Il mare in cucina…e viceversa.

Fonte: Vincenzo Scotto di Fasano.

Alla presenza di 50 ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Ischia “Vincenzo Telese” (assenti gli alunni e  docenti dell’Istituto Nautico di Procida ai quali pure era destinato), si è inaugurato stamane a piazza Marina Grande il ciclo di eventi legato alla manifestazione “Mare Nostrum”, con un incontro-dibattito sul tema “Il Mare in Cucina…e Viceversa” moderato da Franco Ambrosino, con Eugenio Michelino, presidente Ascom Procida, il presidente Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli  Cav.Pietro Russo, il Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto e Antonio Scotto di Perta, responsabile della“Blue Dream  sailing charter”.

L’incontro ha avuto inizio a mezzogiorno, con un sole da fare invidia alle giornate di piena estate.

Dopo una breve introduzione del moderatore Franco Ambrosino e la lettura della conversazione avuta giorni or sono proprio con Antonio Scotto di Perta, protagonista di un vero e proprio “miracolo procidano” divenuto negli anni una solida, concreta e affidabile realtà conosciuta e apprezzata (soprattutto) oltre i confini della nostra isola, la parola passa al sindaco Vincenzo Capezzuto, che nel suo discorso afferma:

«Il mare per Procida ha sempre rappresentato una fonte di ricchezza, e devo dire, spero lo sia anche in futuro».«Credo che Procida soffra di una gelosia locale, che non permette di “aprire” il territorio al turismo»«Oggi il mercato del lavoro si è globalizzato e si è creata una necessità; Procida è a un bivio: restare così com’è, oppure scegliere un’alternativa al mare»

«Gli ingredienti per lanciare Procida nel turismo ci sono: un turismo sostenibile, che riesca a integrare l’offerta di Ischia e Capri. Ma per fare ciò bisogna adeguare il territorio, ovvero far capire che gli elementi detrattori di Procida – come il traffico – vanno modificati in meglio. Un altro attrattore potrebbe essere l’offerta di prodotti a miglio 0»

«Bisogna dire basta alle divisioni, serve sinergia per poter portare il territorio a uno sviluppo sostenibile»

« È importante la formazione, ed è importante preparare i giovani anche alla navigazione da diporto e al management portuale; è inoltre fondamentale troncare il cordone ombelicale della politica assistenzialistica che per troppi anni ha afflitto il nostro Sud»

Subito dopo il primo cittadino, il microfono passa al commendator Pietro Russo:

«Tra le varie affinità che esistono tra Procida e Ischia c’è quella che riguarda il pescato del “Mare Nostrum”, pure se bisogna ammettere che Procida è più esperta in questo campo, ha una tradizione più ricca»

«Bisognerebbe instaurare e tenere ben saldo il dialogo con le associazioni che vivono sul territorio, perché sono loro che vivono la realtà più a stretto contatto»

« È importante infondere nei giovani la passione, la conservazione e la difesa del territorio, per poter costruire un futuro virtuoso anche sulle nostre isole: perciò ragazzi non dimenticate di “avere fame” come diceva Steve Jobs»

Si passa dunque alla concretezza di Antonio Scotto di Perta:

«Io punto a capire quali sono le reali prospettive di lavoro, cosa si può effettivamente fare, e non a quello che è stato già fatto. A voi ragazzi dico: non fermatevi alle apparenze, chiedete sempre»

«Esistono dei nuovi mestieri legati alla navigazione da diporto, anche legati a quello che voi state studiando, cucina e sala. Noi lavoriamo anche su Ischia, fatevi una passeggiata sui vostri pontili turistici e potrete vedere con i vostri occhi»

Breve ma consistente l’intervento del presidente Ascom Procida Eugenio Michelino:

 «Alle vostre spalle c’è un enorme albergo a cielo aperto che pochi sanno identificare. Il personale che ci lavora non ha la formazione adatta a gestire un simile patrimonio, perché nessuna delle professionalità che si sono succedute negli anni nella sua direzione non aveva una formazione legata in qualche modo al turismo»

Breve intervento anche di Salvatore Trapanese, docente all’Istituto Telese e ristoratore procidano :

«Purtroppo al giorno d’oggi mancano le idee e bisogna andarle a cercare; inventatevi pure un mestiere; cercate di non essere mai piatti, scontati e chiusi, ma apritevi e datevi nuovi stimoli, perché c’è carenza anche di quelli»

C’è anche il tempo per ricordare, come fa Franco Ambrosino, l’esempio di Peppino Righi, la passione per il mare e per il modellismo «’A fatica » ripete spesso con una metafora Peppino, «te lì a ì arrubbà» (ovvero: «il lavoro lo devi andare a rubare»).

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