RISPONDO AD ALDO
    Bisogna capire bene come è stata fatta la liquidazione in sentenza. Se il giudice ha liquidato 1000 oltre iva e cassa, è implicito che l’IVA è ” se dovuta”. In questo caso, nel nuovo regime devi fatturare 1.000. Se, invece il giudice ha liquidato 1.200 compreso IVA ( ma mi sembra strano che l’abbia fatto) allora ti conviene faturare 1.200 senza iva. L’assegno, in ogni caso, deve coincidere con la fattura.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  46. RISPONDO A LUIGI.
    Non so nche dirti. Ho visto la guida. Forse vuole intendere qualche cosa di diverso perchè, in effetti, non sta scritto da nessuna parte che i dipendenti non possono essere ” anche” imprenditori o professionisti ed applicare il regime dei minimi.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  47. Svolgo una attività di consulenza astrologica e mi hanno consigliato il regime dei contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008”
    collaboro inoltre ad una rivista astrologica dve fatturo circa 3500 euro l’anno
    ora le chiedo: hai clienti debbo fare la fattura, con codice fiscale e indirizzo o basta una ricevuta?
    se si, debbo seguire quale numerazione?
    ultima domanda: il bollo di euro 1,81 a partire da che cifra si paga? Grazie

  48. Svolgo una attività di consulenza astrologica e mi hanno consigliato il regime dei contribuenti minimi e marginali” nella Finanziaria 2008”
    collaboro inoltre ad una rivista astrologica doe fatturo circa 3500 euro l’anno
    ora le chiedo: hai clienti privati debbo fare la fattura, con codice fiscale e indirizzo o basta una ricevuta?
    se si, debbo seguire quale numerazione?
    ultima domanda: il bollo di euro 1,81 a partire da che cifra si paga?
    Scusi per la doppia mail però il punto: – privato – è fondamentale (certamente al giornale fatturerò alla loro P.IVA
    Grazie

  49. Quest’anno ho aperto la partita iva agevolata come disegnatore tecnico nel regime dei contruenti minimi.
    Volevo sapere adesso quando vado a fatturare è obbligatorio inserire la voce dell’imposta sostitutiva del 20%? vorrei avere un esempio di fattura! grazie!

  50. Sono una lavoratrice a progetto. Dovrò passare al regime dei contribuenti minimi. E’ più conveniente per me? Fino ad ora compilavo il mod.730 con mio marito, deducendo quanto possibile. Intendo che andrò a perdere questa possibilità ma quale modello dovrò allora compilare per la dichiarazione annuale dei redditi?

  51. Salve dott. Di Dio,
    vorrei aprire partita iva e aderire al nuovo regime. io sono un impiegato amministrativo part-time, secondo Lei potrei svolgere l’attività di consulente d’azienda per un’altra azienda non essendo iscritto in nessun albo??

  52. RISPONDO A DINO
    A mio parere devi emettere fattura anche ai clienti privati (col codice fiscale). La numerazione può essere unica sia per i titolari di partita iva che per i privati. Il bollo va messo per importi superiori ad euro 77,47.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  53. RISPONDO A GIANPIETRO.
    Sulla fattura non va indicata l’imposta sostitutiva che si paga con la dichiarazione nell’anno successivo.Va applicata, però, la ritenuta di acconto. Se non se iscritto a nessuna cassa e sei iscritto alla gestione separata inps, la fattura è la seguente:
    imponibile: 1.300,00, inps 52,00 totale 1.352,00 ritenuta di acconto 270,40, netto a pagare 1.081,60.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  54. RISPONDO A SANDRA
    Nel nuovo regime, se non hai altri redditi, perdi la possibilità di poter detrarre oneri deducibili e detraibili ( tranne i contributi previdenziali) e detrazioni per familiari a carico. Sicuramente non potrai fare il 730, ma ci sarà un nuovo modello o un quadro ad hoc inserito nell’unico.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  55. Pongo il mio caso:
    -iscritto gestione separata INPS
    -non iscritto a nessuna cassa di previdenza
    -aderito al regime contribuenti minimi

    Ho in essere un contratto dove è prevista una paga giornaliera di 100 + iva 20% + inps 4% avendo aderito al regime contribuenti minimi dovrò fare una fattura come questa:
    100,00 € compenso
    4,00 € inps
    -20,80 € ritenuta acconto 20%
    83,20 € da pagare

    oppure:
    120,00 € compenso
    4,00 € inps
    -24,00 € ritenuta acconto 20%
    100,00 € da pagare

    mi spiego meglio, l’ iva per un acquirente è a credito pertanto può essere utilizzata in compensazione, la ritenuta d’ acconto per un acquirente è allo stesso modo utilizzabile oppure no?
    faccio questa domanda perché se lo fosse potrei emettere fattura “comprendendo l’ iva” anche se di iva non si tratta più

    Attendo consigli e/o commenti in merito.

    Grazie

  56. RISPONDO A PIERO
    La semplice attività di consulente d’azienda non mi sembra sia attività riservata agli iscritti ad albi professionali. La puoi esercitare stando attento, però, a non sfociare in attività riservate.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  57. RISPONDO A MATTEO
    La fattura corretta è quella del primo esempio. la ritenuta di acconto non è utilizzabile in alcun modo dall’acquirente. Il fatto, poi, di voler comprendere l’IVA non più applicabile nell’imponibile è una scelta personale, perchè, alla fine, è un semplice aumento del prezzo, che non produce effetti solo nei confronti di consumatori finali.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  58. salve dott. Di Dio,
    solo un’ulteriore delucidazione…per consulente d’azienda intendo intrattenere rapporti con le banche per stabilire le condizioni, rapporti con il fornitore principale (l’azienda per cui dovrei lavorare è una concessionaria di auto), redazione del business plan mensile e la cura di tutti gli adempimenti fiscali da trasmettere al commercialista.
    grazie

  59. RISPONDO A PIERO
    Ritengo che quelle elencate siano attività liberamente esercitabili, anche perchè le uniche attività su cui si potrebbe avere qualche dubbio ( gli adempimenti fiscal) sono, in effetti, una raccolta e organizzazione di dati da trasmetere, poi, al commercialista.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  60. Scusate, ma non riesco ancora a capire se nel nuovo regime dei contribuenti minimi come professionista (architetto), le fatture sono soggette a ritenuta d’acconto o no. A rigor di logica direi di no perchè, in caso positivo, non avendo altri redditi, si andrebbe sempre a credito in quanto la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata sul compenso, mentre l’imposta sostitutiva (sempre del 20%) viene calcolata sul reddito (cioè compensi dedotte le spese).
    E’ così ? Grazie.

  61. Salve, mia moglie deve aprire partita iva e la nostra commercialista ci ha consigliato il regime sostitutivo veccio, cioè quello al 10% perché calcolando un reddito lordo di € 25.000,00 è venuto fuori un maggior guadagno netto. Ma è veramente tanta la differenza? Visto che tutti i colleghi di mia moglie hanno optato per la sostitutiva al 20% mi chiedevo se forse alla nostra commercialista non sia sfuggito qualcosa.
    Tenendo presente che inizia l’attività adesso e che quindi avrà dei costi, se pur minimi, da sostenere come ad esempio il PC portatile, non è conveniente poter detrarre l’iva con il vecchio regime sost. al 10%?

    Grazie per l’aiuto.

    Imerio

  62. sono libero professionista e avrei bisogno delucidazioni a riguardo. Per i miei clienti, adottando il nuovo regime, non espongo Iva in fattura e ciò è un vantaggio per entrambi ma, se per lo stesso cliente opero in collaborazione con professionisti che mi espongono fattura comprendente 2% x cassa nazionale di appartenenza, iva e ritenuta d’acconto come gestisco la spesa per l’iva? cioè, l’iva non potrò detrarla come costo? Grazie

  63. RISPONDO A IMERIO
    Il calcolo di convenienza tra diversi regimi deve essere fatto con tutti i dati a disposizione ( ricavi, costi con iva, costi senza iva, oneri deducibili e detraibili, eventuali familiari a carico ecc.). Sovente, però, mi è capitato di constatare che il regime delle nuove iniziative ( forfettino) risulta più conveniente del nuovo regime dei minimi. Sicuramente la commercialista di tia moglie avrà fatto tutti i calcoli.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  64. Sono un docente e svolgo la libera professione.
    Per aderire al nuovo regime, il calcolo dei 30.000 euro va fatto cumulando i redditi della libera professione con quello del lavoro dipendente?
    Grazie. Alex

  65. Sono un pensionato, con pensione di anzianità non cumulabile a reddito autonomo.
    Vorrei sfruttare la possibilità offerta iscrivendomi come contribuenti minimi.
    Vorrei sapere se il reddito da pensione, ai fini IRPEF, cumula con il redito autonomo.
    grazie

  66. RISPONDO A ERNESTO
    L’articolo 1 comma 210, della legge 662/1996 stabilisce l’effettuazione provvisoria, da parte degli enti previdenziali, delle trattenute delle quote di PENSIONE non cumulabili con i redditi da LAVORO autonomo, sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell’anno, con conguaglio a presentazione della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti. Per quanto riguarda, invece, l’irpef il regime dei contribuenti minimi prevede una tassazione a parte che non si cumula con gli altri redditi del contribuente.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  67. ho aderito al regime dei contribuenti minimi emettendo fattura per “prestazioni d’opera “.
    a livello INPS E INAIL quali versamenti devo fare?
    premesso che svolgo l’attività di corriere con automezzo ricevuto in comodato d’uso dal committente, posso detrarre i costi del carburante?

  68. RISPONDO A CLAUDIO G.
    Non riesco ad inquadrare la tua attività e mi sfugge il significato di ” prestazioni d’opera”. L’attività di corriere dovrebbe essere inquadrata come “autotrasporto cose conto terzi”, con iscrizione al relativo albo e all’artigianato. L’INPS cui fare riferimento dovrebbe essere qualla della gestione artigiani/commercianti. L’INAIL è quella relativa agli artigiani.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  69. salve dott. Di Dio,
    ho appena aperto p.i. per consulente aziendale e aderito al nuovo regime. mi sono iscritto alla gestione separata. i contributi inps quando dovrò versarli? io fatturerò 800 € lordi al mese per 12 mesi. potrebbe farmi un esempio di calcolo su quanto dovrò versare? grazie

  70. RISPONDO A PIERO
    I contributi inps li versi secondo mle scedenza del modello unico, in acconto e a saldo. Su 800 euro al mese la fattura è la seguente:
    compenso 800,00
    rivalsa inps 32,00
    Totale 832,00
    Ritenuta di acconto 166,40
    Netto a pagare 665,60
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  71. GRAZIE DELLA CONFERMA DELLA FATTURA. INTENDEVO PERO’, VISTO CHE E’ IL PRIMO ANNO DI ATTIVITA’ QUAL E’ IL MOMENTO IN CUI DOVRO’ VERSARE I PRIMI CONTRIBUTI E QUANTO? IL 30 NOVEMBRE VERSANDO L’ACCONTO?

  72. Salve,
    sono uno studente universitario laureando in informatica e a parte qualche collaborazione occasionale (realizzazione di siti web e software) non ho esperienze di lavoro. Ultimamente io e un mio amico abbiamo avuto la proposta di occuparci dell’assistenza software/hardware di un grosso ufficio della Regione Puglia, per un compenso annuo che non può superare i 30.000 euro annui (il massimo spendibile dal suddetto ufficio) ma chiaramente dovremmo poter fatturare e quindi dovremmo aprire una partita iva.
    La mia domanda è : con le nuove disposizioni in finanziaria, conviene ? Essendo alle prime armi nel mondo del lavoro e non avendo un capitale iniziale da investire, non vorremmo commettere passi falsi…

    Grazie.

  73. RISPONDO A DAVIDE.
    La scelta di iniziare una nuova attività comporta sempre dei margini di rischio. Molto dipende dal capitale che bisogna investire. Per quanto riguarda la finanziaria il nuovo regime per i contribuenti minimi e marginali contiene sicuramente interessanti agevolazioni proprio per queste attività a basso reddito.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  74. Lavoro nel pubblico impiego ma sono un artista non professionista, ogni tanto faccio delle mostre personali e mi capita anche di vendere qualche pezzo.
    Finora fatturavo come prestazione occasionale, aderendo ai minimi come devo fare la fattura?

  75. Mi scuso in anticipo per la domanda che per lei apparirà ovvia, ma ho la necessità di fare chiarezza.
    Se fossi iscritto al regime dei minimi e dovessi percepire 2000euro al mese per 12 mesi, dovrei , per calcolare il netto, procedere come di seguito?:
    - 2000×12 = 24000
    da questi devo togliere il 24,73% (Inps, gestione separata) e ne rimangono: 18040.
    Su questi restanti 18040 devo calcolare il “fofettone” del 20%.
    E quindi rimarrebbero: 14432.
    Nel fare questo calcolo semplificato (non prendo in considerazione eventuali detrazioni o altri redditi) sbagliato qualcosa?
    Grazie infinite
    Luca

    • rallacciandomi alla mail di Luca. Aderendo al regime dei minimi l’aliquota del 20% mi viene versato dal cliente (come per la ritenuta d’acconto), oppure no?
      Supponedo un lordo di 30.000 euro, togliendo INPS, Irpef quanto avrei di netto annuo?
      Grazie mille per le risposte

  76. RISPONDO AD ALBERTO
    La cessione di quadri e opere d’arte effettuate da parte dell’autore e` operazione esclusa da Iva, in quanto relativa a opere di carattere artistico rientranti nel campo del diritto d’autore. Se, però, intendi aprire una mostra , rientri nell’esercizio di attivita` d’impresa e pertanto devi aprire la partita Iva e provvedere a tutti gli adempimenti conseguenti. La fattura è una normale fattura di vendita che, nel regime dei minimi, è senza aindicazione dell’IVA e con la dicitura: “operazione effettuata ai sensi dell’art.1 , comma 100 della legge finanziaria per il 2008″
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  77. Mille grazie per la precente risposta, ho però ancora un dubbio: aderendo al regime dei minimi quale contributo previdenziale devo versare essendo già insegnante in ruolo da tanti annI?
    Sento parlare di aliquote differenti e non riesco a orientarmi.
    Alberto

  78. Un ultima questione, però importante! Se vendo un quadro (in territorio italiano) e sono pagato con carta di credito intestata a un cittadino extracomunitario (as es.un americano) l’operazione è legittima o viene considerata una cessione all’esportazione?
    Di nuovo grazie Alberto

  79. RISPOND AD ALBERTO
    Se l’attività di insegnante è prevalente non è dovuta l’inps nella gestione commrcianti ( ma biosogna poterlo dimostre). La cessione ad un cittadino exttracomunitario rientra nella previsione dell’art. 38 quater del d.p.r. 633/732, per cui non ritengo che rientri nelle cessioni all’esportazione di cui all’art. 8 e seguenti.
    Ciao
    Giorgio Di Dio

  80. Buongiorno,
    avrei bisogno di avere conferma su note di prestazioni occasionali.
    La voce rimborso spese o rimborso km, va assoggettata a ritenuta d’acconto o è fuori dall’imponibile ?
    Ci sono alcuni casi per cui la prestazione non è assoggettabile ?

  81. salve Dott. Di Dio
    il limite dei 30.000 euro è comprensivo della rivalsa INPS oppure no, della r.a. oppure no.
    mi spiego se emetto 12 fatture tipo questa

    2.500 € compenso
    100 € rivalsa inps 4%
    2.600 € totale
    500 € R.A.
    2.100 € incasso

    a fine anno verranno considerati compensi per
    30.000 € solo compenso
    31.200 € compenso + rivalsa inps
    25.200 € incasso

    grazie e scusi il disturbo

  82. RISPONDO A GUIDO
    Secondo l’ amministrazione finanziaria (risoluzione 109/E/96), la maggiorazione del 4% va sommata al compenso su cui calcolare sia l’Iva sia la ritenuta d’acconto. Secondo me, quindo, rientra tra i compensi, per cui nell’esempio fatto i compensi da considerare sono 31.200 (compeso + rivalsa inps)
    Giorgio Dui Dio

  83. Salve, vorrei sapere se posso mantenere contemporaneamente la partita iva (e quindi la libera professione) e un contratto di cococo (come lavoratrice, non come datore di lavoro) stipulato nel 2007, prima che aprissi la partita iva. Svolgo infatti collaborazioni diverse per diversi enti pubblici: alcuni hanno però preferito il cococo, altri mi hanno richiesto la partita iva. Sono compatibili fra loro. Nel caso non lo fossero, cosa devo fare? Grazie

  84. Gentilissimo dottor Giorgio Di Dio,
    mi occorre una precisazione,
    nel versamento dell’iva, è compresa una fattura ad esigibilità differita. Fatturata nel 2006, incassata nel 2007. Il codice tributo che devo inserire nell’f24 per questa parte di iva è diverso rispetto al 6099 ? oppure posso inserire un unico importo ?
    Mi conferma invece che l’importo dell’iva in rettifica deve avere codice tributo 6492 ? e in riferimento a questa, per l’anno di riferimento, devo mettere l’anno di acquisto del bene strumentale a cui si riferisce la rettifica? esempio ho acquistato un pc nel 2004 pertanto metto anno di competenza 2004, oppure devo comunque inserire il 2007?

  85. Gentilissimo dottor Giorgio Di Dio,
    mi scusi ma ora mi è sorto un altro dubbio, riguardo ai beni strumentali, ho acquistato un auto nel marzo 2007, ho detratto l’iva per un quinto, mentre per i 4/5 l’ho rettificata. La concessionaria a aprile del 2007 ha emesso una ulteriore fattura per installazione/manutenzione autoradio, e una terza fattura ad ottobre per il tagliando, come devo comportarmi con queste fatture?
    Devo portarle in aumento del bene strumentale e quindi fare le rettifiche dovute ,oppure devo considerarle fatture a se stanti, e quindi dedurre il 40% dell’iva?

  86. Buonasera, Dott Di Dio, mi servirebbero alcune precisazioni. Sono un commerciante che vorrebbe aderire al nuovo REGIME dei MINIMI in quanto l’ attività ultimamente non è più florida.
    Ho un magazzino che mi trascino da diversi anni molto elevato 50000 euro …
    Volevo sapere se per aderire al nuovo REGIME in sede di DICHIARAZIONE IVA devo pagare l’ IVA relativa al magazzino stesso Inoltre volevo sapere se con il nuovo REGIME l’ IVA che pago sulle fatture di ACQUISTO è detraibile dal mio RICAVO …..
    Grazie

  87. Volevo porre un quesito sul regime dei contribuenti minimi:
    Ai fini IVa, dice il sito dell’Agenzia della Entrate:

    “Le fatture devono essere emesse senza l´addebito dell´Iva e non si detrae l´Iva dagli acquisti: conseguentemente, l´Iva si trasforma in un costo deducibile dal reddito”.

    Io mi chiedo: Ma se la fattura deve essere emessa senza l’addebito dell’IVA, come è possibile detrarla dai costi se, in effetti, non viene inserita in fattura ???

  88. RIPONDO A PAOLA
    In teoria sono compatibili tra loro. Però, se le attività svolte rientrano nell’oggetto della professione per cui si è aperta la partita IVA, potrebbe configurarsi, in una non facile eventualità, un’omissione dell’IVA.

    Giorgio Di Dio

  89. Salve
    sono un libero professionista e ho dei dubbi in merito al nuovo regime fiscale per piccoli professionisti.

    Le faccio un esempio di una fattura:
    facciamo esempio che la cifra percepita è di €. 2.000,00 ed è una cifra mensile, alla quale devo sommare il 4% (contributo soggettivo cassa nazionale geometri) per un totale di €. 2.080,00. La fattura viene emessa ad una ditta la quale paga la ritenuta d’acconto (20% sui €. 2.000,00) per un totale di €. 400,00 che vanno sottratti dai €. 2.080,00. Ottengo così un totale di fattura di €. 1.680,00

    IMPORTO € 2.000,00
    legge n° 73 del 20.10.1982 (4%) € 80,00
    IMPORTO TOTALE € 2.080,00
    I.V.A. 20% € 2.080,00
    ritenuta d’acconto € 400,00
    TOTALE PARCELLA € 1.680,00

    € 1.750,00 soggettivo minimo
    € 750,00 Integrativo minimo
    € 4,00 Indennità maternità
    € 290,00 Iscrizione collegio
    € 2.794,00 Totale contributi

    In base al nuovo regime fiscale, l’aliquota unica del 20% la vado a calcolare su €.. 2.000,00×12 per un totale di tasse di €. 4.800,00 (è giusto il calcolo?)
    oppure
    Devo calcolare la nuova aliquota del 20% su €. 2.000,00×12 togliendo le spese dei contributi previdenziali, quindi 24.000,00 – 2794,00 = 21.206,00 e ottengo un totale di tasse di €. 4.24120. (se così fosse, avendo già anticipato con la ritenuta d’acconto mi troverei un credito?)

    E le spese varie (auto, computer, cancelleria, materiale tecnico, telefonia ecc) come vanno conteggiate? Esempio se ho un totale di spese di €. 3.600 con iva, considerando il 50% per lavori promiscui, ottengo €. 1.800,00. (Queste vanno tolte dai 21.206,00 e quindi il 20% lo vado a calcolare su 21.206,00 – 1.800,00 = 19.406,00 e ottengo un totale di tasse di €. 3.881,20? Se così fosse, avendo già anticipato con la ritenuta d’acconto mi troverei un credito ulteriore?)

    Se i conteggi sono corretti, come potrei avere i rimborsi di questi crediti?

    Spero di essere stato chiaro nell’enunciare i miei dubbi in merito al nuovo regime fiscale per piccoli professionisti.
    La ringrazio per la Sua disponibilità.

  90. RISPONDO A NORBERTO
    Sulle rimanenze di magazzino al 31/12/2007 va pagata l”IVA con la procedura della rettifica entro il 17 marzo 2007. L’iva sugli acquisti è detraibile come costo.
    Giorgio Di Dio

  91. Salve dott. di Dio

    Sono il ragazzo che intorno a ottobbre ha chiesto delle delucidazioni sulle sanzioni riguardo al ritardato invio della lista clienti e fornitori.

    Voreei porle un altro dubbio: se appartengo ai contribuenti minimi, e mi compro a mio nome un’autovettura (naturalmente che avrà un uso promiscuo) mettiamo che pago 10.000 € compresa di iva. Per quanto riguarda il costo da dedurre nell’anno in cui effettuo tale costo, sarà quindi 8.000 (costo meno IVA) che va diviso per 2. Quindi il costo deducibile sarà uguale a 4000 ?

    grazie mille in anticipo

  92. Salve dott. Di Dio, lavoro per un’associazione culturale con un rapporto come co.pro. Dalla somma pattuita come compenso lordo devo rilasciare all’associazione il 25% per spse di gestione. Come spese personali ho principalmente quelle del carburate (ca. 100 euro al mese) che mi vengono rimborsate. Il mio dilemma è se puo essere conveniente passare al regime dei minimi ed avere con l’associazione (e con altri enti) questo tipo di rapporto.
    Grazie della risposta.

  93. Buongiorno Dott. Di Dio,
    ho aderito al REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI….pagando l’ IVA sul MAGAZZINO..
    Adesso devo cambiare il registratore di cassa, ( esaurita MEMORIA FISCALE ) ma penso di optare per il rilascio dello SCONTRINO FISCALE….
    Volevo sapere dove devo registrare l’ acquisto del blocchetto delle RICEVUTE FISCALI. considerato che in teoria non devo più tenere nessun tipo di registro
    Ringrazio della risposta
    Norberto

  94. Salve,
    lavoro come traduttore freelance prevalentemente con l’estero. Fino ad ora ho emesso ricevute con r.a. ma ora che supero la soglia consentita dovrò aprire p.iva con il regime delle “nuove attività produttive” o in alternativa aderire al regime dei contribuenti minimi. Non ho grosse spese da detrarre, no coniuge a carico, automobile ecc. Quindi reddito basso e spese esigue. Quale dei due regimi conviene maggiormente? Ricordo che per i traduttori non esistono (per ora) gli studi di settore.
    Grazie per eventuali risposte.
    Marco

  95. Salve, avrei bisogno di un consiglio circa il regime fiscale a cui aderire. Sono un architetto appena iscritto all’albo, e sto per iniziare una collaborazione che da qui a fine anno mi porterebbe con partita Iva (che sto per aprire) 11.000 €, mentre per l’anno 2009 fatturerò tra i 25.000 ed i 30.000€. Di spese ne avrei pochissime, al massimo quelle per l’acquisto di un buon portatile (no figli, no famiglia, no casa). Che tipo di regime ritiene più adeguato?
    La ringrazio della risposta
    Alberto

  96. RISPONDO A MARCO E A ” A+L” ARK.
    in entrambi i casi il regime più conveniente rimane quello delle nuove iniziative, applicabile solo per le nuove attività e per soli tre anni. i contributi previdenziali non hanno nulla a che vedere con i regimi fiscali.
    Giorgio Di Dio

  97. buongiorno,
    sono una fotografa libero professionista da quest’ anno ho aderito al regime dei minimi emettendo fattura senza iva., Con un cliente, nello specifico un’ agenzia fotografica viene fatta una distinzione tra pubblicato su periodici per i quali viene corrisposto un compenso per i diritti di utilizzo delle immagini e pubblicato sui quotidiani per il quale vinee corrisposto un compenso unico e si perdono ulteriori diritti d’ autore. Oggi mi è arrivata dall0 agenzia la seguente circolare:
    CIRCOLARE

    Con la presente si comunica che a partire dal mese di febbraio la fatturazione dovrà avvenire nei seguenti modi.

    1 ) RENDICONTI RELATIVI ALLA CESSIONE DEI DIRITTI:

    IVA:
    la fattura dovrà essere emessa con l’annotazione “operazione esclusa IVA ai sensi dell’art.3 c.4 lettera a”

    RIT.d’ACCONTO:
    applicare la ritenuta del 20% sul 100%

    2) RENDICONTO PER DIRITTO DI UTILIZZO DELLE IMMAGINI (ROYALTIES):

    IVA:
    la fattura dovrà essere emessa con l’applicazione dell’Iva

    RIT.D’ACCONTO:
    sulle fatture e sulle ricevute dovrà essere applicata la ritenuta d’acconto come di seguito evidenziato (*)

    (*) ritenuta del 20% su: 75% dell’imponibile se i compensi sono corrisposti all’autore;
    100% dell’imponibile se i compensi sono stati ereditati;
    60% dell’imponibile se l’autore ha meno di 35 anni.
    ritenuta del 30% su: 75% se l’autore è soggetto non residente.

    Gli importi da fatturare evidenziati in calce al rendiconto, nei contratti relativi alla cessione definitiva dei diritti sono da considerarsi comprensivi di qualunque rivalsa del 4% o 2% e pertanto i suddetti importi risultano essere gli imponibili Iva.

    L’Amministrazione

    LA MIA DOMANDA E’: avendo aderito al regime dei minimi, nel caso del pubblicato su periodici e quindi il secondo caso della circolare come mi devo comportare ? non includere l’ iva e rit di acconto sul 75%? desidererei dei chiarimenti a riguardo…..ho mille dubbi, la ringrazio moltisimo anticipatamente sperando di essermi spiegata a sufficienza GRAZIE

  98. Buongiorno il mio quesito è:
    Sono un impiegato di un agenzia di assicurazioni iscritto all’albo intermediari nella sezione E e terminate le mie ore di lavoro vado a vendere polizze con un reddito da queste attorno ai 7.000,00 euro.
    Posso aderire al regime dei contribuenti minimi pagando solo il 20% sulle fatture che faccio al mio agente? Sono obbligato a versare il contributo INPS essendo che lo verso gia’ come dipendente?….Grazie

  99. Mi son spiegato male… sono un medico veterinario che potrebbe trasferirsi in Inghilterra tra qualche mese.
    Esiste una quota di reddito al di sotto della quale si è esentati dal pagamento delle tasse?
    Consideri che ho aperto la partita iva da appena due mesi, avvalendomi del regime del contribuente minimo, e potrei chiuderla presto.

  100. Mia madre è titolare di una pensione di vecchiaia non integrata al minimo in quanto titolare di una attività di affittacamere. Avendo, attualmente optato per il regime “contribuenti minimi” e quindi (credo il reddito non è soggetto ad IRPEF e non fa cumulo con altri redditi posseduti – nel caso in questione solo la pensione) ha diritto all’integrazione al minimo della sua pensione?

  101. Gent.mo dott. Di Dio, secondo Lei, chi, avendo svolto attività professionale nel 2007 e, avendone i requisiti, dal 1° gennaio 2008 è transitato nel regime dei contribuenti minimi, è tenuto ad inviare gli elenchi dei clienti e dei fornitori relativi all’anno 2007? grazie per la risposta.

  102. RISPONDO A TIZIANA
    Per il riconoscimento dell’ integrazione l’Inps tiene conto di tutti i redditi, escludendo soltanto quelli provenienti dalla casa di abitazione,dalle pensioni di guerra, rendite Inail da infortunio, pensioni e indennità per gli invalidi civili e dai trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni e dagli arretrati soggetti a tassazione separata. Quindi ho dei dubbi che, ai fini previdenziali, i redditi provenienti dal regime dei minimi non vengano considerati. In ogni caso, non essendoci precedente, conviene chiedere all’Inps.
    Giorgio Di Dio

  103. RISPONDO AD ALDO B.
    Secondo me per il 2007 sono tenuti ad inviare gli elenchi anche quelli che sono passati al regime dei minimi, perchè l’esonero vale per il 2008 da inviare nel 2009.

    Giorgio Di Dio

  104. gent dott. Di Dio, lungi da me il metterle fretta, anzi la ringrazio per questo utilissimo servizio che lei offre. Per il mio caso non ha nulla da dirmi? mi son forse spiegata male?
    GRAZIE ANCORA!!!!

  105. RISPONDO AD ELENA ( ti sei spiegata benissimo)
    Nel regime dei minimi l’Iva non va inserita in fattura, mentre le ritenute d’acconto seguono le regole generali. Nel caso n. 2, quindi, l’IVA non va inserita ( perchè le regole del regime dei minimi sostituiscono quelle generali), mentre va applicata la ritenuta del 20% sul 75% dei compensi. Sulla fattura va stampata la dicitura: “operazione effettuata ai sensi dell’art.1 , comma 100 della legge finanziaria per il 2008″.
    Giorgio Di Dio

  106. Gent dott Di Dio, volendo aprire una ditta individuale di compra-vendita tipo giocattoli, mi conviene il regime dei minimi il quale per il tipo di prodotto potrebbe essere un vantaggio il fatto di essere iva esente o il regime delle nuove imprese?Ma soprattutto i costi annui per una nuova ditta a quanto dovrebbero ammontare?esempio se devo acquistare un mezzo di lavoro,computer e altro che soglia non devo superare i 15000euro?Grazie

  107. Buongiorno Dott. Di Dio

    qualche tempo fa Le esposi dei dubbi in merito ai contribuenti minimi facendo anche un piccolo esempio. Per caso, quello che ho scritto non è chiaro? Mi sono spiegato male?
    Grazie per la sua disponibilità.
    Matteo

  108. RISPONDO A MATTEO.
    L’imposta sostitutiva del 20% si calcola sul totale dei ricavi meni i costi, applicando il principio di cassa ( ricavi meno contributi previdenziali pagati, meno auto, computer, cancelleria, materiale tecnico, telefonia ecc.). Il probabile credito di imposta può essere compensato con altre imposte divute per altri redditi posseduti, oppure può essere riportato a credito per l’anno successivo, o chiesto a rimborso.
    Giorgio Di Dio

  109. RISPONDO A FRANCESCO
    Per una valutazione di convenienza occorrono dati precisi sui ricavi e sui costi. Normalmente il regime delle nuove iniziative risulta più conveniente. Per il regime dei minimi non bisogna superare i 15.000 euro di beni ammortizzabili.
    Giorgio Di Dio

  110. Gentile Dott. Di Dio, sono un intermediario di assicurazioni iscritto alla sezione E, ho un mandato di sub agente con il quale fatturo circa 12000 € iscritta alla sezione Inps commercianti.
    Dovendo svolgere anche un’altra attività per la quale posso utilizzare la stessa PI che mi frutterà all’incirca 15000 € ma prevede l’iscrizione alla gestione separata Inps. Come devo comportarmi con tali contributi? Devo pagare entrambi? Grazie.

  111. RISPONDO AD ALESSIA
    L’attività di intermediario assicurativo è attività di impresa. L’altra attività, visto che prevedè l’iscrizione alla gestione separata INPS è attività professionale. le contribuzioni sono dovute entrambe.

    Giorgio Di Dio

  112. Salve, volevo avere un’informazione. Ho aperto partita IVA come contribuente minimo.
    Volevo sapere se questa fattura è giusta:
    compenso 1000
    ritenuta INPS 4% 40
    Ritenuta d’acconto 20% 208 (qui è 208 o 200?)
    Netto corrisposto 832
    Grazie in anticipo

  113. Sono in graduatoria per l’insegnamento con punteggio basso per cui penso che sarò precaria a vita (quest’anno ho avuto solo una supplenza di 15 giorni). Avrei in tenzione di acquistare un’edicola con licenza stagionale (estiva) e gradirei sapere se le due attività sono compatibili. Grazie.

  114. Gentile Dott. Di Dio, le propongo questo interrogativo:
    nel 2007 ho messo in liquidazione una snc di cui ero socio, il 31.03.08 ho terminato la fase di liquidazione con la cancellazione. ora 1.5.08 vorrei accedere al regime dei minimi per una attività individuale. il locale Uff. dell’agenzia delle entrate sostiene che non posso in quanto ho una partecipazione societaria nel 2008.
    Mi pare che la legge dica “partecipazione contestuale”.
    Grazie. Roberto

  115. RISPONDO A CIPRIETTI NEVA

    Secondo l’articolo 508 del Testo unico della pubblica istruzione (Dlgs 16 aprile 1994, n. 297), il personale docente non può esercitare attività commerciale o industriale. Ci sarebbe, invece, compatibilità se l’ insegnante fosse un mero socio di una società di capitali (ad esempio, una società a responsabilità limitata). Ovviamente il problema non si pone finchè si tratta di piccole supplenze.

    Giorgio Di Dio

  116. Il commercialista associato ad associazione professionale avente per oggetto la sola formazione professionale per l’attibuzione dei crediti formativi previsti dalle legge, priva di p.iva e con solo cod. fiscale, può aderire in tal caso al regime dei minimi?
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione il Dr. Di Dio.

  117. Salve, vorrei una Vostra opinione: come è noto le fatture dei contribuenti minimi, essendo esenti IVA, sono soggette all’imposta di bollo (se superiori ad un certo importo). Ora, considerando che il bollo va applicato in originale sulla fattura cartacea consegnata al cliente, la fattura stessa non può essere spedita per via telematica ma deve per forza essere spedita via posta, con relativi costi e tempi. Inoltre, occorre fare una fotocopia della fattura e conservarla, per poter eventualmente provare di aver apposto il bollo, cosa che comporta uno spreco di carta. L’alternativa sarebbe chiedere l’autorizzazione ad assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale, strada però impraticabile per ovvi motivi soprattutto per un contribuente minimo. Quindi il bollo sulle fatture, per quanto previsto dalle norme, non è in contrasto con l’intenzione della pubblica amministrazione di voler abbandonare la carta e semplificare gli adempimenti, soprattutto per i contribuenti minimi? Lo Stato ha talmente bisogno di soldi da attaccarsi anche ai bolli da 1,81 euro delle fatture dei contribuenti minimi? Chi ha ideato il meccanismo dei contribuenti minimi non si è reso conto del fatto che le fatture avrebbero richiesto il bollo? Grazie per l’attenzione.

  118. RISPONDO A ROBERTO ORMI
    E” possibile rientrare nel regime nelle ipotesi in cui la partecipazione sia stata ceduta prima del 31 dicembre 2007 in quanto i requisiti per accedere al regime devono essere posseduti alla data del 1° gennaio 2008. Ciò si rileva sia da una risposta dell’Agenzia delle entrate sia da una lettura della acircolare 28 gennaio 2008, n. 7/E .
    Pur avendo dei dubbi sul concetto di contestualità ritengo che non ci siano elementi validi da opporte a quanto asserito dell’Ufficio delle Entrate citato.
    Giorgio Di Dio

  119. Ricollegandomi alla precedente domanda specifico che l’attività professionale è svolta autonomamente presso proprio studio mentre l’essere associato all’associazione professionale senza fini di lucro dotata del solo codice fiscale è attività marginale e finalizzata al riconoscimento dei crediti formativi previsti dalla legge. Ringrazio anticipatamente il Dr. Di Dio. e tutti coloro che leggono e partecipano a questo forum altamente professionale nei contenuti e nella qualità delle risposte.

  120. Buongiorno Dott. Di Dio,
    ho aderito al REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI….pagando l’ IVA sul MAGAZZINO..
    Adesso devo cambiare il registratore di cassa, ( esaurita MEMORIA FISCALE ) ma penso di optare per il rilascio dello SCONTRINO FISCALE….
    Volevo sapere dove devo registrare l’ acquisto del blocchetto delle RICEVUTE FISCALI. considerato che in teoria non devo più tenere nessun tipo di registro
    Ringrazio della risposta
    Norberto

  121. Gent.mo Dott. Di Dio,
    esercito la professione di ingegnere con propria partita iva e ho aderito al regime dei contribuenti minimi. Mi è stato chiesto di formare un’ Associazione TEMPORANEA di professionisti con altri miei colleghi per svolgere un lavoro per un privato, vorrei sapere se questo comporta la perdita dei requisiti dei regimi minimi.
    Nel caso perdessi i requisiti mi conviene optare per opzione di uscita dal regime agevolato e rientrarci l’anno prossimo (l’associazione si scoglierà nel 08) sfruttando la possibilità concessa per il 2008?. certo di una sua risposta porgo distinti saluti.

  122. RISPONDO A EMANUELE
    Il comma 99 dell’art. 1 della L. 244 24/12/2007 (Legge Finanziaria 2008) afferma che “non sono considerati contribuenti minimi … gli esercenti attività d’impresa, arte o professione in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni professionali di cui all’art. 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della repubblica 22/12/1986 n. 917 ovvero a società a responsabilità limitata di cui all’art. 116 del medesimo Testo Unico”.
    In base anche ai i chiarimenti forniti dalla Circolare n.73/E, è causa di esclusione dal regime agevolato la titolarità di quote di partecipazione in società di persone o associazioni professionali costituite in forma associata, o in società a responsabilità limitata che hanno optato per la trasparenza fiscale.
    Nè la legge nè la circolare prevedono esclusioni, per cui, pur non essendo personalmente d’accordo, ritengo che il dettato normativo non offra appigli per ritenere che la partecipazione all’associazione di cui al quesito possa non essere considerata causa di esclusione dal regime dei minimi.
    Giorgio Di Dio

  123. SONO UN LAVORATORE DIPENDENTE. SE APRO UNA PARTITA IVA COME CONTRIBUENTE MINIMO E NON SUPERO CON IL REDDITO AUTONOMO IL REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE, POSSO EVITARE L’ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA CONSIDERANDO IL REDDITO COME DIPENDENTE PREVALENTE?

  124. RISPONDO A CARLO
    anch io sono nella stessa situazione ma ho dovuto iscrivermi alla gestione separata però anzichè pagare il 24,72% si paga “solo” il 17%.

  125. Buongiorno Dott. Di Dio. Sono un agente di commercio ed ho aderito ai minimi. Ho inserito nella fattura anche 1,81 Euro di bollo. Ho diritto a questa rivalsa nei confronti del mandante?
    Grazie e cordiali saluti

  126. Salve Dottore sono un artista “visivo” (uso tecniche disparate dal video all’istallazione alla realizzazione di sculture ai disegni alla scrittura)

    vorrei aprire la partiva iva con regime agevolato minimi

    mi indica il percorso ?

    un grazie con stima

  127. Buonasera Dottore,
    sto leggendo tutto quello che trovo in internet sul regime dei contribuenti minimi e su quello delle nuove attività imprenditoriali per scegliere quello più giusto.
    Io sono lavoratore dipendente full time, e vorrei aprire un’attività commerciale di vendita OnLine.
    1. In caso di scelta del regime dei minimi mi sembra di capire che se l’attività prevalente rimanesse il mio lavoro da dipendente non dovrei pagare i contributi INPS. Immagino che per prevalente voglia dire che il mio reddito dipendente > reddito impresa.
    2. Se scegliessi il regime per le nuove attività imprenditoriali sarei soggetto agli studi di settore. Questi ultimi tengono conto del fatto che il mio lavoro dipendente mi porta via quasi tutto il tempo lavorativo e che quindi non potrei mai fatturare come se l’attività d’impresa fosse il mio lavoro prevalente?

    Grazie mille.

  128. RISPONDO A GRAZIANO
    l’articolo 22 del Dpr 642/72 stabilisce il principio della solidarietà per il pagamento dell’imposta di bollo e delle relative sanzioni. Obbligato al pagamento non è solo l’emittente, ma anche colui che riceve il documento. Ritengo, quindi, che il riaddebito del bollo al mandante possa dipendere solo da un accordo tra le parti.
    Giorgio Di Dio

  129. RISPONDO A PAPOM73
    Se l’attività prevalente è quella di lavoro dipendente non bisogna pagare l’INPS commercianti. La prevalenza, misurata sia in termini di reddito ch di tempo, dovrà essere, però, dimostrata all’INPS facendo riconso alla probabile iscrizione di ufficio. Gli studi di settore tengono conto del tempo impiegato nell’attività.
    Giorgio Di Dio

  130. Sono dipendente di una concessionaria di vendita auto. Assieme alla mia busta paga, ricevo periodicamente delle provvigioni (soggette a r.a. e gla per importi superiori a 5000 euro annui) dalle finanziarie per i contratti di finanziamento che faccio stipulare. Per evitare una tassazione più onerosa, posso aprire p.iva e, come contrib.minimo, fare fattura per le mie provvigioni ?

  131. Una aggiunta al mio quesito precedente: se apro la p.iva adesso, posso far ricomprendere tra i compensi 2008 anche le provvigioni che mi sono già state pagate fino ad oggi?

  132. Dal gennaio 2008 ho aderito al regime dei contribuenti minimi. volevo cortesemente sapere se nella dichiarazione redditti di quest’anno devo lo stesso fare gli studi di settore o se sono esonerato solo dal prossimo anno (ovvero nella dichiarazione redditi 2009). Grazie.

  133. Salve Dott. Di Dio,
    sono un ingegnere meccanico, ho avuto delle collaborazioni nel 2008 che mi devono ancora essere pagate, vorrei aprire la P.IVA con il regime dei contribuenti minimi come dovrei fatturare queste mie prestazioni e come dovrei comportarmi sul compenso pattuito per la collaborazione, per esempio il compenso di una prestazione era 4000 euro al lordo delle ritenute, ora aprendo la P. IVA con regime dei contribuenti minimi quanto sarà il compenso.
    grazie delle risposte.

    saluti

  134. Buongiorno Dott. Di Dio

    nel sito degli ingengeri di firenze appare che per un ingengere dipendente (quindi con prorpia INPS) che esercita anche attività professionale in maniera “saltuaria e del tutto occasionale”:
    − non deve iscriversi a Inarcassa e deve iscriversi alla gestione separata INPS, se il reddito annuale derivante
    dall’attività professionale è superiore a €. 5.000,00 (cfr. art. 44, comma 2, D.Lgs 269/2003);
    − se è titolare di partita IVA., deve versare a Inarcassa il contributo integrativo sui corrispettivi percepiti per
    prestazioni professionali, rientranti nel volume di affari IVA.

    Domanda: se un ingengere dipendente (non iscritto a inarcassa,), che quest’anno ha aperto partita iva nel regime dei contribuenti minimi, e che prevede di non superare €5000 all’anno con l’attività per la quale ha aperto partita iva, non è tenuto all’iscrizione alla gestione separata INPS ?

    Grazie

  135. salve sono un rappresentante della folletto. ho aperto la p.ivea con il cod.461506 procacciatore d’affari x mobili e art. x la casa. posso aderire al regime dei minimi o ne sono escluso perchè considerato venditore a domicilio? grazie in anticipo per la risposta

  136. Salve, sono un pensionato INPS, per un precedente lavoro dipendente, nonché pensionato Cassa Avvocati per un successivo breve periodo di attività professionale di avvocato, svolta fino a dicembre 2006 ed ho 70 anni .Dal mese di maggio di quest’anno mi sono iscritto al regime dei contribuenti minimi per un’attività di consulenza part-time, con previsto reddito rientrante nei 30.000 euro l’anno. Le chiedo:
    - sono tenuto ad iscrivermi alla Gestione separata INPS?
    - in caso affermativo, quale percentuale di reddito dovrei versare all’Istituto,il 16 o il 17%?
    - quanto eventualmente dovrei versare varrà poi ad incrementare successivamente la pensione INPS che già percepisco?
    - è comunque previsto un periodo minimo di versamenti (ho sentito parlare di 5 anni, altrimenti quanto versato dovrebbe andare a fondo perduto)?
    - nelle fatture che emetterò, la ritenuta d’acconto andrà calcolata sul semplice imponibile iniziale, o sull’imponibile+il 4% di contributo previdenziale che indicherò a carico del committente (sempreché mi debba necessariamente iscrivere alla Gestione separata INPS)?
    - mi conferma che il mio nuovo reddito assoggettato al regime dei minimi non andrà a cumularsi con le mie due pensioni?
    Mi scusi per le tante domande e grazie anticipatamente per la sua cortese risposta.
    Marcello

  137. RISPONDO A FULVIO
    l’attività di venditore porta a porta è disciplinata dalle legge L. 173/2005, che ha integrato quanto già fissato con il D.Lgs. 114/1998 .Se l’attività di cui al quesito rientra in questa normativa, allora opera l’esclusione dal regime dei minimi. Se è solo, invece, un rappresentante di commercio, può aderirvi.
    Giorgio Di Dio

  138. Gentile Giorgio,
    pur avendo letto tutte le domande e relative risposte presenti in questo utilissimo forum (complimenti per l’impegno e la professinalità), mi resta insoluta una domanda: per ricavi si intende utili (fatturato al netto di acquisti non di beni strumentali) o fatturato lordo al netto di IVA?
    Questo dubbio è ancor meno risolto dal mio commercialista il quale asserisce che 30.000 euro è il tetto massimo di fatturato e non di utile al netto di spese d’esercizio.

    Grazie anticipate e buon lavoro
    patrizio

  139. Ciao sono Franca.
    Ho appena aperto una Agenzia Immobiliare aderente al nuovo regime dei contribuenti minimi.
    Volevo chiederti informazioni sulla fattura da emettere ai clienti.
    Naturalmente pagherò contribuiti INPS.
    Ipotizziamo una importo fatturabile di Euro 1000
    Quesito 1
    Devo fatturare il 4% (Rivalsa INPS) cioè Euro 40 ????
    Quesito 2
    La ritenuta del 20% devo applicarla anche sull’eventaule 4% (cioè su 1000+40=1040 ed Euro 208 come ritenuta) oppure solo solo su Euro 1000 (e quindi Euro 200 come ritenuta )???
    Grazie
    FRANCA

  140. Ho aderito come contribuente minimo marginale e vorrei vedere per esempio come posso fare una fattura di provvigioni avendi avuto mandato di procacciaotore d’affari con partita iva. grazie

  141. Gent.mo Dott. Di Dio, volevo approfittare della sua preparazione in materia fiscale, nonchè della disponibilità che dimostra sul blog.

    Lavoro nel settore informatico come programmatore. Dovrei occuparmi di sviluppare e aggiornare un determinato software in collaborazione con una DITTA XX che si occuperà della vendita vera e propria. Per questa attività dovrei percepire compensi per diritto d’autore.

    Inoltre dovrei svolgere anche una attività di consulenza e assistenza (hardware e software) sia telefonica che diretta presso i clienti, per la quale posso prevedere ricavi fino a circa 25000 euro. Questi interventi, a seconda dell’entità e del caso, potranno essere fatturati o direttamente ai singoli clienti, oppure alla stessa DITTA XX (con cui ho già la collaborazione per diritto d’autore) che ha fatto da tramite per la richiesta.

    La mia domanda, anzi le domande sarebbero le seguenti:

    1. E’ fiscalmente corretto tenere separate in questo modo le due attività (quindi aderendo al regime dei minimi per l’attività di assistenza/consulenza) oppure, dato che l’art. 53 comma 2 lett.b che regolamenta i diritti d’autore, parla di “redditi derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno … …, se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali” implica che i compensi per diritto d’autore non possano essere considerati tali ma debbano confluire nell’attività di assistenza/consulenza (e quindi mi farebbero superare il limite dei 30.000 per il regime dei minimi)?

    2. Se le due attività di cui sopra possono coesistere fiscalmente, i costi auto e tutte le spese connesse ai viaggi di assistenza/consulenza possono essere portate in deduzione dal reddito dell’attività in rdm, oppure no (dato che anche per l’attività in diritto d’autore è già previsto un abbattimento forfettario per spese del 25%)?

    3. Per il calcolo dei compensi per diritti d’autore sul software esiste qualche regola specifica a cui attenersi oppure io posso stabilire con la DITTA XX un importo annuo “forfettario” lasciando alla stessa DITTA XX l’onore (o l’onere ) di accollarsi i guadagni o le perdite derivanti dalla vendita del software?

    La ringrazio anticipatamente per la Sua eventuale cortese disponibilità nel rispondere a questi quesiti.
    Fabrizio

  142. Egregio dott. Di Dio, innanzitutto complimenti per la professionalità dimostrata; vado al quesito: sono un architetto libero professionista con partita iva e vorrei acquistare nel 2008 un auto del valore di euro 30.000 iva compresa ad uso promiscuo, con contratto di leasing (con prima rata: anticipo di euro 6000 e successive rate di euro 420 per 53 rate con riscatto finale).
    Con questa operazione essendo un bene strumentale, rientro ancora nei 15000 euro di franchigia del regime dei minimi?
    E casomai quanto altro mi resta come costo residuo da inserire eventualmente nel triennio?
    Se non rientro posso comunque non portare l’auto in detrazione nella prossima dichiarazione?
    Ringrazio anticipatamente

  143. RISPONDO A MARCELLO
    1) Ritengo ci sia l’obbligo di iscrizione alla gestione separata.
    2) L’aliquota è il 17%
    3)La gestione separata dà diritto ad una pensione separata. Bisogna avere minimo 5 anni di contributi.
    4)La ritenuta di acconto si calcola sull’imponibile + il 4%.
    5)Il reddito dei minimi non si cumula con gli altri redditi.

    Giorgio Di Dio

  144. Salve, sono un libero professionista che ha aderito al regime dei minimi, volevo sapere se per la dichiarazione dei redditi di quest’anno bisogna versare l’IRAP e l’acconto IRPEF.
    La ringrazio anticipatamente per i chiarimenti, le auguro buon lavoro.

  145. Salve,
    sono un lavoratore dipendente con gestione previdenziale enpals (lavoratori spettacolo), da qualche mese esercito delle consulenze saltuarie per un’azienda che ora vuole contrattualizzare e pagarmi il tutto e mi ha chiesto di aprire partita iva. Come gestisco gli aspetti previdenziali della faccenda, mi spiego, se apro partita iva come contribuente minimo devo anche aprire un’altra posizione inps/enpals con relativi minimi contributivi annuali?
    Ringrazio per l’attenzione.

  146. salve dottore,
    per l’adesione al regime dei minimi di un professionista i 30.000,00 ero si intendono al lordo oppure al netto del Cap?
    Ringrazio per la sua gentilezza .

  147. ho una ditta di vendita di mobili e ho aderito al regime dei minimi ma per errore nella mia prima fattura ho inserito l’iva cosa posso fare per restare nel regime, devo sostiture la fattura? tra l’altro il mio cliente è un ente pubblico. sono nei guai?

  148. Buongiorno
    ho letto tanto su come vanno emesse le fatture dei contribuenti minimi, ma non sono riuscita a capire chi le riceve che tipo di assoggettamento iva deve
    indicare nel registro degli acquisti:
    sono fatture esenti, non imponibili o fuori campo iva?
    grazie in anticipo

  149. Buonasera,
    sono architetto iscritto all’ordine ed attualmente dipendente part-time a tempo indeterminato in una società che opera nel settore edile (da circa 3 anni, prima ero co.co.co. per altri 3 anni circa)
    Mi si sta prospettando la possibilità di affiancare al lavoro subordinato anche la libera professione.
    Dando per scontato (spero) la possibilità di poter intrapendere anche l’attività autonoma, benchè di ridotto volume, mi consiglia il regime dei minimi?
    i 30.000,00 euro saranno somma del lordo derivane dal CUD + reddito da immobili+fatturato futuro?
    Posso continuare a detrarre spese mediche e farmaceutiche oltre alle detrazione per i figli minori a carico?
    Devo necessariamente iscrivermi alla cassa di previdenza dell’ordine o ci sono alternative che mi permettono di sommare i contributi a quelli già versati all’inps onde evitare di perdere anche quest’ultimi, come i dirivati dal co.co.co.?
    Chiedendo scusa per la mia totale e lampante ignoranza in materia fiscale, ringrazio anticipatamente e auguro buone vacanze a lei a tutti i visitatori!!!

  150. Gentile Dr Di Dio, vorrei porle un quesito: sono un Infermiere levoro a tempo indeterminato presso una Azienda Asl. Mi hanno proposto di fare da consulente presso una società che si occupa di servizi infermieristiciAnche se sono un pubblico dipendente posso aprire la PIva a contributo minimo? e se sii devo pagare i contributi INPS? E l’eventuale reddito da consulente circa 1500,00 euro mensili va a sommarsi al reddito di lavoro dipendente. GRAZIE

  151. Egregio dott. Di Dio,
    fino ad oggi ho lavorato con un contratto di co.co.pro.
    Ora mi si richiede – per settembre – di aprire la partita iva:
    penso pertanto di aderire al regime dei contribuenti minimi.
    Ho però parecchi dubbi e la ringrazio anticipatamente del suo parere

    1- per ora il lavoro che svolgerò è nei confronti di un solo soggetto: è corretto questo?
    2 – le competenze mi verranno liquidate in un’unica soluzione (A OTTOBRE O NOVEMBRE 2009): dovrò emettere una sola fattura quando mi pagheranno o delle
    fatture mensili? (Se dovessi fare una fattura unica quest’anno come contribuente minimo non avrei nulla)
    3 – Devo iscrivermi all’INPS alla gestione separata?
    Se si quale è lìaliquota che dovrò pagare?
    In che sede e quando dovrò pagare?
    Posso compensare l’INPS con un credito derivante da UNICO ?
    L’importo dell’inps dovrò addebitarlo in fattura ed assoggettarlo a ritenuta di acconto?
    4- Posso eventualmente avere anche un rapporto di lavoro come dipendente (ESEMPIO INSEGNANTE O APPLICATO DI SEGRETERIA ) nella scuola pubblica?

  152. sono un calzolaio,con l’adesione ai regimi minimi, dovro’ pagare soltanto inps e il 20% nella dichiarazione di giugno sul eventuale utile?
    sulle fatture l’iva non devo piu’ metterla?
    ci sono fatture gia’ preconpilate o uso le stesse senza indicare l’iva.
    grazie.

  153. ho acquistato beni strumentali il 31/12/2005 superiori a euro 30.000.nel 2006/2007/2008 non supero i 30.000 euro di fatturato annuo,nel 2009
    ho i requisiti per entrare nel regine forfettario minimo?
    no dipendenti,ditta individuale,no commercio con l’estero,no acquisti beni strumentali dopo il 2005,.
    grazie ciao.

  154. So che aderendo al regime dei contribuenti minimi si perdono le detrazioni per figli a carico. Io ho aderito quest’anno.
    Nel 2007 mio figlio era già al 100% a carico di mio marito perchè così abbiamo concordato.
    Per il 2008 (in riferimento alla dichiarazione 2009)possiamo fare lo stesso? Mi pare che la cosa sia fattibile se vi è accordo tra i coniugi. O no?

  155. In riferimento al quesito appena posto preciso che mio marito ha il reddito più elevato e che per questo nel 2007 (ma anche nel 2006) abbiamo concordato che il figlio fosse posto totalmente a carico suo.
    Possiamo mantenere la scelta anche nel 2008? Grazie

  156. Sono un agente di commercio. Un quesito: ho chiuso con Un’Azienda in Agosto 2008. Sarò nuovamente agente Enasarco dal 01/01/2009. Fino ad allora sarò procacciatore d’affari.
    Il mio quesito riguarda la fatturazione. So che non devo scrivere “Provvigioni” ma “Compensi per segnalazioni” per evitare di versare l’Enasarco. Quello che non mi è chiaro è la percentuale di ritenuta d’acconto da applicare su queste fatture da procacciatore. Un mio collega procacciatore, mi dice che lui applica il 20% un altro sempre procacciatore mi dice che sullo stesso tipo di fatture ha continuato ad applicare il 23% del 50% dell’imponibile quindi l’11,5%. Secondo lei, come mi devo comportare? Emetterò la mia prima fattura di questo tipo verso il 15/09.
    Grazie e saluti
    Graziano

  157. Per quanto riguarda i versamenti inps, qual’è l’importo da versare annualmente?
    Sono il minimo di 2.700 euro oppure i versamenti dovranno esser fatti sulla base del fatturato?

  158. Vorrei iniziare una attività di consulenza aderendo al regime dei “minimi” e chiedo: posso detrarre le spese per l’utilizzo di beni acquistati o posseduti da privato? Es.: auto del 1998, cellulare e computer del 2003, spese per la mia casa, dove avrò anche la sede, in proporzione allo spazio utilizzabile. Se sì, ci sono delle formalità da espletare?
    Grazie, buon lavoro.

  159. RISPONDO A LAURA B.
    L’art. 12 del D.P.R. n. 917/1986 prevede la ripartizione al 50% della somma spettante tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ed in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice. In alternativa, con un accordo tra le parti, si può attribuire interamente la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. In definitiva, la detrazione può essere ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero essere attribuita al 100% al genitore con reddito più elevato. Ogni diversa scelta non sembra possibile.
    Giorgio Di Dio

  160. Grazie dr. Di Dio. Ho inteso, pertanto, che nel mio caso (non c’è separazione) posso mantenere la detrazione al 100% a favore di mio marito che ha il reddito più elevato.
    Il mio dubbio era anche questo: riconoscendo per il 2008 la detrazione al 100% al marito ed non avendo io diritto comunque alla detrazione per via del regime dei minimi, non è che il tutto possa essere inteso come una sorta di raggiro o escamotage per recuperare comunque un 100% di detrazione. Spero di essermi spiegata. Grazie

  161. Buongiorno,
    ho un grosso dubbio: tra le cause di esclusione dal regime dei minimi vi è la partecipazione a società di persone. Ho letto diversi commenti che dicono che ciò non vale nel caso in cui la partecipazione sia in una società SEMPLICE? E’ vero? Io sono maestro di sci e partecipo ad un’associazione professionale di maestri costituita in forma di “società semplice” (così è scritto nell’atto costitutivo). Posso aprire una P.IVA con il regime dei minimi oppure no? Ho chiesto a destra e a manca e ho ottenuto risposte opposte.
    Grazie.

  162. Ho una domanda, forse stupida, ma forse c’e’ qualcosa che mi sfugge: per aderire al regime dei minimi (sono un insegnante che vuole avviare una attività di libero professionista ingegnere) devo comunque aprire partita IVA. Ma se non e’ piu’ necessario versarla, anzi non compare proprio in fattura, a cosa mi dovrebbe servire praticamente la partita IVA ?

    Grazie Emanuele

  163. Una societa’ di persone in contabilita’ semplificata avente per attivita’ la locazione di un immobile bene patrimonio della societa’ stessa puo’ detrarre dal reddito d’impresa e ai fini IRAP l’ ICI versata per l’immobile costo principale forse unico dell’attivita’ ?
    LA RINGRAZIO PER LA DISPONIBILITA’ ANCHE SE NON E’ IL FORUM GIUSTO. BUON LAVORO

  164. Spettabile dott. Di Dio,

    vorrei domandarle delucidazioni in merito alle spese da sostenere in regime minimi con cessione diritti d’autore (scrittore). In particolare se la ritenuta d’acconto del 20 % corrisponde all’aliquota da versare a fine anno e quindi è a carico del cliente (non privato). Inoltre, vorrei chiederle se sono tenuta a iscivermi alla gestione separata Inps avendo anche una collaborazione da dipendente. Grazie

  165. Salve, sono Roberto

    il mio dubbio e’ il seguente:
    sono un architetto co.co.pro e faccio l’insegnante part-time 3ore sett.(che non intralciano le ore lavorative) l’anno prossimo volevo passare al regime dei minimi e iscrivermi all’ordine… e’ possibile essere insegnante e essere iscritto ai minimi contemporaneamente-…?.. se non ho capito male posso farlo basta che non superi le 9 ore settimanale (50% del totale)…
    grazie milleeee

  166. Salve, Sono un Architetto co.co.pro da 2 anni con un compenso mensile di 950 euro netti.
    (..ritengo quindi che l’importo lordo versato dal mio capo sia di 1300 euro…giusto?).

    Adesso inizio ad avere qualche lavoretto sia verso privati che altri architetti.. volevo quindi aderire al regime dei minimi (..o a quello delle nuove attivita’..posso…?….considera che sono anche supplente a scuola)

    Spiegatemi se ho capito il tutto…

    ESEMPIO

    1) ..restando al mio posto di lavoro fatturerei
    1300 €
    (..non aggiungo il 4% perche entranbi in inarcassa)
    -20% imposta sostitutiva…………… –260 €
    totale fattura ………………………….1140€ per 12 mesi 13680€

    2) Aggiungiamo altri 2000 euro da privati non aventi partita iva
    Costo lavoro + spese per la realizzazione …..2000€
    Aggiungo il 4% ………………………………..80€
    Aggiungo la Ritenuta D’acconto 20%………..400€
    Totale fattura…………………. ……………2480€

    3) Aggiungiamo poi il fatto che avrò delle spese…
    Inarcassa 500 €
    Acquisto PC 2000 €

    4) Inoltre sono professore supplente assunto fino al 30 giugno e percepirò 3000€ netti
    …ma questi non centrano nel conto dei 30000 € ne per la creazione del reddito.

    Quindi…

    Per il calcolo del mio reddito farò

    13680+2480-500-2000=13660 …di questi pagherò il 20% di tasse
    quindi pagherò 2732 euro di tasse.

    …sono però a credito dallo Stato di 260 x 12=3126€…se volessi potrei fare richiesta e entro circa 2 anni mi sarebbero ritornati…. Oppure li utilizzo in compensazione per pagare altri contributi…(questo passaggio non mi e’ chiaro…esempi..? che tipo di contributi…?)

    ho cercato di essere il più chiaro possibile cosi da poter essere utile a chiunque avesse i m iei problemi…
    scusa la lunghezza del post.

    Grazie 1000

  167. ho iniziato attività con P.I. nel novembre 2007,optando per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo con la gestione separata inps. Nel gennaio 2008, sono passata al regime dei minimi.
    In sede di dichiarazione, il commercialista non mi ha fatto pagare inps. E’ possibile ciò?
    Per il 2008 deve arrivare da parte dell’inps qualcosa per effettuare il pagamento o ci sono delle scadenze entro cui effettuare i pagamenti per il 2008.

  168. RISPONDO A MARIA ASSUNTA BONANNO
    Il contributo dovuto va versato con due acconti piu` un saldo), nei termini previsti per il pagamento dell’Irpef .Quindi primo acconto a giuno, 2° acconto a novembre e saldo a giugno dell’anno successivo. E’ possibile che non ha pagato perchè non c’era niente da pagare, considerato il brevissimo periodo del 2007.
    Giorgio Di Dio

  169. Gentile Dott. Di Dio
    Premetto la mia ignoranza in materia ma siccome dovrei aprire partita iva come libero professionista (restauratore), mi è stato consigliato di aderire al regime dei contributi minimi.
    Ho letto tutte le mail presenti nel blog e quello che ho capito è che su uno stipendio mensile di 1.200 euro devo sottrarre il 24,72% di INPS ( non esistendo un albo dei restauratori dovrei rientrare nella gestione separata dell’ inps) cioè 296.64euro e sulle rimaneti 903.36 devo applicare l’ iva del 20% e quindi mi rimarranno al netto 722,69, è corretto?
    la rivalsa inps del 4% in fattura, cosa significa praticamente?
    Inoltre, potrei avere l’ obbligo dell’ iscrizione all’ Inail,
    devo prevedere altre spese?
    Mi scuso se sono stata poco chiara ma vorrei poter capire in base alle spese obbligatorie quanto è giusto richiedere al committente.
    La ringrazio anticipatamente

  170. Buongiorno, sono un pensionato con 40 anni di contributi, quindi con possibilità di cumolo tra pensione ed eventuale altro lavoro.
    Svolgo un’attività di consulente informatico ed ho aperto una P.IVA aderendo all’opzione dei “contribuenti minimi” quindi andrò a versare sul fatturato, il 17% all’INPS e sul rimanente, dopo aver detratto le eventuali spese consone alla mia attività, verserò il 20% di tasse.
    Il mio quesito è se al momento della dichiarazione dei redditi devo sommare il reddito da p.IVA a quello della pensione, oppure se il reddito da pensione e altro(terreni-casa ecc) viene trattato a parte. Grazie

  171. Ho aderito al regime dei minimi avendo iniziato un’attività come artigiano ad inizio 2008 e ho raggiunto quasi i 30.000,00 euro concessi per poter restare in questo regime fiscale.
    Nel 2012 andrò in pensione e vorrei iniziare già da ora l’attività di anmministratore di condomini da proseguire da pensionato.
    Attualmente come posso pormi fiscalmente come amministratore volendo rimanere nel regime dei minimi come artigiano?
    grazie sandro

  172. Un ingegnere elettronico che abbia un rapporto di collaborazione con un’ azienda in forza di un contratto a progetto può, aderendo al regime dei minimi, avviare un’attività autonoma per prestazioni simili a quelle inerenti il contratto a progetto o vi è incompatibilità?

  173. RISPONDO A :Sandro Ragazzo, su Dicembre 31st, 2008 a 15:15
    Individuare correttamente gli adempimenti fiscali che l’ amministratore di condominio deve osservare è abbastanza complesso e dipendente dal modo in cui si svolge l’attività ( attività sistematica, attività aggiuntiva a quella professionale, attività saltuaria ecc.). Nelcaso in esame se l’attività di amministratrore di condominio rientra tra le collaborazioni continuate e continuative, il relativo reddito risulta assimilato a quello di lavoro dipendente e , quindi, non concorre alla formazione dei 30.000 euro per l’adesione al regime dei minimi.

    Giorgio Di Dio

  174. avevo una partita iva aperta per e-commerce l’ho chiusa nei primi mesi del 2008 ora vorrei riaprirla posso entare nei contribuenti minimi tenendo presene che nel 2007 il mio fatturato aveva superato i 36000,00 euro nel 2008 no, non ho avuto acquisti di beni strumentali non superiori ai 15000,00 euro.
    grazie

  175. salve,
    sono un agente di commercio che aderisce ai contributi minimi, potrei sapere come compilare una fattura provvigionale per un importo di 500,00 euro???

  176. Buongiorno, ho comprato casa nel 2006. Solo successivamente, nel 2007, mi sono iscritto all’albo degli ingegneri e ho aperto partita IVA “studi di ingegneria” indicando l’abitazione come sede dello studio, regime agevolato nuove iniziative. Posso passare ora al regime dei minimi o l’acquisto della casa nell’ultimo triennio è visto come acquisto di bene strumentale promiscuo > 15000?
    Grazie

  177. Due quesiti:
    1) il mio commercialista non mi ha detto (perchè non lo sapeva) che andava rettificata l’IVA sui beni ammortizzabili degli anni 2006 e 2007.
    Come si fa adesso x sanare la situazione ?
    Inoltre non ha presentato l’elenco clienti/fornitori relativo al 2007.

    Nella guida della agenzia delle entrate si dice:
    “Resta obbligatorio, per gli esercenti arti e professioni, essere titolari di un conto corrente bancario o postale nel quale far confluire le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dal quale devono essere prelevate le somme occorrenti per il pagamento delle spese (per ulteriori informazioni vedi l’articolo 9, D.P.R. n. 600 del 1973).”

    Tutte le spese devono transitare per il conto corrente bancario ? Anche quelle molto piccole ?

    La ringrazio anticipatamente x la cortesia.

  178. Salve a tutti, sono un architetto, non ancora iscritta all’albo. Il mio datore di lavoro mi chiede di aprire partita IVA. Mi sono documentata sul regime dei minimi, ma da poco ho “scoperto” il forfettino al 10%.
    Se ho capito bene funziona così: pago il 10% sulla differenza tra ricavi e costi, e con scadenza annuale verso la differenza tra IVA incassata e versata.
    I contributi sono sempre il 24,72%?? su quale base imponibile? Considerando che presumo di fare/ricevere fatture quasi esclusivamente ad/da professionisti, mi conviene di più il regime dei minimi?

  179. Egr. dottore
    sono una dipendente pubblica (in un comune) e la voro a tempo pieno ed indeterminato. Mi si prospetta l’occasione di svolgere lavori di consulenza informatica e di formazione al personale in altri enti pubblici.
    Posso diventare contribuente minima oppure per i dipendenti pubblici ci sono normative ostative?
    Grazie

  180. EGR. Dott, le pongo un quesito sperando di spiegarmi:
    sono una libera professionista che nel Dicembre 2007 ha emesso una fattura (Importo Consulenza+IVA 20% – Ritenuta di Acconto 20%= Netto a pagare). Non mi avvalevo del regime dei minimi. Questa fattura mi è stata accreditata sul conto nel Gennaio 2008 con valuta Gennaio 2008 e quindi non è stata dichiarata nel 2007. A partire dal primo Gennaio 2008 mi sono avvalsa del regime dei minimi ( Importo Consulenza-Ritenuta d’acconto 20%=Netto a pagare). La somma degli importi lordi delle fatture emesse (Importi Consulenze) supera il valore di 30000 Euro a causa della fattura che ho incassato nel Gennaio 2008, ma fatturato nel 2007. Sono uscita dal regime dei minimi?
    Le chiedo inoltre un ulteriore chiarimento: se emetto una fattura in un anno, per esempio Dicembre 2008 che mi viene accreditata nel 2009 con valuta 2008, questa va conteggiata nel 2009?
    La ringrazio anticipatamente.

  181. Buonasera ,
    io lavoro con un contratto nel settore turistico quale direzione a progetto soggetto pertanto alla gestione separata inps .
    In contemporanea mi e’ stata chiesta da altra azienda turistica la consulenza commerciale .Posso fatturare quest’ultima come contribuente minimo?possono coesistere le due attività ed i due regimi ? come va redatta la fattura?
    Grazie Giuseppe Franzese

  182. Salve, io appartengo già ad un regime dei minimi, registrato come consulente informatico e riparazione hardware, volevo sapere se posso anche occuparmi di vendita di toner e cartucce.Ho provato a chiedere al commercialista ma dice che non posso, o forse ho capito male io.
    Grazie in anticipo

  183. buongiorno,

    sono architetto abilitato e avrei alcune domande in merito a Regime dei contribuenti minimi.

    ma se devo stare sotto i 15 mila triennali nn mi conviene acquistare un auto nuova per il lavoro?

    inoltre non posso aprire partita iva se sono dipendente apprendista?

    in pratica se il max deducibile per strumenti è 5 mila annui potro guadagnare al max 25mila euro anno di cui il 20% come aliquota quindi in 1 anno al max potro “mettere in tasca” 20 mila euro pulite. giusto?

  184. Buongiorno Sig.GIORGIO.
    Sono un pensionato INPS.
    Ho deciso di aprire una attivita di manutenzione impianti Industriali, aderendo al regime dei contribuenti minimi. Sul reddito della pensione ho in detrazione il carico di mia moglie, le spese mediche e altro, perderò tutto ciò? o verrà ricalcolato in maniera diversa?
    Ringrazio anticipatamente.

  185. Salve,
    Su la questino del regime dei minimi i 30,000 euro che non sono da superare sono di fatturato o di guadagno finale.
    Ringrazio anticipatamente.

  186. Salve,
    Cosa occorre per iscriversi al sistema dei contributi minini ? Quanto devo pagare all’anno di Inps ? Grazie mille .
    Guya

  187. Egr. Dottore, mi chiamo Roberto ho dei quesiti da porLe,la mia compagna ha appena avviato un’attività di vendita online con materiali da lei prodotti, ed e’ propensa ad adottare il regime dei minmi, io vorrei sapere cosa posso detrarre, ad esempio bollette telefoniche di cellulari? noi conviviamo in un appartamento che e’ anche il suo luogo di lavoro, nn essendo intestata a lei la casa possiamo detrarre qualchecosa dalle spese opp no? es affitto,luce,telefono,ecc anticipatamente La ringraziamo Nora e Roberto

  188. Egregio Dottore, mi chiamo Filippo e vorrei porle una domanda a cui spero possa dare risposta. sono titolare di una ditta individuale che si occupa di grafica ed ho aderito al regime dei minimi ormai da almeno un anno, ho adesso la possibilità di svolgere quest’estate un lavoro stagionale comunale come ausiliario del traffico (da giugno a settembre) a tempo pieno, quindi di natura completamente diversa dall’attività di grafico; volevo sapere se sia fattibile per me accettare tale impiego e se eventualmente svolgendo tale attività potrei poi percepire, al termine del lavoro, l’indennità di disoccupazione. La ringrazio per la collaborazione.

  189. egregio dottore, le porgo una domanda in relazione all’oggetto, es di fattura

    onorario € 1470,59
    cassa € 29,41
    totale imponibile € 1500,00
    ritenuta d’acconto € 294,12
    totale fattura € 1205,88

    l’imposta sostitutiva del 20% dovro’ pagarla su € 1500,00 oppure su € 1205,88? inoltre essendoci € 294,12 di ritenuta d’acconto, questi possono essere considerati in acconto per il pagamento dell’imposta del 20% che dovrei pagare io; in tal caso l’imposta che dovro’ pagare io sara’ pari a 0 oppure poco piu’,,,

    la ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta,, mi sara’ di grande aiuto xke’ nn ci ho capito nulla,,,grazie

    ——————————————————————————–
    IN PAROLE POVERE,,, SE DEVO PAGARE UNA IMPOSTA DI 1000 EURO SUL COMPENSO DELLE FATTURE E MI TROVO VERSATE 1000 EURO DI RITENUTE DACCONTO DAI KLIENTI, QUESTO SIGNIFICA KE UTILIZZARO’ LE RITENUE KE MI HANNO VERSATO PER PAREGIAR E IL CONTO CON L’IMPOSTA KE DEVO PAGARE IO?,,, ALTRIMENTI KE FINE FARANNO LE RITENUTE VERSATE DAI MIEI KLIENTI (ricordo ke la ritenuta viene detratta dal mio compenso in ragione dle 20% – quota identica a quella che dovro’ pagare io ocme imposta sostitutiva )

  190. in poke parole, se la ritenuta che mi paga il kliente è del 20% sull’imponibile, e l’imposta sostitutiva ke devo pagare io è del 20% sul ricavo, nel mio caso,,essendo ke lavoro solo con ritenuta d’acconto, la cosa si compensa e non dovro’ pagare nulla,,, è giusto????

  191. Buongiorno;

    In regime dei minimi, aperto a gennaio 2009, dovrei acquistare un’auto il cui costo, iva compresa, è 32.500 euro. Il venditore è disposto a farmi due fatture, una d’acconto ed una per il saldo. Non ho, al momento altre spese per beni strumentali. In che misura mi conviene detrarla?

    Grazie per la cortese risposta, Giacomo

    • Giacomo, su Maggio 13th, 2009 a 14:08 . Risposta.
      L’acquisto di un auto di importo pari a 32.500 euro comporta la fuoriuscita dal regime dei minimi, anche se l’importo è diviso min due fatture.
      Giorgio Di Dio

  192. Sono un libero professionista ed anche un docente,
    sommando entrambe le attività supero i 30.000 Euro.
    Mentre con la sola attività di libero professionista non arrivo ai 30.000 Euro, pertanto mi chiedevo se posso aderire al regime dei minimi.
    Preciso che attualmente sono titolare di P.I. con rgime ordinario.
    In Attesa vi ringrazio e vi saluto.

  193. Napolitano Bernardo, su Maggio 27th, 2009 a 11:07
    Risposta.
    I redditi da lavoro dipendente non vanno considerati nel compito dei 30.000 euro. Se l’attività professionale non supera i 30.000 euro può aderire al regime dei minimi.
    Giorgio Di Dio

  194. BUONASERA,,VOLEVO KIEDERE AL DOTTOR DI DIO,,, QUANTO è L’IMPORTO MASSIMO DI SPESA KE POSSO INSERIRE ? INOLTRE,,,SE SUPERO I 30.000 AL NETTO DELLE SPESE, PER QUELLO KE HO LETTO NELLA LEGGE,,POTREI COMUNQUE ARRIVARE A 45.000 EURO SENZA PERDERE L’ESENZIONE DELL’IVA ALMENO PER L’ANNO IN CORSO,, MENTRE L’ANNO SUCCESSIVO DEVO RITORNARE A PAGARE L’IVA,,, ,,GIUSTO???

  195. Volevo porre un quesito al dott. Di Dio.
    Sono una contribuente minima e mi appresto ad elaborare il mio modello Unico ma ho un dubbio: nel rigo CM7 si parla di contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori pagati nell’anno, sono iscritta ad una cassa e quindi pago i contributi soggettivi, integrativi e di maternità, posso indicare la somma totale dei contributi versati oppure devo sempre distinguere per tipologia di contributo così come avveniva per il rigo RP23?
    grazie

    • In relazione alla sua richiesta ed alla risposta fornitale, è importante precisare che i contributi previdenziali integrativi, che sono addebitati in fattura ai clienti e non concorrono alla formazione del reddito come ricavi per il professionista non costituiscono mai onere deducibile in dichiarazione. Quindi indipendentemente dal regime adottato per la determinazione del reddito (minimo od ordinario) gli stessi dovranno sempre essere esclusi dai contributi previdenziali deducibili.

  196. PER PASQUALE, su Giugno 5th, 2009 a 23:04
    Non c’è un importo massimi di spese. I 30.000 euro sono ricavi o compensi al lordo ( e non al netto) delle spese. Se si superano si esce dal regime dall’anno successivo. Se si superano i 45.000 euro si esce dal regime dall’anno in corso.

    Giorgio Di Dio

    • pertanto, se ho ben capito, se io ho un fatturato di 50.000 euro con spese per 20.000 euro,,, anche se al netto sono 30.000 esco dal regime dell’anno in corso ugualmente,,? beh,questa mi sembra una cosa interessante da capire

  197. Per Cecilia, su Giugno 7th, 2009 a 17:09.
    Nel rigo CM 7 va inserito il totale dei contributi previdenziali ed assistenziali, indicando tale totale in colonna 1 e nella colonna 2 la parte di tale importo che trova capienza nel reddito indicato nel rigo cm6. Se i contributi sono superiori all’importo di rigo cm6, l’eccedenza va dedotta nel quadro RP.

    Giorgio Di Dio

    • e allora devo dire ke sta legge è una pesa in giro………in ogni caso,,, ringrazio il dottore di dio,,,per la disponibilita’

  198. CARO DOTTORE DI DIO, IO VOLEVO RIASSUMERE TUTTO QUELLO KE LEI MI HA DETTO XKE’ CREDO KE LEI ABBIA COMMESSO PAREKKI ERRORI NELLE RISPOSTE KE MI HA DATO,,

    FATTURAZIONE ANNUALE

    ONORARIO € 50.000,00
    CASSA € 1000,00
    TOTALE € 51.000,

    RITENUTA D’ACCONTO € 10000
    TOTALE FATTURA € 41.000,00

    SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IL RICAVO DI € 30.000 O DI 45.000 CITATO NELLA LEGGE, SAREBBE AL LORDO DELLE SPESE (VEDA LA RISPOSTA KE MI HA DATO IN PRECEDENZA),,, IO LE RISPONDO KE I RICAVI E I COMPENSI INDICATI NELLA LEGGE SONO quelli richiamati
    rispettivamente agli articoli da 57 a 85 e 54 del TUIR.

    art. 54 del tuir
    Determinazione del reddito di lavoro autonomo. (NDR: ex art.50. In
    relazione al comma 3-bis vedasi l’art. 1, comma 403, legge 27 dicembre
    2006 n.296)
    Testo: in vigore dal 01/01/2007
    1. Il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni e’ costituito
    dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura
    percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli
    utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio
    dell’arte o della professione,

    PER CUI IL RICAVO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE NON è AL LORDO DELLE SPESE,,,,,,

    E QUESTO è IMPORTANTE NON SOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA SOMMA DA PAGARE (IL 20% SUL RICAVO) MA ANKE PER L’EVENTUALE USCITA DAL RGIM SEMPLIFICATO,, IN QUANTO CON UN ONORARIO DI € 50.000,00 SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IO DOVREI USCIRNE FUORI,,E INVECE BISOGNA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL 41.000… NON SOLO A QUESTO 41.000 BISOGNA DETRARRE LE EVENTUALI SPESE DI CARBURANTE, CANCELLERIA ECC ECC…

    PER CUI SECONDO ME,,,MI CORREGGA SE SBAGLIO CON LòA SEGUENTE SITUAZIONE:

    ONORARIO € 50.000,00
    CASSA € 1000,00
    TOTALE € 51.000,

    RITENUTA D’ACCONTO € 10000
    TOTALE FATTURA € 41.000,00

    UNA FATTURAZIONE DI € 41.000,00 CON UN IPOTETICO AMMONTARE DI SPESE DI € 10.000 (SPESE PER BENZINA, CARTA ECC ECC) ARRIVEREI AD UN RICAVO DI € 31.000,00

    ECCO QUESTO DATO DI € 31.000,00 è IL DATO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE SIA PER IL 20% DI TASSAZIONE SIA PER L’EVENTUALE SUPERAMENTO DEI 30.000/45.000 EURO CHE COMPORTEREBBE LA FUORIUSCITA DAL REGIME DI CONTRIBUENTI MINIMI…

    SAREBBE INTERESSANTE AVERE UNA SUA RISPOSTA,,,

  199. QUESITO AL DOTTORE DI DIO
    CARO DOTTORE DI DIO, IO VOLEVO RIASSUMERE TUTTO QUELLO KE LEI MI HA DETTO XKE’ CREDO KE LEI ABBIA COMMESSO PAREKKI ERRORI NELLE RISPOSTE KE MI HA DATO,,

    FATTURAZIONE ANNUALE

    ONORARIO € 50.000,00
    CASSA € 1000,00
    TOTALE € 51.000,

    RITENUTA D’ACCONTO € 10000
    TOTALE FATTURA € 41.000,00

    SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IL RICAVO DI € 30.000 O DI 45.000 CITATO NELLA LEGGE, SAREBBE AL LORDO DELLE SPESE (VEDA LA RISPOSTA KE MI HA DATO IN PRECEDENZA),,, IO LE RISPONDO KE I RICAVI E I COMPENSI INDICATI NELLA LEGGE SONO quelli richiamati
    rispettivamente agli articoli da 57 a 85 e 54 del TUIR.

    art. 54 del tuir
    Determinazione del reddito di lavoro autonomo. (NDR: ex art.50. In
    relazione al comma 3-bis vedasi l’art. 1, comma 403, legge 27 dicembre
    2006 n.296)
    Testo: in vigore dal 01/01/2007
    1. Il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni e’ costituito
    dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura
    percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli
    utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio
    dell’arte o della professione,

    PER CUI IL RICAVO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE NON è AL LORDO DELLE SPESE,,,,,,

    E QUESTO è IMPORTANTE NON SOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA SOMMA DA PAGARE (IL 20% SUL RICAVO) MA ANKE PER L’EVENTUALE USCITA DAL REGIME SEMPLIFICATO,, IN QUANTO CON UN ONORARIO DI € 50.000,00 SECONDO QUANTO MI HA DETTO LEI,,IO DOVREI USCIRNE FUORI,,E INVECE BISOGNA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL 41.000… NON SOLO A QUESTO 41.000 BISOGNA DETRARRE LE EVENTUALI SPESE DI CARBURANTE, CANCELLERIA ECC ECC…

    PER CUI SECONDO ME,,,MI CORREGGA SE SBAGLIO CON LA SEGUENTE SITUAZIONE:

    ONORARIO € 50.000,00
    CASSA € 1000,00
    TOTALE € 51.000,

    RITENUTA D’ACCONTO € 10000
    TOTALE FATTURA € 41.000,00

    UNA FATTURAZIONE DI € 41.000,00 CON UN IPOTETICO AMMONTARE DI SPESE DI € 10.000 (SPESE PER BENZINA, CARTA ECC ECC) ARRIVEREI AD UN RICAVO DI € 31.000,00

    ECCO QUESTO DATO DI € 31.000,00 è IL DATO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE SIA PER IL 20% DI TASSAZIONE SIA PER L’EVENTUALE SUPERAMENTO DEI 30.000/45.000 EURO CHE COMPORTEREBBE LA FUORIUSCITA DAL REGIME DI CONTRIBUENTI MINIMI…

    SAREBBE INTERESSANTE AVERE UNA SUA RISPOSTA,,,

  200. PER PASQUALE, su Giugno 12th, 2009 a 14:31
    Lei confonde i compensi con il reddito. Il 20% si paga sul reddito, per la fuoriuscita dal regime valgono i compensi. La mia risposta non ha bisogna di essere confermata perchè stiamo perlando di cose oramai scontate. Comunque provi a leggere le circolari 73/E del 2007 e 7/E del 2008 dove potrà trovare indicazione che le potranno interessare.
    Giorgio Di Dio

  201. Sono un architetto e un contribuente minimo!
    Vorrei sapere:
    1) posso rivolgermi ad un geometra per un rilievo o una pratica catastale inerente un incarico conferitomi?
    2) In tal caso, devo inserire nella voce spese in fattura l’importo erogato a favore di un soggetto per la specifica attività?
    3) Come viene inserita in dichiarazione dei redditi tale spesa?
    Grazie anticipatamente

    • RISPONDO A :Walter, su Luglio 1st, 2009 a 18:53
      Il geometra ti fatturerà la prestazione secondo il suo regime fiscale. Il costo indicato in fattura( se pagato) verrà indicato nel rigo cm5 del quadro cm. Nella fattura che farai tu al cliente inserirai il tuo compenso, tenedo conto, ovviamente, anche dei costi sostenuti.
      Giorgio Di Dio

  202. ciao walter,
    di sicuro le puoi scaricare come spese. mi sembra che con i minimi sia tutto piu semplificato——
    inltre vorrei sapere come ti trovi dato che da gennaio sarò anchio architetto dei minimi.!!!! hai qlc consiglio??!??!?!
    ps: se sei di milano posso darti una mano io con quel docfa….ovviamente si fattura a gennaio!!!! lol !!!
    ciao

  203. Avendo un reddito piuttosto basso, ma costretto a tenere una partita iva, da gennaio 2008 ho aderito al regime dei contribuenti minimi…
    Lo scorso anno (unico 2008) ho compensato praticamente tutti i vari versamenti previdenziali con il credito irpef che risultava dalla dichiarazione (ritenute versate, detrazioni familiari a carico etc).
    Quest’anno il credito “irpef” (che però mi sembra di capire che irpef non sia più) utilizzabile in compensazione è nettamente inferiore. Temo che sia per l’impossibilità di applicare le suddette detrazioni. E temo quindi che il passaggio al regime dei minimi si sia rivelato negativo…
    E’ possibile? Grazie

  204. A pietro moneta, su Luglio 7th, 2009 a 23:57
    Non sono deducibii dal reddito dei minimi le detrazioni ( familiari a carico ecc), che restano deducibili solo nell’ambito del modello unico e, quindi, solo in presenza di altri redditi. E’ possibile, quindi, che la scelta, che per altri versi presenta innegabili vantaggi, non sia stata accuratamente ponderata.
    Giorgio Di Dio

  205. salve… volevo porre al dottore la mia situazione,,, io quest’anno ho adottato il sistema di fatturazione senza iva,,ora pero’ mi trovo ad aver gia oltrepassato i 50000 di ricavo,,per cui presumo sia uscita dal regime agevolato,,, a questo punto:
    1) devo tornare a fatturare con iva? o fatturo senza iva fino alla fine dell’anno?
    2) avendo questa situazione di fatturazione complessiva:
    onorario e spese documentate = 50000
    cassa 2% = 1000
    totale imponibile 51.000
    a dedurre ritenuta d’acconto 20% = 10.000
    totale fattura 41.000
    QUANTO SARA’ L’IVA DA PAGARE?? è importantissimo saperlo… LA RINGRAZIO IN ANTICIPO

  206. PER VIVIANA, su Luglio 15th, 2009

    Siamo nel caso di fuoriuscita dal regime dei minimi con effetto immediato (dal periodo di imposta in corso) a causa del superamento della soglia di 45.000 euro di compensi. Ll’imposta relativa alle fatture emesse anteriormente al superamento del predetto limite deve essere determinata mediate scorporo dal corrispettivo indicato in fattura. Ovviamente si ha diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. Il versamento deve essere effettuato a senza applicazione di sanzioni o interessi. Per le fatture successiva al superamento del limite dovrai addebitare l’imposta in fattura.
    Giorgio Di Dio

      • MI SCUSI………… MA IL MIO COMMERCIALISTA LO VEDO IN TILT,,,,,NON HA CERTO LA SUA PREPARAZIONE

      • PER VIVIANA, su Luglio 27th, 2009 a 11:58 :
        La Circolare 26 febbraio 2008, n.13/E stabilisce che:
        “Per i ricavi o compensi in relazione ai quali, in applicazione delle disposizioni sul regime dei contribuenti minimi, non ha addebitato l’imposta in fattura, il contribuente dovrà determinare la stessa mediate scorporo dal corrispettivo indicato nella fattura medesima”.
        Giorgio Di Dio

  207. Gent.mo Dottore,
    ho una pensione Inps annua di circa 24000 euro lordi.Se volessi aderire ai contribuenti minimi , per non superare il tetto dei 30000 euri quanto dovrei guadagnare?

  208. appunto è quello che ho detto io, ma uno è convinto del contriario, e poi tra l’altro dice che un contribuente minimo non può chiedere il durc.mah?!

  209. Salve sono un ingegnere che sta per aprire la partita iva.
    Ipotizzo di fare in un anno 12 fatture da 3000€ per un totale di 36000€. Ipotizzando di pagare 6000€ come contributi previdenziali, mi sembra di aver capito che questi dovrei scalarli dai 36000€, arrivando a 30000€.
    In questo caso rientrerei nel regime dei minimi contribuenti o quelli che contano sono i 36000€ che ho fatturato e quindi sarei fuori?

    Grazie

  210. A Emilio, su Settembre 18th, 2009 a 17:35
    Se sei una professionista con una cassa autonoma il reddito imponibile è al netto del contributo previdenziale addebbitato per rivalsa al cliente . Se invece non hai una cassa e sei iscritto alla gestione separata INPS, al reddito imponibile devi aggiungere il contributo previdenziale del 4% addebbito per rivalsa al cliente. I 6000 euro di contributi previdenziali pagati non vanno consideratri nel calcolo di cui sopra.
    Giorgio Di Dio

  211. egregio dr. Di Dio,
    spero di nn farle una domanda retorica ( e probabilmente lo farò e me ne scuso anticipatamente…)
    Sono un Agente assicurativo e dal 1 ott di quest’anno mi è stato chiesto di aprire la p.i. Sono abbastanza informato sul regime dei minimi al quale aderirò, ma vorrei qualche delucidazione in più, dato che il nostro è un campo perticolare.

    Ad es.:
    ipotizzando che percepirò circa 1800 € mensili netti
    a) come faccio a calcolare il lordo su cui pagare le tasse?
    b) è vero che la mia società mi tratterrà già il 20% come sostituto d’imposta? e se così fosse, vuol dire che non dovrò pagare io le tasse di tasca mia xchè già trattenute da loro?
    c) come si calcolano esattamente i contributi che dovrò versare all’inps? e questi ultimi potrò detrarli ?

    la ringrazio anticipatamente e aspetto una sua risposta.
    Emanuele.

    • A emanuele, su Settembre 28th, 2009 a 15:29
      Normalmente qualunque tipo di compenso ( o provviggione) si determina al lordo e il netto è solo una conseguenza dell’applicazione dell’IVA ( che, nel caso degli agenti non c’è), dell’INPS e delle ritenute. Nel caso in oggetto poi bisogna sapere se la casa mandante opera o no le trattenute enasarco. Gli agenti assicurativi devono essere iscritti alla gestione inps commercianti e pagano un aliquota di crica il 20% con un minimo annuale di euro 2868,26. Sulla fattura non va indicata l’inps ( perchè non c’è rivalsa) per cui se non c’è la trattenuta enasarco a un netto di euro 1.800 corrisponde un lordo di euro 2250 ( 2250 – ritenuta di acconto del 20% 450 = 1800). La ritenuta di acconto è detraibile dalle tasse, per cui , l’ipotesi che più si verifica è di andare a credito. I contributi inps sono detraibili dal regime dei minimi.

      Giorgio Di Dio

  212. Sono architetto ed ho aderito lo scorso anno al regime agevolato dei contribuenti minimi.
    La mia domanda è: se voleddi fare un corso di aggiornamento o master presso una scuola, ovviamente in un campo direttamente legato alla mia professione, quanta quotaparte di corso posso scontare? Mi spiego: non potendo scaricare l’iva poichè con il mio regime fiscale non la ricevo e non la pago, esistono agevolazioni per scaricare percentuali di corsi di aggiornamento o master?
    Grazie e a presto

  213. egr. dr di dio,
    qualche settimana fa le avevo rivolto un quesito. non riesco a capire se mi ha già risposto, mi arrivano dei messaggi dal blog ma entrando nn ho ancora visto la sua risposta… forse sbaglio la procedura?

    grazie

  214. Salve
    ho aderito al regime agevolato dei contribuenti minimi.
    Posso acquistare all’estero, l’IVA la devo pagare?
    se si penso che sia favorevole
    grazie Sig. Di Dio
    spero di avere una risposta stavolta
    saluti

  215. per luca!
    se hai aderito ai minimi nn puoi avere collaboratori subordianti e nn puoi aderire a studi associati….
    eppoi perchè fai la ra se sei dei minimi?
    devi solo apporre la dicitura della legge finanziaria 100 + 4%+ spese

  216. Ok come pensavo non posso caricarmi i collaboratori.

    Ho detto di essere nel regime dei contribuenti minimi ( sotto i 300000 all’anno)
    e il mio commercialista mi ha detto che devo fare il 4% – la ritenuta del 20%.
    A questo punto mi vengono dei dubbi…

  217. XLUCA…..
    DEVI FARE IL 4% PER LINAR CASSA MENTRE LIVA NN DEVI AGGIUNGERLA.—LA RITENUTA DEL VENTI???? SENTIAMO MIMMO CHE DICE….CIAO

  218. SCUSATE SE RIPROPONGO LA DOMANDA MA HO ASSOLUTO BISOGNO.
    Sono architetto ed ho aderito lo scorso anno al regime agevolato dei contribuenti minimi.
    La mia domanda è: se voleddi fare un corso di aggiornamento o master presso una scuola, ovviamente in un campo direttamente legato alla mia professione, quanta quotaparte di corso posso scontare? Mi spiego: non potendo scaricare l’iva poichè con il mio regime fiscale non la ricevo e non la pago, esistono agevolazioni per scaricare percentuali di corsi di aggiornamento o master?
    Grazie e a presto

  219. Buongiorno, mi è stato proposto un impiego come collaboratore con partita iva. La retribuzione proposta è di 3000 euro lordi al mese. Mi chiedevo, dato che il totale è di 36000 euro lordi, se potevo aderire al regime dei minimi. Le chiedo questo perchè non riesco a capire bene su quale importo viene poi pagata l’iva del 20%.
    Ringraziandola anticipatamente la saluto
    massimiliano

  220. Gentile Dr. Di Dio

    ho appena aperto una partita iva come contribuente minimo per avviare una piccola casa editrice e avrei alcune domande:

    1) essendo l’IVA (del 4%) normalmente considerata “assolta dall’editore”, è comunque necessaria la marca da bollo di 1,81 euro su fatture o ricevute di importo superiore ai 77,,?

    2) essendo anche impiegato a tempo determinato, ho modo di scaricare gli interessi del mutuo prima casa e le eventuali spese mediche?

    3) Sempre per il motivo precendente, come mi devo comportare con l’INPS visto che i contributi vengono già detratti dalla mia busta paga?

    3) I libri che acquisto dal tipografo per la rivendita sono da considerarsi beni strumentali?

    Grazie in anticipo!
    Adriano

  221. Per Adriano, su Gennaio 8th, 2010
    Il quesito è interessante, ma, oramai, per assoluta mancanza di tempo, rispondo a pochi e solo dal mio sito. Dovresti inviarmelo tramite la form del mio sito, dando tutte le notizie richieste e, specificando meglio cosa significa aprire una “piccola casa editrice” ( cioè sei tu l’editore o vendi solo libri?)
    Giorgio Di Dio

  222. Salve
    Ho appena aperto la p.iva per contribuenti minimi.
    Ho un dubbio però, io ho un sito con iscrizione fissa da 5 10 15 euro i clienti hanno già pagato e io ora dovrei rilasciargli fattura, quali sono i calcoli per evitare di rimetterci e per non far pagare soldi in più al cliente?

    Ho anche un altro dubbio, per i privati mi hanno detto di rilasciare una ricevuta. Ho appena comprato il blocchetto però c’è un riquadro che dice Soggetto a bollo vigente. Li devo metterci un bollo per qualsiasi cifra oppure devo farlo solo se supero un tot di euro?

    Daniele Frati

  223. Vorrei passare al regime agevolato dal 2010 ma ho dei dubbi perchè ho comprato la macchina nel 2007 quindi rientra nel triennio precedente ma m è stato detto che basta versare l’IVA i 2/5 in sede di dich.ne IVA. Che devo fare? Sono giusti i miei dubbi?
    Grazie. Davide.

  224. a davide
    Per aderire al regime die minimi non bisogna aver acquistato nel triennio precedente beni ammortizzabili per un valore superiore a 15.000,00 euro. E’ questo il dato da controllare.
    Giorgio Di Dio

  225. Per Luigi
    L’accesso al regime dei minimi è precluso ai contribuenti che si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell’imposta sul valore aggiunto, tra i quali rientra il regime speciale dell’editoria disciplinato dall’art. 74, primo comma, lettera c) del DPR 633/72. Nel particolare regime l’unico debitore dell’imposta risulta essere l’editore mentre tutte le successive fasi di commercializzazione, compresa quella finale e da parte dell’edicola, non sono soggette all’imposta sul valore aggiunto.
    La norma di esclusione cita “ il regime speciale dell’editoria”, ma non ci sono documenti di prassi che chiariscano se nel “regime speciale dell’editoria” sono da comprendere anche le edicole. La norma può, quindi essere interpretata restrittivamente e, in questo caso, le edicole possono aderire al regime dei minimi o estensivamente e, in questo caso, le edicole, che, comunque fanno parte del regime “monofase” dell’editoria, sarebbero escluse.
    Giorgio Di Dio

  226. Gen:le dott.
    sono un pensionato Inps ho intenzione di prestare consulenza nel campo doganale quindi chiedere la P:Iva per contribuenti minimi, le chiedo se è necessario pagare un contributo all’Inps o se essendo già pensionato questo contributo non è dovuto, inoltre il fatturato del contribuente minimo va a sommarsi alla pensione per il calco dell’Irpef?
    grazie per la sua gentilezza

  227. A Pino
    L’attività descritta comporta l’iscrizione alla gestione separata e il versamentio delll’Inps nella misura del 17% per i pensionati. All’atto dell’emissione delle fatture si può addebitare al cliente una quota del contributo a titolo di rivalsa, pari al 4% dell’importo lordo dei compensi richiesti. Il versamento dell’inps avviene in occasione del versamento delle imposte per redditi dichiarati nel modello Unico, ossia entro il 16 giugno (o 16 luglio con la maggiorazione) ed entro il 30 novembre per il saldo. Il fatturato del contribuente minimo NON si somma ai redditi di pensione.

  228. Buongiorno,
    ho aperto p.iva il 30/03/2010 come procacciatore d’affari in regime dei minimi.
    La camera di commercio dovrebbe in questi giorni aprirmi direttamente la posizione INPS nella sezione commercianti(cosi mi hanno detto).
    Dovrei quindi ricevere trimestralmente i bollettini da pagare…non ho capito però se i versamenti inps che effettuero’ nell anno 2010 andranno scalati dall aliquota del 20% e in che misura? e con quali tempistiche?
    grazie

  229. Buonasera. Il 16 marzo 2010 ho aperto la P.Iva come agente di commercio in regime dei minimi. Poichè le fatture da emettere non sono soggette ad Iva, quale è l’art. di esenzione da citare in fattura? Ho anche acquistato l’autovettura (strumento di lavoro): ai fini delle spese che percentuale posso detrarre? I costi da detrarre devono intendersi iva compresa?
    Grazie infinite

  230. Salve,volevo chiedere un consiglio,ultimamente facendo un colloquio di lavoro come promotore d’arte,mi è stato detto che in seguito dopo aver intrapreso il lavoro,dovrei aprirmi la partita iva,a dire il vero molti me lo sconsigliano,posso sapere se esiste un modo diverso per non andare incontro a problemi ?

    Grazie.

    • per Ornella
      Le uniche altre possibilità sono fare un contratto a progetto o essere assunta come dipendente. Escludendo queste due, però, l’idea di aprire una partita IVA, soprattutto se riesci a rientrare nel regime dei minimi, non è poi tanto complicata. In questo regime, gli adempimenti sono supersemplificati e si paga il 20% sull’utile, che comprende forfettariamente tutte le imposte. L’unica cosa che devi mettere in calendario è il pagamento dei contributi INPS.
      Giorgio Di Dio

  231. ho un negozio di estetica ormai da 3 anni posso passare anche io in regime di contribuenti minimi?cmq non super i 30 mila all ‘anno.e poi ho deciso di spostarmi come negozio xkè è troppo alto l’affitto devo riaprire partita iva??e facendo lavori in negozio di arredamento ecc.. mi conviene sempre aderire al regime di contribuente minimo???grazie per la risposta manuela

  232. Buongiorno,
    vorrei sono un chiarimento. Ho aperto nel 2009 il regime dei contribuenti dei minimini art.13 e proprio in questi giorni ho presentato la dichiarazione IVA tramite il tutor. Costui mi ha specificato che tutte le spese personali (scontrini fiscali nominali, contributi previdenziali) non sono detraibili dalla suddetta dichiarazione e non è possibile neanche compilare il 730 in quanto non ho altri redditi, quindi li perdo tutti. E’ possibile tutto ciò.
    Ringrazio chiunque possa aiutarmi.
    Fabio

  233. Buongiorno,
    ho aderito nel 2009 al regime dei minimi .
    La mia è un’attività artigianale e nel 2008 avevo un importo
    di rimanenze di materiali per 1.340,00.
    Al 31.12.2009 ho valutate le rimanenze finali per euro 632,35.
    Nella compilazione del quadro CM per l’anno d’imposta 2009
    mi dice che le rimanenze finali le devo indicare nel rigo CM3 perchè essendo il primo anno di applicazione del regime.
    L’indicazione in questo rigo va però ad abbattare il totale dei componenti posivi che è di euro 10.368,50(quindi al netto delle rimanenze finali).
    Questo é il primo dubbio.
    Il secondo riguarda quello se posso inserire le rimanenze iniziali di euro 1.340,00 nel rigo CM5(totale compenenti negativi).
    Scusate se ho fatto un pò di confusione e nell’attesa Vs.riscontro,saluto e ringrazio.
    Di Giovanni Berardo

  234. Buongiorno,
    ho aderito nel 2009 al regime dei minimi .
    La mia è un’attività artigianale e nel 2008 avevo un importo
    di rimanenze di materiali per 1.340,00.
    Al 31.12.2009 ho valutate le rimanenze finali per euro 632,35.
    Nella compilazione del quadro CM per l’anno d’imposta 2009
    mi dice che le rimanenze finali le devo indicare nel rigo CM3 perchè essendo il primo anno di applicazione del regime.
    L’indicazione in questo rigo va però ad abbattare il totale dei componenti posivi che è di euro 10.368,50(quindi al netto delle rimanenze finali).
    Questo é il primo dubbio.
    Il secondo riguarda quello se posso inserire le rimanenze iniziali di euro 1.340,00 nel rigo CM5(totale compenenti negativi).
    Scusate se ho fatto un pò di confusione e nell’attesa Vs.riscontro,saluto e ringrazio.
    Di Giovanni Berardo

  235. Per BERARDO,
    Le rimanenze finali dell’esercizio precedente all’ingresso nel regime dei minimi vanno indicate nel rigo cm3. Soltanto nel caso in cui tali rimanenze sono superiori ai componenti positivi, l’eccedenaz va riportata negli anni successivi. Eccetto il primo anno, quindi, le rimanenze non assumono alcun valore.
    Giorgio Di Dio

    • Egr.Dott.Di Dio,
      La ringrazio per la Sua risposta.
      Avrei necessità di porLe un altro quesito e cioé sempre
      relativamente al regime di minimi precedenti quote di
      ammortamento non ancora ammortizzate cioè relative
      a beni acquistati a beni prima dell’adesione a questo
      regime sono deducibili o rimangono in sospeso.
      Saluto e ringrazio cordialmente .
      Di Giovanni Berardo

  236. Per Berardo
    Nel regime dei minimi il contribuente non può dedurre le quote di ammortamento relative ai beni strumentali acquistati anteriormente all’acceso al regime. Le quote residue rileveranno dopo l’uscita dal regime, se, nel frattempo, il bene non è stato dismesso. Quindi durante l’applicazione del regime dei minimi gli ammortamenti non sono deducibili e le residue quote restano sospese.
    Giorgio Di Dio

    • Egr. dott. Di Dio,
      Le sarei grato se mi fornisse questa ulteriore infomarzione:
      avendo avviato una nuova attività come agente di commercio, provenendo da lavoro dipendente, e, avendo aderito al regime fiscale dei contribuenti minimi, posso portare in ammortamento la mia auto personale (valore usato 14.000,00 euro acquistata a settembre 2009, applicando il 50% dell’80% del valore per il primo anno) ? In caso di risposta affermativa in che modo la posso trasferire

      La ringrazio anticipatamente.
      Distinti saluti
      Nicola

  237. TOT. COMPONENTI POSITIVI 36.000, 00 QUINDI per il 2010 non puo’ piu’ far parte del regime dei contribuenti minimi.
    Si deve indicare sul mod Unico/2010 che l’anno successivo si rientra nel regime ordinario oppure e’ automatico con la 1° fattura emessa nel 2010 con l’applicazione dell’iva?Nel caso in cui si debba indicare, c’e’ una casella o qualcosa del genere?
    Grazie

  238. ho aderito al regime dei minimi e nel 2009 ho realizzato un volume d’affari di 27.000 euro. Ho ricevuto però un’indennità di maternità di 4.000 euro. Questo mi fa superare il limite di 30.000 euro?

  239. Per emanuella e roberta.
    1) la fuoriuscita dal regimne dei minimi è automatica.
    2)L’ indennità di maternità è sostitutive di redditi non percepiti, Va, quindi, considerata quale reddito appartenente alla stessa categoria di quelli sostituiti. Di conseguenza concorre al superamento del limite di 30.000 euro.

  240. mi è stato chiesto di aprire una partita IVA per svolgere l’attività di assistente sociale.La contribuzione sarebbe di € 17,00 a ora. posso aderire al regime dei minimi? la mia professione non ha una cassa previdenziale autonoma per cui devo iscrivermi alla gestione separata dell’INPS quale aliquota contributiva devo versare? grazie in anticipo

  241. Per Giulietta
    Fino a 30.000 euro annui di incassi puoi aderire al regime dei minimi. Devi iscriverti alla gestione separata INPS. L’aliquota attuale è del 26,72% con possibilità di rivalsa del 4% a carico del committente.

    Giorgio Di Dio

  242. Egr.Dott.Di Dio,
    vorrei chiedere cortesemente se come contribuente minimo
    esecente attività artigianale di parrucchiere i costi relativi alla
    locazione dove esercito l’attività sono detraibili dai corrispettivi
    realizzati.
    Cordialmente
    Berardo Di Giovanni

  243. Per Berardo
    Il canone di locazione è deducibile. Occorre tener presente, però, che lo stesso canone è considerato, nel regime dei minimi, come il corrispettivo per l’acquisto di beni strumentali. Tale importo, quindi, sommato agli acquisti di beni strumentali dei due anni precedenti concorre alla formazione della soglia di 15.000 euro, che, se superata, comporta la perdita del diritto ad applicare il regime dei minimi.
    Giorgio Di Dio

  244. La ringrazio Dott. Di Dio per la Sua risposta.
    Posso valutare , in base all’importo pagato nel corso dell’anno,
    se detrarlo o no in modo tale eventualmente da non superare
    il limite dei 15.000 nei due anni precedenti?
    Inoltre ogni anno dovrò fare questa valutazione , oppure dovrò considerare anche l’importo sostenuto nell’anno precedente’

    La ringrazio, saluti
    Berardo Di Giovanni

  245. L’importo pagato va dedotto e considerato ai fino del raggiungimento dei 15.000 euro. Biosgna, quindi, considerare l’importo delle ricevute del fitti. Ogni anno bisogna considerare gli acquisti dei beni strumentali e del fitto dell’anno in corso e dei due precedenti..
    Giorgio Di Dio

  246. Salve, ho avuto una proposta lavorativa dove però mi richiedono partita iva. Il compenso si aggirerà intorno ai 1900€ iva compresa, qualcuno potrebbe effettuarmi un calcolo delle spese annuali in modo da capire quanto possa guadagnare al netto grazie a questa manovra finanziaria?

    grazie

  247. oggi 5.7.2010 il mio commercialista mi telefona dicendomi che devo pagare le tasse di mio marito, che e isritto nel regime minimo dei 30,000,00 come attivita’ carrozziere. ma lui non ha carrozzeria e un volante gira x le carrozzerie.
    quindi questo e il primo anno che paghiamo le tasse e il mio commercialista mi ha detto che devo pagare €.10,800,00 di tasse, ma il secondo anno mi ha detto che pagheremo di meno, e vero questo?

  248. oggi 5.7.2010 il mio commercialista mi telefona dicendomi che devo pagare le tasse di mio marito, che e isritto nel regime minimo dei 30,000,00 come attivita’ carrozziere. ma lui non ha carrozzeria e un volante gira x le carrozzerie.
    quindi questo e il primo anno che paghiamo le tasse e il mio commercialista mi ha detto che devo pagare €.10,800,00 di tasse,ma perche’ cosi’ tanto? potrebbe darmi una risposta?
    ma il secondo anno pagheremo di meno, e vero questo?

  249. anna ma come mai devi pagare 10800 annue se il massimo è il 20% sui 30mila famosi!?!?!?!??!
    e poi cosa vuol dire che cp un volante in carrozzeria!?!?!?!
    ps: cmq il tuo commercialista dovrebbe saperlo!!!!

  250. Chiedo informazioni, anche se fuori tempo massimo!
    Mio marito ha una pensione da 19.000 euro lordi e un reddito da artigiano elettricista (netto da spese materiali e costi deducibili) di 24.000 euro. Potrebbe rientrare nei contribuenti minimi, o fanno il cumulo come succede con la ordinaria? Grazie infinite!

  251. a Gina, su 11 agosto 2010 a 17:36
    Non fanno cumulo, quindi può rientrare nel regime dei minimi se non ha incassi superiori a 30.000 euro (quindi non bisogna considerare i 24.000 euro netti ma l’importo lordo incassato). Naturalmente deve rispettare tutti gli altri requisiti (non aver acquistato oltre 15.000 euro di beni ammortizzabili negli ultii 3 anni, non avere dipendenti, non effettuare cessioni all’esportazione ecc.)

    Giorgio Di Dio

  252. Grazie Dott. Giorgio per la premura con cui mi ha risposto!
    I requisiti sono rispettati, ma nel lordo si calcola anche il materiale acquistato necessario all’attività? Lui è elettricista. Grazie di nuovo!

  253. buongiorno,
    vorrei chiedere al Dott DiDIo se essendo in regimendei minimi posso effettuare fattura per soggiono in albergo svizzero.
    so che il mio commercialista mi aveva accennato qlc per fare ricevute al di fuori dell’italia ma, putroppo il ragioniere è invacanza e inoltre non si è mai approfondito il discordo per paesi al di fuori dell UE.
    inoltre, riscontrando in voi una certa padronanza della materia, mi chiedevo comè possibile acquistare un appartamento e farlo passare come studio-abitazione essendo io un architetto.sperando di esser stato chiaro nella richiesta attendo un gentile riscontro.
    coradiali saluti. daniele

  254. Pregiatissimo Dottor.di Dio,avrei un quesito di natura fiscale.Un affitto,intestato ad un soggetto disoccupato,con unico reddito del suddetto ,inferiore alle settemila euro annuali,e soggetto a tassazione?se mi può dare notizie al riguardo Le sono grato Grazie.Saluti

  255. Gentilissimo,Dott.Di Dio,Ho un quesito di natura fiscale,da sottoporLe. Un affitto,intestato in qualità di locatore,ad un soggetto disoccupato,privo di redditi aggiuntivi,inferiore alle settemila euro,annuali,è soggetto a tassazione?Se gentilmente mi può dare notizie in merito Le sono grato .Saluti grazie buona giornata.

  256. Gentilissimo,Dott.Di Dio,Ho un quesito di natura fiscale,da sottoporLe. Un affitto,intestato in qualità di locatore,ad un soggetto disoccupato,privo di redditi aggiuntivi,inferiore alle settemila euro,annuali,è soggetto a tassazione?Se gentilmente mi può dare notizie in merito Le sono grato .Saluti grazie buona giornata. Saluti

  257. Un pensionato che apre una P.Iva in regime dei minimi è esentato dalla contribuzione INPS (fermo restando l’obbligo all’INAIL se artigiano)?

  258. Per Giada
    Precisa meglio la domanda. Sei in regime normale e vuoi entrare nel regime dei minimi o sei già nel regime dei minimi e vuoi sapere se puoi rimanenrci? E la plusvalenza deriva dalla vendita di un bene strumentale?
    Giorgio Di Dio

  259. Buongiorno, sono una “contribuente minima”, a giugno ho pagato l’INPS 2009.

    Entro il 30 novembre devo pagare un acconto per 2010.

    Qualcuno mi può dire qual’è la percentuale che devo pagare di acconto rispetto al fatturato 2009.

    • Per Fiorella
      Presumo che tu ti riferisca all’INPS gestione separata per i professionisti senza cassa.
      Per l’anno 2010 l’importo del contributo è::

      17% per soggetti iscritti ad altra forma previdenziale o titolari di pensione non diretta (indiretta, di reversibilità)

      26,72% per i soggetti privi di altra forma previdenziale.

      Il contributo viene calcolato tenendo conto del reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF e deve essere versato come segue:

      prima rata di acconto, pari al 40% del contributo dovuto per l’anno precedente, da versare entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi

      seconda rata di acconto, pari al 40% del contributo dovuto per l’anno precedente, da versare entro il 30 novembre

      saldo, da versare nell’anno successivo, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi

      Giorgio Di Dio

  260. Ho optato per il regime dei contribuenti minimi e sono in tale regime da un triennio.
    Cosa accadrebbe se superassi di qualche migliaio di Euro i 30.000 previsti dalla finanziaria 2008 senza tuttavia superare il 50% del minimo; e quindi i 45.000 Euro? dovrei comunque versare l’IVA sull’intero imponibile?
    Altra curiosità è capire se i trentamila Euro debbano considerarsi lordi o netti. Qualcuno sa rispondermi?

  261. ciao.
    ma io nn ho capito ….
    1 – i ricavi sono la somma di tutte le mie fatture incassate -meno le spese , che al massimo arrivano a 5000 ( equivalente al 50% di tutte le spese x lattività cioè 10.000 ) e quindi avremo
    spese 5000
    max ricavi 30000
    quindi io posso fare fatture in un anno fino alla quota di 35 mila?
    di cui ricavi sono 30 mila, giusto?
    grazie

  262. sono già nel regime dei minimi e devo vendere un bene strumentale acquistato prima del regime, la plusvalenza viene presa in cosiderazione col calcolo del superamento dei 30000 di ricavi incassati?
    grazie

  263. per Giada
    L’ammortamento dei cespiti detenuti prima dell’ingresso nel regime dei minimi viene sospeso a quella data. Riprende, poi, eventualmente una volta si sia rientrati nel regime ordinario. Il residuo fiscale dell’ultimo anno prima dell’ingresso nei minimi va confrontato con corrispettivo di vendita in corso di regime, al fine di conteggiare la plusvalenza. Il limite di 30.000 euro è rappresentato dai ricavi o compensi, quindi non può comprendere proventi diversi da questi ultimi quali le plusvalenze.
    Giorgio Di Dio
    AVVISO: PER MANCANZA DI TEMPO A QUESITI FUTURI RISPONDERO’ SOLO DAL MIO SITO: http://www.studiodidio.com.

  264. NEL CORSO DEL 2010 COME PRIMO ANNO , ho fatturato c.ca 15000 € ,mi hanno trattenuto il 20% ma l’imps si deve sempre pagare ? o e’ compresa nelle trattenute del 20 %?
    SICCOME NON ME LO HANNO SPIEGATO VORREI SAPERE DA CHI LO SA UNA RISPOSTA
    grazie

  265. volendo utilizzare il regime dei minimi può, genericamente, indicare quali spese si possono dedurre ?
    e se utilizzo un mezzo a me non intestato posso comunque dedurne le spese di solo utilizzo ?

  266. VORREI PORRE UN QUESITO:
    PER QUANTO RIGUARDA I CONTRIBUENTI MINIMI LA FATTURAZIONE DEI RIMBORSI PER SPESE SOSTENUTE PER IL CLIENTE, CONCORRONO ALLA FORMAZIONE DEL LIMITE DEI 30.000 EURO?

  267. Un contribuente minimo dal 2009, nel 2010 non ha più i requisiti, superando i 30000 ma solo di poco. Che adempimenti ha per quanto riguarda l’iva e i beni strumentali? Per i beni strum.acquistati durante il regime dei minimi, nel libro cespiti devo caricare il valore – “gli ammort” e poi recupero l’iva inerente.
    se poi nel 2011 ritorna ad avere i requisiti, può nel 2012 rientrare come contribuente minimo o deve aspettare 3 anni?
    grazie e saluti

  268. QUESITO SUL REGIME DEI CONTRIB.MINIMI:
    SE LA SOCIETA’ IN CUI SONO SOCIO (SNC) CESSA L’ATTIVITA’ E SI SCIOGLIE, IO POSSO APRIRE UNA P. IVA COME DITTA INDIVIDUALE E SVOLGERE LA STESSA ATTIVITA’ DELLA VECCHIA SNC (NELLO STESSO STABILE, CON GLI STESSI CLIENTI E ACQUISTANDO GLI STESSI BENI STRUMENTALI) USUFRUENDO DEL REGIME DEI MINIMI? DEVO CONSIDERARE COME RIFERIMENTO AI 30.000,00 EURO IL REDDITO DICHIARATO L’ANNO PRECEDENTE NEL QUADRO H (REDDITO DELLA VECCHIA SOCIETA’) O NON E’ DA CONSIDERARE? GRAZIE.

  269. Volendo intraprendere un’attività in proprio, potreste indicarmi in breve le spese totali annue da sostenere per un reddito complessivo non superiore a 30.000 Euro ( Reggime minimo ) ?.
    E quale pratiche burocratiche occorre seguire per iniziare l’attività ? Grazie.

  270. Salve vorrei utilizzare il regime dei minimi come libero professionista, però essendo pensionato vorrei sapere se ai fini del pagamento delle tasse la pensione fa cumulo con il reddito da partita IVA o meno. Grazie.

    • Per Franco
      No. Il reddito dei minimi non fa cumulo con i redditi di pensione, ma viene dichiarato separatamente nel quadro CM e tassato con l’aliquota fissa del 20%, che sostituisce IVA, IRPEF e ADDIZIONALI.
      Giorgio Di Dio

  271. buongiorno
    ho aperto la p.iva con il regime dei minimi a gennaio 2010.
    fatturo mediamente 18 mila euro l’anno. mi occumo di campagne mktg e comunicazione.
    questo per me è il primo anno che pago le tasse (riferite all’anno scorso)
    vorrei avere un secondo figlio (il primo l’ho avuto con regolare contratto indeterminato) e vorrei capire che cosa è previsto per le lavoratrici autonome.
    mettiamo che a giugno partorisco il mio secondo figlio.
    avrò un indennizzo? a partire da quando? in che misura (se fatturo 18 mila/anno)?
    grazie per l’aiuto a uscire da questa confusione1

    • dimenticavo di chiedere un altro particolare: durante i mesi di ‘maternità’ posso continuare ad emettere fatture, oppure l’emissione delle fatture annulla l’eventuale indennizzo?
      grazie.

  272. Anche se fuori tempo massimo, avrei bisogno di una conferma: Sono una professionista .Quale quadro utilizzare in Unico se l’anno scorso (2009) rientravo nei minimi e nel 2010 ho fatturato 40.000 Euro?
    C’è qualche opzione da barrare per iva/redditi? Grazie mille e buon lavoro!!

    Susy

    • Per Susy.
      Si fuoriesce dal regime dei minimi dall’anno successivo quando superi i 30.000 euro di ricavi e dallo stesso anno quando superi i 45.000 euro. Non avendo superato nel 2010 i 45.000 euro esci dal regime nel 2011, quindi per il 2010 devi compilare il quadro CM. In ogni caso dal 2011 la manovra estiva ha cambiato tutto.
      Giorgio Di Dio

  273. buongiorno
    Sono un geometra neo iscritto all’albo e che ha aperto una partita iva con regime contribuenti minimi. Lavoro presso un altro geometra con più esperienza con il quale ho pattuto una paga mensile di circa 800 euro tramite una fattura che io devo fare a lui.
    Vorrei sapere se una fattura di questo tipo è giusta:
    marca da bollo 1,81 €
    prestazioni 1.000 euro €
    contributo cassa geometri 4% 40 €
    Iva Esente operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 100 L. 244/2007
    ritenute di acconto 20 % su 1.000 o 1040 ??? 200 o 208€
    Importo da corrispondere 840€ o 832 €

    come vedete il mio dubbio principale e sul calcolo delle r.a. che fra l’altro non ho nemmeno capito cosa siano.
    Se qualcuno è in grado di rispondermi lo ringrazio in anticipo.

  274. Grazie.Non ho ancora capito cosa è la ritenuta ma l’importante è che ho capito su cosa la devo calcolare.
    Cmq se è possibile un altro chiarimento.
    Ho ricevuto dal mio capo un assegno di 800 €(da accordi con lui dovrei avere 800 euro mensili netti) e gli faccio questa fattura:
    marca da bollo 1,81 €
    prestazioni 953 euro €
    contributo cassa geometri 4% 38,12 €
    Iva Esente operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 100 L. 244/2007
    ritenute di acconto 20 % su 953 190,60€
    Importo da corrispondere 800,52€

    Va bene o ci rimango fregato?
    Scusami ma su questi argomenti sono completamente ignorante.

  275. Per Valentina
    Dal 2012 ci sarà un nuovo regime dei minimi molto più agevolato ( si paga solo il 5%), ma è riservato a chi ha iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2007, dura solo 5 anni ( per es. per chi ha iniziato nel 2008 finisce già nel 2012), tranne per quelli che non hanno ancora 35 anni che possono continuare fino a compmento del 35^ anno di età. Per gli altri ( per intenderci i vecchi minimi)resta un regime residuale che, anche se lo chiamano dei minimi, è praticamente simile al regime ordinario.

    Giorgio Di Dio

  276. Cosa succede se il professionista al quale ho fatto fattura si dimentica di pagare la ritenuta di acconto entro il 16 del mese successivo?
    Ci rimetto io e devo pagarle poi nelle tasse?

  277. Fino al 31 dicembre 2011 se ho capito bene un avvocato che adotta il regime dei contribuenti minimi deve emettere una fattura di questo tipo:
    imponibile xxx
    c.p.a. +4% xxx
    R.A. -20%(su imponibile) xxx
    netto xxx
    Per rimanere nei minimi i ricavi (o compensi) non devono superare i 30.000 euro annui.
    La mia domanda è: per ricavi si intende l’imponibile oppure il netto (tolto il 4% di c.p.a)?
    Grazie.
    Gianpaolo

  278. Per Gianpaolo
    I ricavi sono al netto dei contributi prevideziali (c.p.a.). Solo nel caso di professionisti iscritti alla gestione separata inps perchè privi di cassa, i contributi previdenziali del 4% devono essere compresi nell’imponibile.
    Giorgio Di Dio

    • ok grazie Giorgio!
      quindi nel caso di un avvocato iscritto alla cassa i ricavi si intendono al lordo della ritenuta d’acconto ed al netto dei contributi previdenziali, giusto?
      Gianpaolo

  279. Ciao Giorgio,
    avrei una domanda. Un mio cliente da un paio d’anni svolge l’attività di B&B senza P.Iva. Adesso dal 2012 vorrebbe procedere all’ apertura della stessa svolgendo attività di affittacamere e usufruire del nuovo regime dei minimi. Considera che ha 26 anni..lo può fare?Io credo non ci siamo problemi particolari, ma vorrei avere qualche conferma. Grazie in anticipo. Valentina

  280. In relazione alla nuova normativa in materia dovendo transitare dal 1.1.2012 nel nuovo regime dei “residuali”. Cosa ci consigli di fare?
    dal 1 gennaio dobbiamo applicare l’iva al 21%? quali sono i registri da tenere? i versamenti e la dichiarazione iva saranno trimestrali o annuali? ci dai qualche utile consiglio su come impostare il nuovo regime?. Grazie Giovanni

    • Il regime dei residuali funziona come il regime semplificato, con qualche semplificazione in più. Si applica l’IVA ( 21% o quella che poi sarà), si applica la ritenuta di acconto ( per i professionisti), si determina il reddito nei modi ordinari, si paga l’irpef con le aliquote progressive. L’agevolazione è che non bisogna tenere registri e l’IVA non si versa mensilmente o trimestralmente, ma a fine anno, Naturalmente bisigna conservare fatrture di acquisto e di vendita e ogni altro documento fiscale.
      Ciao
      Giorgio Di Dio

  281. Buongiorno,
    Ho difficoltà a capire se da gennaio 2012 entrerò nei cosiddetti “residuali” o se ho ancora un anno davanti…

    Sono un grafico freelance con partita iva dal 1996, sono entrato nel regime dei minimi nel 2008 ( prima fattura da minimo nel febbraio 2008).

    Quale è la mia situazione a tutt’oggi ? divento da gennaio un residuale o contando i 4 anni fiscali dal 2008 posso rimanere nei minimi per tutto il 2012?

    La ringrazio e attendo la sua gentile risposta
    Buongiorno
    Luca

  282. Buongiorno,Giorgio
    essendo da gennai passato nei “residuali” volevo chiederle se la fattura che devo emettere è del tipo:

    100 +
    4% (Contr.Integr.Cassa previdenza DLGS. 103/96)
    + IVA 21% ?
    - Rit 20%
    Totale a pagare

    la ringrazio anticipatamente

  283. La fatura va bene. Bodogna tenere presente che coloro che sono tarnsitati nel regime residuale ( ex minimi), continuano ad essere esentati dall’obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalle liquidazioni e versamenti periodici dell’IVA e sono esenti da irap. Devono conservare i documenti ed emettere fatture e scontrini. Pagano IVA e redditi una volta all’anno.
    Giorgio Di Dio

  284. chiedo scusa dottore vorrei sapere come comportarmi fiscalmente visto che da qualche mese ho un lavoro porta a porta con relative provviggioni quale sui compensi pago l’irpef del 23% sul 50% dei compensi, grazie.

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