I have a dream…a blue dream.

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 Il  sogno di  Antonio Scotto di Perta, titolare di un’impresa ( la Blue Dream sailing charter ) di noleggio e vendita barche ( che riceverà un riconoscimeto da parte dell’Ascom Confcommercio di Procida nell’ambito della Manifestazione Mare Nostrum, 19, 20 e 21 ottobre prossimi), è sicuramente quello del mare, ma non solo come luogo ed elemento del suo lavoro. Ragioniere, poi laureato in economia, con un  ottimo lavoro presso la MSC, un giorno decide di dedicarsi interamente alla sua realizzazione. “L’episodio decisivo – mi dice- avviene  quando incrocio nelle mie letture ( è un appasionato e vorace lettore, ma non ha molto tempo da dedicare) “Diario di un killer sentimentale”di Luis  Sepulveda. ” Quando la mattina ti guardi allo specchio e ti domandi  cosa fare,    capisci che è giunto il momento di cambiare, di seguire un’istinto”. Quando lo finisce di raccontare seriamente, per un attimo rimango colpito e  penso al libro galeotto, per fortuna dura un’attimo perchè subito Antonio smorza con una fragorosa risata, che contagia me e la sua preziosa collaboratrice Arca ( ” è lei che ogni giorno stabilisce l’agenda degli impegni”).  Con un misto di stupore e ammirazione, continuo ad ascoltarlo parlare del suo lavoro, ma sopratutto di ciò che gli sta più a cuore, i giovani e il mare.

Una passione che lo ha portato nel giro di circa 10 anni, ad iniziare quest’attività senza neanche una barca , per averne ad oggi 20, con quattro, cinque dipendenti fissi tutto l’anno, che  diventano 20 in piena stagione (  sono gli skipper delle sue imbarcazioni, fra i quali non c’è alcun procidano) ed ancora tanto lavoro intorno alle barche ( a parte un meccanico, unico locale,  un tecnico elettronico, entrambi  suoi dipendenti ) per la pulizia delle barche, la tappezzeria, la falegnameria, la sartoria, la lavanderia, la progettazione e realizzazione ( l’onnipresente maestro d’ascia), l’accoglienza e l’assistenza clienti, la navigazione , professionalità che purtroppo sull’isola mancano. E proprio durante il nostro colloquio entra Simon, skipper napoletano, che lo ragguaglia di alcune riparazioni da fare all’attrezzatura  accordandosi per verificare il prezzo più conveniente .

Ma la maggior parte del nostro colloquio verte sul progetto Fondazione del mare,” progetto che mette al centro dell’attenzione “il mare” che da sempre è stato fonte di ricchezza e di civiltà ma che oggi in molta parte dell’Italia, e ciò accade anche in altri paesi, è caratterizzato dal degrado e da un uso che ne limita le vere potenzialità…un viaggio in barca a vela, a velocità ridotta, è forse il mezzo più efficace per parlare di risorse e strategie legate al mare: rinascita dell’ambiente, della società, delle attività produttive, sono temi più che mai attuali, nonché necessari”. Una sorta di bicicletta in mezzo al mare. E mi parla di Salina, una tartana, ( e Procida nella sua storia marinara fu un punto d’eccellenza nella costruzione delle tartane ), l’imbarcazione simbolo della Fondazione, con la quale cercano di portare avanti il  loro progetto  ( tre  viaggi su tutti, 2010 Taranto-Sparta-Taranto, quasi a rievocare il legame storico fra le due città, 2011 alla festa dela Marineria a La Spezia, 2012  ” les Tonneres de brest”).

Un imprenditore nautico ( si è anche diplomato capitano presso l’istituto nautico F.Caracciolo) sempre in movimento, alla ricerca di nuovi sviluppi, nuovi mercati ( le sue imbarcazioni, con circa 100 posti letto, registrano quasi duemila presenze annuali,  ” si dovrebbe lavorare di più sull’ospitalità dell’isola, di solito Procida rimane solo una meta di passaggio per imbarcarsi sulle vele”) , nuovi impegni sociali ( Niki, il bambino che può vivere solo sull’acqua, che è riuscito a portare anche a Procida, in un’emozionante incontro con gli studenti dell’istituto nautico, ” è importante sostenerlo anche economicamente- mi dice- il padre, un carpentiere  lasciato il lavoro, ha costruito lui stesso lo scafo dell’imbarcazione sulla quale vivono” ( e con pudore aggiunge di essere riuscito un pò ad aiutarli con il lavoro delle sue barche durante le gare della Coppa America della scorsa primavera a Napoli).

Sta per iniziare il nuovo corso vela  per adulti e a me, che non riesco facilmente ad abituarmi al mare sulle imbarcazioni, mi suggerisce con quella sua risata contagiosa, il corso per bambini, che svolge la Lega Navale locale. Sulla situazione attuale nel nostro paese, mi racconta la sua esperienza all’ultimo Salone nautico di Genova e quando il discorso si fa politico, la tassa di stazionamento che avrebbe dovuto essere di possesso da subito ( ora finalmente, c’è stata la correzzione del Governo), diventa veramente serio ed arrabbiato. Preferiamo non andare avanti, anche perchè poi tocchiamo l’argomento dei porti turistici, della presenza della “quota pubblica” e rischiamo di allargarci come una macchia d’olio infiammabile.

” Quest’anno abbiamo collaborato con la scuola nautica ed abbiamo “ospitato” i ragazzi sulle barche a vela. Un esperienza formativa in tutti i sensi. C’è un intero mondo di professionalità scoperte nella nautica da diporto, bisogna insistere”.

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  1. Pingback: Il mare in cucina…e viceversa. « Ascom Confcommercio Isola di Procida

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