Mare Nostrum, isola di Procida 19, 20 e 21 ottobre 2012.

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Poco più di 3.5 kmquadrati.

Appena un fazzoletto di terra dall’orlo frastagliato, una porzione eccessivamente minuscola di superficie terrestre, un’isola così piccola che anche “isola” sembra una parola troppo grande per lei.

Eppure alla fine l’amore è nelle piccole cose.

E di Procida ci si innamora.

C’è chi lo fa fulmineamente appena entra con il traghetto nel porto principale di Marina Grande: qualcuno si rivede addirittura bambino mentre ammira le scatole di colori delle case che si affacciano all’ingresso dell’isola. Ogni abitazione una tonalità diversa, affinchè il marinaio tornato da un lungo viaggio potesse subito riconoscere la sua casa.

Ma chi dovesse rimanere esente dal colpo di fulmine, difficilmente saprà sottrarsi all’abbraccio dell’isola nei giorni seguenti.

Forse sarà il borgo dei pescatori a catturare il suo cuore: il presepe delle case alla Corricella, da cui le auto sono bandite e a cui si può accedere solo attraverso antiche scalinate, saprà imbrigliare l’animo del turista e far perdere l’orientamento ai tomtom più sofisticati. E ci si smarrisce davvero tra le strette scale, gli archi centenari, i passaggi nascosti, le reti stese sulla banchina, i gozzi pronti a salpare, gli uomini induriti dal mare e le donne che di esso profumano.

Ma per chi avesse l’animo meno romantico, magari contagiato da troppi film, allora una visita al fortino di Terra Murata sarà inevitabile: la roccaforte dell’isola, il suo primo nucleo abitativo, il suo punto più alto.E’ da qui che venivano respinti gli attacchi dei barbari e dei saraceni e da dove la splendida Abbazia di San Michele, a strapiombo sul mare, domina da sempre il golfo.

E per chi all’avventura preferisce la tranquillità? Allora potrà recarsi alla Chiaiolella, dove tra spiagge infinite e yacht lussuosi, potrà gustare un aperitivo al bar, rinfrescato dalla brezza della sera e dall’odore della cucina locale.

Non siete ancora cotti a puntino? E allora non resta che stendervi al sole su una delle decine di spiagge dell’isola o tuffarvi magari dai suoi scogli più impervi. O forse ancora potreste far perdere le vostre tracce in uno dei limoneti che profumano l’isola.

E se invece cercate la tradizione allora c’è anche la suggestiva processione dei Misteri del Veberdì Santo.

E se poi tutto questo non dovesse bastarvi, allora siete senza cuore.

Piccola isola, fazzoletto di terra, scoglio in mezzo al mare…chiamatela come volete…ma quando da qui sarete passati, vorrete con tutte le forze chiamarla casa.

locandina PROCIDA A3LOW

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