Singer!

Giovanni Mastroianni.

Giovanni Mastroianni.

Chi non conosce la Singer a Procida?  Quando si parla di macchine da cucire e le  recenti evoluzioni della nota casa produttrice, c’e’  un solo nome, Mastroianni. Un’attività commerciale sorta nel 1942 per iniziativa di Giovanni, poi passata alla moglie ed oggi gestita dal figlio Eugenio insieme a suo figlio, Giovanni anche lui. Senza dimenticare anche lo storico corso di cucito “Singer”, tenuto dalle sapienti mani di Caterina Tramontano, persone queste  grazie alle quali si sono formate tante mamme procidane, che hanno imparato a tagliare, unire, rattoppare, scucire e rammendare tessuti, stoffe, teli e dar vita anche alle tante vesti bianco azzurre di bambini ed adulti che hanno fatto e fanno ancora la Processione del Venerdì Santo, comprese quelle dei piccolissimi, vestiti da teneri Angioletti.  Oltre 70 anni di lavoro, in quel negozio di elettrodomestici che tutti conoscono, illuminato dalla mattina alla sera senza interruzione, ed ancora la sua voce avvolgente che riesce a catturare l’attenzione anche dei più distratti nei suoi numerossissimi messaggi audio in giro per l’isola, che non solo annunciavano, ma raccontavano dell’ incontro, del concerto, dell’assemblea, della riunione, della marcia, della manifestazione, della protesta, della festa, della sagra,  della partita, del libro, del giornale e di molti altri spettacoli ed iniziative , che sono esistiti già a partire da quella voce, perchè a Procida  si dice che  l’evento non esiste se non sia passata la macchina che l’annuncia.

Ora sembra che tutto questo stia per finire anzitempo, nonostante la terza generazione abbia la volontà e il coraggio di andare avanti.

Corso di cucito Singer.

Corso di cucito Singer.

Un riassetto del territorio, della circolazione dei veicoli, delle strisce blu, delle zone di sosta, presso quel negozio e dei suoi vicini , anch’essi commercianti di lunga e lunghissima esperienza, vedono compromesso il loro lavoro quotidiano da scelte non coerenti. Un paventato progetto di realizzazione di un complesso turistico presso l’ex carcere di Terramurata, ha spinto i più avveduti ammistratori a prevedere fin da ora una drastica ed immediata eliminazione delle zone di sosta lungo via Principe  Umberto, senza prevedere alcuna soluzione alternativa esistente, ma semmai in prospettiva. Chissà forse quando queste attività non avranno più la forza di andare avanti.

Processione del venerdì SantoNiente che assomigli quantomeno ad un progetto progressivo di diversa dislocazione commerciale, con lo spostamento in altra sede, per far posto a tante botteghe artigiane, che possano meglio assecondare le esigenze del mercato turistico che si creerà.

Non è in discussione, almeno non in questo momento, ciò che si vuole fare dell’ex carcere, ma sicuramente le modalità attraverso le quali ci si vuole arrivare non possono essere così autoritarie. E non sono condivise nei dai protagonisti ne dall’associazione di categoria. Una qualsiasi soluzione non può minimamente mortificare le possibilità di guadagno di quei negozi, ( lo stesso alimentari, poco più sopra, che già da tempo soffre per una circolazione incoerente, vede ulteriormente ridursi il lavoro per il semplice fatto di non riuscire a fare le consegne della spesa direttamente presso le abitazioni private, perchè non ha più la possibilità di sostare neanche con un proprio ciclomotore). Prima si crea un alternativa e poi si procede nella realizzazione del progetto. Prima si trovano le zone di sosta sostitutive e poi si limita in quella zona. Prima si crea una diversa localizzazione di questi negozi, a parità di lavoro e poi si invita loro a praticarla, incentivandola.

Coloro che hanno animato quella strada, con le loro luci, le loro vetrine, i loro prodotti, i loro servizi, la loro umanità, che hanno valorizzato anche quei locali commerciali, di cui alcuni sono anche divenuti proprietari e vorrebbero quantomeno non diminuirne il valore patrimoniale  e che poi in fondo le hanno dato quel carattere che oggi ha e che già tantissimi turisti  e non hanno sempre apprezzato, meritano qualcosa di più di un invito a spostarsi fin troppo colorito, sopratutto quando proviene da chi ha la massima responsabilità amministrativa.

Angioletti.

Angioletti.

L’invito nostro e loro è ad aprire un confronto serio, su un progetto di sviluppo commerciale equo.

Tanto per essere “Singer”!

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