“Se io chiudo, chiude la mia Isola”. Rete Imprese Procida.

locandina-movxprocida_1 x lunedi con consegna chiaviUna sala piena , quella del Mimante, dove forse era più facile contare gli assenti, tra  appartenenti alla categoria, giustificati dagli impegni di lavoro con aperture pomeridiane che iniziano già a partire dalle 15:00. ” Mai avevo partecipato ad una assemblea così variegata di imprenditori “, mi confida un esponente del mondo delle professioni di lunga data, ed in effetti c’erano commercianti dell’ abbigliamento, alimentari, ristorazione, bar, articoli da regalo, cura della persona, fruttivendoli, porti turistici, discoteche, charter, tabacchi, telefonia, elettrodomestici, albergatori, ospitalità diffusa, catering, artigiani, panettieri, edili, idraulici, tecnici informatici, elettricisti, avvocati, commercialisti, ed altri ancora.

Come ancora altri che  stanno facendo giungere le loro adesioni in queste ore. Un’assemblea dominata dalla preoccupazione per il futuro delle aziende. Si è partiti dai numeri ( della tassazione, dagli adempimenti necessari, dal calo dei consumi), con la visione di un video della conferenza stampa  di presentazione della giornata di mobilitazione nazionale del 28 gennaio in tutta Italia , tenutasi presso la sede nazionale di Confcommercio , qualche giorno fa, nella quale si evidenziano i dati negativi della nostra economia. poi la successiva lettura del nostro rapporto sull’analoga situazione di difficoltà, che presentammo al Comune di Procida   già nel 2007, ci siamo trovati ad affontare più da vicino la  situazione locale.

Testimonianze dei rappresentanti di categoria, che ogni giorno assistono altri imprenditori , negli adempimenti, scadenze, ratei, suolo pubblico, Iva, acqua,  spazzatura, INPS, esposizioni bancarie, mancati pagamenti,  sicurezza sul lavoro, corsi obbligatori,  RSSP, antincendio, primo soccorso,  richiesta di apertura di nuovi conti correnti, autorizzazioni, fidejussioni, rinnovi contratti di locazione, recupero credito, pignoramenti, ( una tassazione ormai arrivata al 56% , oltre 200 adempimenti all’anno). Testimonianze  di alcuni di noi, della loro esperienza , con cifre e numeri da brivido.

“Vorrei che una volta tanto” dice uno degli esponenti al tavolo di presentazione, ”  quando mi incontro con qualcuno di voi, più di frequente , non parliamo soltanto dei costi, delle difficoltà, ma dei successi commerciali”.

Con l’incontro di ieri le imprese che si riconosco in questa comune situazione di difficoltà non comune, hanno manifestato il loro  disagio e la disponibilità a prendere parte alle manifestazioni di protesta dei prossimi giorni. A partire da giorno 28 gennaio con la consegna di una lettera indirizzata al Sindaco del Comune di Procida, al Presidente della Regione Campania, al Presidente del Consiglio dei Ministri, nella quale si manifesta il livello di sofferenza raggiunto dalle piccole e medie imprese, perchè chi dà e crea lavoro, chi vive del proprio mestiere,  torni ad essere protagonista di politiche di sviluppo, non solo di pareggi di bilancio.

In un’evocazione, fatta durante l’incontro,  di una scena di un film recente(  Trecento, liberamente ispirato alla vicenda storica di Maratona)  un comandante spartano, di fronte alle perplessità degli alleati ateniesi  sul  numero del suoi soldati , chiede ai propri uomini ” Spartani, qual’è il vostro mestiere?”, la risposta è un ‘urlo. Si è ribadito ieri come ancora  si farà nei prossimi giorni, che questi sono i momenti della protesta, il momento di “urlare” la propria identità professionale, messa in pericolo, non  come pura affermazione orgogliosa, plateale e fine a sè stessa, ma come affermazione di una comune condizione.

Dopo lunedì, con appuntamento davanti al Comune alle ore 08:30 ( con una piccola delegazione che andrà anche a Roma alla manifestazione nazionale), sarà il momento di provare a costruire un progetto di sviluppo, un progetto economico commerciale, che possa confrontarsi con tutte le istituzioni sociali, civili, economiche, nella quale l’Ascom è parte insieme ad altre associazioni e liberi imprenditori in questo cammino comune, non con posizioni precostituite, ma con la volontà di ascoltare, di  confrontarsi. L’appuntamento è allo stesso ristorante alla stessa ora ( Mimante , giovedì 31 gennaio alle ore 14:30).

Infine, tanto per non allontanarci troppo da dove siamo partiti, stamane incrociando un Direttore di Banca, appena letto i manifesti si è premurato di avvertirmi :”…mi raccomando, prima di chiudere, passa per la banca “.

Testo della lettera accompagnatoria.

 

Rete Imprese per Procida

Al sig. Sindaco del Comune di Procida

Al sig. Presidente della Regione Campania

Al sig. Presidente del Consiglio dei Ministri

Oggetto: “ Se io chiudo , chiude la mia isola”.

Il sottoscritto

in qualità di titolare e/o legale rappresentante

dell’azienda

sita a Procida, in via                                                                ,                                                                                                                                                                                  visto che le nostre imprese soffocano per tasse, sprechi, inefficienze, burocrazia, assenza di progettualità,  aderisco a quest’iniziativa e simbolicamente consegno le chiavi  della mia impresa.

Procida,                                                                                                                                                                           Timbro e Firma

One thought on ““Se io chiudo, chiude la mia Isola”. Rete Imprese Procida.

  1. La crisi ha sconvolto tutti e su questo non ci sono dubbi…purtroppo il sistema politico non ha saputo ancora una volta rappresentarci…possiamo rappresentarci da soli? Purtroppo il tempo di sperare e’ finito…aspettare che la mela cada dall’albero non porta a nulla… Possiamo anzi dobbiamo mobilitarci affinché possa riemergere la vera democrazia!
    Procida un’isola meravigliosa che avrebbe da offrire tanto si riduce anzi si e’ridotta ad accontentarsi… Si avete capito bene ci accontentiamo, ma soprattutto ci chiniamo al volere degli “altri” non esiste ribellione abbiamo paura, sopportiamo,non c’è coraggio di esprimere il proprio pensiero,(siamo condizionati dalla parentela) non ricordiamo che dio ci ha creati liberi di scegliere…ed ecco che arrivo al punto, non siamo liberi di scegliere!!  Ci preoccupiamo del dopo senza agire per prevenirlo…che senso ha? 
    Mi auguro che questo “movimento” possa quantomeno rinfrescare le menti di quanti lo seguiranno anche se ho i miei dubbi!  Inoltre spero che con ciò in molti possano commentare,condividere e non i pensieri di ognuno.

    Marcella del Giudice

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