Se non sei pago, ravvediti!!!

Giorgio di Dio.

 A cura di Giorgio di Dio.

È’ tempo di Dichiarazioni.

E l’emozione è quasi sempre la stessa, sia che si sfogli una margherita, sia che si guardino i giorni del calendario e le scadenze che si avvicinano. Ed allora in cuor nostro, sospiriamo e pensiamo:

 “pago/non pago!

Quasi, quasi , mi ravvedo!!!”

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CAR-VAN PETROL

Giorgio di Dio.

a cura di Giorgio di Dio

 

 

 

La scheda carburante

Carta carburante.

Carta carburante.

La scheda carburante è nata nel 1977 (Decreto del Ministero delle Finanze del 7 giugno 1977).

Il D.P.R. 10 novembre 1997n. 444 l’ha modificata rendendola molto più semplice.

Il Decreto Sviluppo (D.L. n. 70 del 2011) ha previsto che la scheda carburante può non essere per niente tenuta né compilata dai soggetti che effettuano gli acquisti di carburante “esclusivamente” mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

Carta credito o debito o prepagata per acquisto carburante.

Carta credito o debito o prepagata per acquisto carburante.

In pratica le aziende che acquistano il carburante, e pagano esclusivamente con carte di credito, carte di debito o simili, non hanno alcun obbligo di compilare la scheda carburante a condizione che:

1) La carta di credito o di debito siano intestate al titolare della ditta individuale o alla società.

2) Che tutti gli acquisti di carburante siano effettuati con carte di credito o di debito. Se qualche volta si paga in contanti, allora bisogna fare sempre la scheda carburante.

Scheda Cammell', car e van petrol.

Scheda Cammell’, car e van petrol.

Non avendo più un documento fiscale le aziende in contabilità effettuano la registrazione direttamente dall’estratto conto delle carte di credito o di debito.

E’ tempo d’elezioni.

Fonti: LE PROPOSTE DI RETE IMPRESE ITALIA ( DA PMI.IT )piano per le imprese e la crescita delle PMI.

Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) illustra alle forze politiche il Piano per uscire dalla crisi e rilanciare le PMI in vista delle elezioni politiche 2013.

Il Piano delle PMI si intitola “Le nostre ragioni“, si rivolge alle forze politiche impegnate in campagna elettorale e prevede 5 strategie: pacchetto fiscale, credito alle imprese, semplificazione, mercato del lavoro, infrastrutture ed energia.

Un fisco senza "fischio".

Un fisco senza “fischio”.

Fisco

• IVA – niente aumento al 22%, causerebbe un ulteriore crollo della domanda con effetti recessivi.

• IRPEF – criterio di cassa per la determinazione del reddito di impresa.

• Tassazione – neutrale rispetto alla forma giuridica dell’impresa.

• IRAP – riduzione mediante progressivo incremento della franchigia ed eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile; criteri certi per individuare le imprese prive di autonoma organizzazione e esenti.

• Regimi tributari – razionalizzazione, con promozione della fase di startup e revisione importo del minimale Inps ( rilevante, soprattutto in avvio attività).

• IMU – abolizione per immobili strumentali all’attività d’impresa e immobili merce posseduti da imprese di costruzione in attesa di essere venduti.

• Riscossione coattiva – estensione della rateazione dei debiti tributari, esclusione dal fermo amministrativo e dal pignoramento per i beni strumentali all’attività d’impresa.

• TARES – sistema tariffario in linea con la produzione reale di rifiuti delle varie categorie economiche, anche nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”; compensazione delle quote di tassazione già in vigore che coprono il costo dei servizi locali.

• Patto fiscale – proposto un vincolo di destinazione del recupero dell’evasione a cittadini e aziende.

Credito più accessibile.

Credito ad ostacoli.

Credito

• Sostenere l’accesso al credito delle imprese per ricostituire liquidità e capitale circolante: politiche finanziarie specifiche e interventi pubblici di incentivazione alle micro, piccole e medie imprese sia a livello nazionale sia territoriale.

• Favorire la solidità patrimoniale dei Confidi: rivedere il regime di regolazione, incentivare la razionalizzazione del sistema, attraverso processi di aggregazione (anche in rete) delle strutture esistenti.

• Facilitare il ricorso al Fondo di garanzia per le PMI;

• Diffondere efficacemente sul territorio le soluzioni condivise definite tra le Associazioni di rappresentanza imprenditoriale ed il sistema bancario.

• Assicurare la piena operatività agli accordi in materia di certificazione e smobilizzo crediti delle imprese nei confronti della PA.

• Apportare correttivi ai parametri, troppo rigidi, di Basilea 3.

• Modernizzare il sistema dei pagamenti: ridurre i costi delle imprese sugli strumenti elettronici di pagamento in vista della nuova legge sui pagamenti con carta di credito. Continua a leggere

CONTRIBUTI INPS ARTIGIANI E COMMERCIANTI 2013.

 Giorgio di Dio.A cura di Giorgio Di Dio – Isola di Procida-

 

Con circolare n. 24 dell’8 febbraio 2013 l’INPS ha determinato le aliquote e le quote fisse dei contributi per gli artigiani e i commercianti.

 

1. Contribuzione IVS sul minimale di reddito

Per l’anno 2013, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.357,00.

Allo sportello.

Allo sportello.

Pertanto le aliquote per il corrente anno risultano come segue:

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 21,75 % 21,84 %
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 18,75 % 18,84 %

La riduzione contributiva al 18,75 % (artigiani) e al 18,84 % (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni.

Di conseguenza il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 3.347,59 (3.340,15 IVS + 7,44 maternità) 3.361,41 (3.353,97 IVS + 7,44 maternità)
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 2.886,88 (2.879,44 IVS + 7,44 maternità) 2.900,70 (2.893,26 IVS + 7,44 maternità)

Per i periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul “minimale” rapportato a mese risulta pari a:

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 278,97 (278,35 IVS + 0,62 maternità) 280,12 (279,50 IVS + 0,62 maternità)
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 240,57 (239,95 IVS +0,62 maternità) 241,72 (241,10 IVS +0,62 maternità)

 

2 – Contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimale

Contributi artigiani e commercianti.

Contributi artigiani e commercianti.

Il contributo per l’anno 2013 è dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa (circolare n. 102 del 12 gennaio 2003) prodotti nel 2012. Per  la quota eccedente il predetto minimale di € 15.357,00 annui

le aliquote contributive, pertanto, risultano determinate come segue:

Scaglione di reddito Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni fino a 45.530,00 21,75 % 21,84 %
Da    45.530,01 22,75 % 22,84 %
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni fino a 45.530,00 18,75 % 18,84 %
da 45.530,01 19,75 % 19,84 %

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NOVITÀ FISCALI.

NOVITÀ FISCALI DA STUDIODIDIO.COM

A cura di Giorgio Di Dio isola di Procida

 

 

 

 

 

Riscossione: previste maggiori tutele per la notifica delle cartelle esattoriali

La Corte Costituzionale, nella sentenza 258/2012 depositata il 22 novembre, stabilisce che in caso di assenza del contribuente, se non si riesce a consegnargli la cartella di pagamento, i termini per presentare ricorso decorrono dal ricevimento della raccomandata con la quale viene informato dell’avvenuto deposito dell’atto nella casa comunale o, comunque, decorso il termine di 10 giorni dalla spedizione della raccomandata. Così dicendo si illegittima l’art. 26 del DPR 602/73, nella parte in cui non equipara, nei casi di irreperibilità relativa, la modalità di notifica e la relativa data di perfezionamento, degli avvisi di accertamento rispetto alle cartelle di pagamento. Tale principio è applicabile a tutte le notifiche di atti riferiti ad entrate comprese quelle non tributarie dello Stato e degli altri enti pubblici, compresi quelli previdenziali.

Nuove spese in detrazione grazie alla delega fiscale

Nella delega fiscale sono stati votati gli emendamenti che portano novità in merito alla riforma fiscale. Segnaliamo: il ripristino delle norme sulla fiscalità ambientale (Carbon tax), che rivedono la disciplina sulle accise sui prodotti energetici in funzione del loro impatto sull’ecosistema; contrasto di interessi: viene concessa delega al Governo di emanare disposizioni volte a consentire nei settori più a rischio di evasione la possibilità per il contribuente di detrarre dalle imposte parte delle spese documentate da scontrino o fattura; accorpamento delle Agenzie fiscali: in attuazione della spending review dovrebbero essere incorporate l’Agenzia del Territorio nelle Entrate e l’Aams nelle Dogane

 

 

Il campo di applicazione del nuovo redditometro

Qual’è il campo di applicazione del nuovo redditometro? Il Dl n. 78/2010 ha affermato che la nuova procedura di calcolo avrà effetto “per gli accertamenti Continua a leggere

Associazioni sportive dilettantistiche: il riconoscimento da parte del Coni.

a cura di : Giorgio di Dio – Isola di Procida.

 

Dopo qualche periodo di assenza, riprende la nostra preziosa  collaborazione con Giorgio di Dio, che oltre ad esserci amico è anche tra i più apprezzati collaboratori del sito Ascom Procida ( i suoi contributi sono tra i più letti in assoluto, su tutti Quesito: assegni familiari e detrazioni fiscali – casistica di coniugi separati, con oltre 130.000 contatti dal 2007, anno della sua pubblicazione che ancora riesce ad essere “competitivo”).

Il suo contributo di oggi riguarda il regime delle agevolazioni fiscali per le associazioni sportive, condizioni e modalità per potervi accedere, di attualità anche sulla nostra isola.

 Le società e le associazioni sportive dilettantistiche per usufruire delle numerose agevolazioni tributarie devono essere riconosciute dal CONI.

 

Per essere riconosciute dal CONI gli statuti delle Associazioni sportive oltre ai requisiti richiesti dalla legislazione statale, devono prevedere l’obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive CONI nonché agli statuti e ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate o dell’Ente di promozione sportiva cui la società o associazione intende affiliarsi. Continua a leggere

La nuova disciplina delle spese di rappresentanza.

a cura di Giorgio Di Dio isola di Procida

Con la pubblicazione del decreto ministeriale del 19/11/2008, sono diventate definitive le regole per la deducibilità delle spese di rappresentanza previste dall’art. 108 comma 2 del Tuir, già dal bilancio 2008.

Ecco le istruzioni.

Le spese di rappresentanza devono avere requisiti di gratuità, inerenza e ragionevolezza.

Sono spese di rappresentanza:

a) le  spese  per  viaggi  turistici in occasione dei quali siano programmate e in concreto svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell’ attività caratteristica dell’impresa;

b) le   spese   per   feste,   ricevimenti  e  altri  eventi  di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose;

c) le  spese   per   feste,   ricevimenti  e  altri  eventi  di intrattenimento  organizzati in occasione dell’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa;

d) le   spese   per   feste,   ricevimenti  e  altri  eventi  di intrattenimento  organizzati in occasione di mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;

e) ogni  altra  spesa  per  beni  e servizi distribuiti o erogati gratuitamente,  ivi  inclusi  i  contributi erogati gratuitamente per convegni,  seminari  e  manifestazioni  simili  il  cui  sostenimento risponda ai criteri di inerenza .

Tali spese ,sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, nelle seguenti percentuali:

a)  all’1,3  per  cento dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;

b)  allo  0,5  per  cento dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;

c)  allo  0,1  per  cento dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni.

I beni distribuiti gratuitamente  di valore unitario non superiore a 50 euro, sono interamente deducibili.

Non costituiscono spese di rappresentanza e non sono, pertanto, soggette  ai  limiti di cui sopra, ( quindi si deducono integralmente) le  spese di viaggio,  vitto  e  alloggio  sostenute  per  ospitare clienti, anche potenziali,  in  occasione  di  mostre,  fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa o in  occasione  di  visite a  sedi,  stabilimenti o unità produttive dell’impresa.

Non  sono  soggette  altresì ai predetti limiti le spese di viaggio,  vitto  e  alloggio sostenute direttamente dall’imprenditore individuale   in   occasione   di   trasferte   effettuate   per   la partecipazione  a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni  e  servizi  prodotti  dall’impresa  o  attinenti  all’attività caratteristica  della  stessa.

La  deducibilità  delle erogazioni e delle  spese  e’, tuttavia, subordinata alla tenuta di un’apposita documentazione dalla quale risultino anche le  generalità  dei  soggetti  ospitati,  la  durata  e  il luogo di svolgimento della manifestazione e la natura dei costi sostenuti.

Il bonus famiglie.

Il Bonus famiglie.

A cura di Giorgio Di Dio isola di Procida.

Sul sito dell’Agenzia sono disponibili i modelli per la richiesta del bonus straordinario per le famiglie a basso reddito, erogato una sola volta per l’anno 2009, il cui ammontare varia dai 200 ai 1000 euro a seconda del reddito e dei componenti il nucleo familiare.

Il bonus puo’ essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori dipendenti e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore ai 35 mila euro l’anno.
Il bonus e’ attribuito ad un solo componente e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né ai fini previdenziali e assistenziali. Viene erogato dai sostituti d’imposta e dagli enti pensionistici previa apposita richiesta prodotta dai contribuenti interessati. Il termine di presentazione della richiesta varia a seconda dell’anno d’imposta preso come riferimento per la sussistenza dei requisiti necessari per ottenere il bonus.
Se si prende come riferimento l’anno 2007, la domanda va presentata al sostituto d’imposta entro il 31 gennaio 2009. La richiesta può anche’ essere inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009.
Se come riferimento si prende il 2008 la domanda va presentata al sostituto d’imposta entro il 31 marzo 2009. Se il bonus non viene erogato dai sostituti d’imposta, i contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi potranno richiedere il bonus straordinario direttamente in sede di dichiarazione, mentre quelli esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione lo potranno richiedere entro il 30 giugno 2009 direttamente all’Agenzia.

Il bonus spetta per i seguenti importi:

• euro 200,00 nei confronti dei soggetti titolari di reddito di pensione ed unici componenti del nucleo familiare, qualora il reddito complessivo non sia superiore ad euro 15.000,00;

• euro 300,00 per il nucleo familiare di due componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 17.000,00;

• euro 450,00 per il nucleo familiare di tre componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 17.000,00;

• euro 500,00 per il nucleo familiare di quattro componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 20.000,00;

• euro 600,00 per il nucleo familiare di cinque componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 20.000,00;

• euro 1.000,00 per il nucleo familiare di oltre cinque componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 22.000,00.

Per usufruire del bonus occorre dichiarare:

  • di essere residente in Italia e che i componenti del nucleo familiare hanno conseguito nell’anno 2008 esclusivamente i seguenti redditi:
  • lavoro dipendente, assimilati e pensione;
  • fondiari per un ammontare complessivo riferito al nucleo familiare non superiore a 2.500,00 euro;
  • derivanti da attività commerciali e di lavoro autonomo non esercitate abitualmente percepiti dai soggetti a carico del richiedente ovvero dal coniuge non a carico.

Il sostituto d’imposta e l’ente pensionistico erogano, rispettivamente, il bonus:

  • nel mese di febbraio 2009 e marzo 2009 qualora il beneficio sia stato richiesto in dipendenza del numero di componenti del nucleo familiare e del reddito complessivo familiare riferiti al periodo d’imposta 2007;
  • mesi di aprile 2009 e maggio 2009 se riferiti al periodo d’imposta 2008.

I contribuenti che, si accorgono di aver ricevuto somme non spettanti, in tutto o in parte, sono tenuti a restituirle entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi successivo alla erogazione. Per coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, la restituzione del beneficio non spettante, in tutto o in parte, avviene mediante versamento effettuato con il modello F24 entro gli stessi termini.

Il modello va presentato al sostituto di imposta o all’ente pensionistico direttamente dagli interessati o tramite gli intermediari abilitati.

Se si sceglie di presentare il modello all’Agenzia, occorre trasmetterlo telematicamente, direttamente o tramite gli intermediari abilitati.

La Social Card o Carta Acquisti

A cura di Giorgo Di Dio isola di Procida

La Carta Acquisti (o social card) è una normale carta di pagamento elettronico, uguale a quelle che sono già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. Principale differenza è che con la Carta Acquisti le spese, invece che essere addebitate al titolare della Carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato.

La Carta potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard.

A partire questo mese, potrà andare in un qualsiasi ufficio postale con i seguenti documenti :

  • Modulo di richiesta compilato in ogni sua parte;
  • originale e una fotocopia del documento di identità;
  • un’attestazione ISEE in corso di validità, relativa al beneficiario.
  • la dichiarazione di delega debitamente compilata e sottoscritta dal beneficiario delegante (se ha selezionato la casella C nel quadro 1);
  • l’originale e una fotocopia del documento di identità del beneficiario delegante (se ha selezionato la casella C nel quadro 1).

All’Ufficio Postale, dopo una verifica della completezza e conformità della documentazione presentata, nella generalità dei casi la carta acquisti viene consegnata subito.. Se non è possibile consegnarla si può scegliere se passare a ritirarla successivamente nello stesso Ufficio o se farsela recapitare a casa.

La Carta, sarà utilizzabile già dal secondo giorno lavorativo successivo alla consegna. Anche successivamente alla consegna e al primo accredito, il Ministero dell’Economia e delle Finanze continuerà verificherà il possesso e il mantenimento dei requisiti, incrociando i dati rilevati dalle varie pubbliche amministrazioni.

Vediamo quali sono i requisiti per ottenere la ” social card”:

Maggiori di 65 anni-Requisiti


  • essere di età non inferiore a 65 anni;
  • essere cittadino/a italiano/a residente in Italia e regolarmente iscritto all’Anagrafe;
  • essere un soggetto la cui imposta netta ai fini IRPEF risulta pari a zero nell’anno di imposta antecedente al momento della richiesta della Carta Acquisti, oppure nel secondo anno di imposta antecedente al momento della richiesta della Carta Acquisti;
  • avere trattamenti pensionistici o assistenziali che, cumulati ai relativi redditi propri, sono di importo inferiore a 6.000 € all’anno o di importo inferiore a 8.000 € all’anno, se di età pari o superiore a 70 anni;
  • avere un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), in corso di validità, inferiore a 6.000 €;
  • non essere, da solo o insieme al coniuge indicato nel quadro 4:
  1. intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica;
  2. intestatario/i di utenze elettriche non domestiche;
  3. intestatario/i di più di una utenza del gas;
  4. proprietario/i di più di un autoveicolo;
  5. proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo;
  6. proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di categoria catastale C7;
  7. titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a 15.000 €;
  8. non fruire di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni in quanto ricoverato in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena;

Inferiori a tre anni. Requisiti

  • età inferiore a 3 anni;
  • cittadino/a italiano/a residente in Italia e regolarmente iscritto all’Anagrafe;
  • avere un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), in corso di validità, inferiore a 6.000 €;
  • non essere, da solo o insieme all’esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario e all’altro esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario:
    1. intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica;
    2. intestatario/i di più di una utenza elettrica non domestica;
    3. intestatario/i di più di due utenze del gas;
    4. proprietario/i di più di due autoveicoli;
    5. proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo;
    6. proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di categoria catastale C7;
    7. titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a 15.000 €.

GLI ACCONTI DI NOVEMBRE 2008.Breve vadevecum.

A cura di Giorgio Di Dio Isola di Procida

GLI ACCONTI DI NOVEMBRE 2008.


Gli acconti d’imposta si calcolano con riferimento alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, non conoscendo ancora il reddito del periodo d’imposta successivo. E’ consentito ricalcolare gli acconti in funzione di un minor reddito per l’anno in corso.

Il versamento della seconda (o unica) rata degli acconti dovuti per il periodo d’imposta 2008 ai fini Irpef, Ires e Irap va effettuato entro il 1° dicembre 2008 (in quanto il 30 novembre cade di domenica.

Il termine del 1° dicembre interessa anche i soggetti Ires con esercizio coincidente con l’anno solare. Per le società di capitali il cui esercizio non coincide con l’anno solare, il termine per il versamento coincide con l’undicesimo mese dell’esercizio.

Le percentuali dell’acconto 2008 sono il 99% per l’Irpef e l’irap ( delle persone fisiche e società di persone) e il 100 per l’irap dei soggetti Ires.

ACCONTO IRPEF

La base imponibile su cui calcolare l’acconto Irpef 2008 è costituita dall’imposta relativa al periodo d’imposta precedente diminuita delle detrazioni, dei crediti d’imposta, e delle ritenute alla fonte.

Gli acconti Irpef devono essere versati in due rate di cui:

la prima, pari al 40% dell’acconto complessivo (99%), entro il termine previsto per il pagamento a saldo relativo alla dichiarazione presentata per l’esercizio precedente.

la seconda ( quella del 30 novembre slittata nel 2008 al 1° dicembre) è pari al 60% dell’acconto complessivo dovuto (99%).

Per semplificare il,calcolo dell’acconto Irpef occorre:

1) Controllare l’importo indicato al rigo “Differenza” del modello Unico 2008 PF (rigo RN30). Se questo importo:

è superiore a Euro 51,65, ma inferiore o uguale a Euro 257,52, si paga l’acconto in unica soluzione entro l’1.12.2008;

è superiore a Euro 257,52, l’acconto deve essere versato in due rate:

1^ rata: 40% dell’acconto complessivo (pari al 99%), da pagare entro il 16.6.2008 senza maggiorazione, oppure dal 17.6 al 16.7.2008 con la maggiorazione dello 0,40%;

-2^ rata: 60% dell’acconto complessivo (pari al 99%), da pagare entro l’1.12.2008.

ACCONTO IRES:


L’acconto Ires per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2008 (anno 2008 per esercizi solari) è pari al 100% dell’imposta relativa al periodo d’imposta precedente, al netto dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto subite,.

Gli acconti devono essere versati in due rate di cui:

  • la prima, pari al 40% dell’acconto complessivo (100%), entro il termine previsto per il pagamento a saldo relativo alla dichiarazione presentata per l’esercizio precedente. Si paga solo se superiore a Euro 103;
  • la seconda, pari al 60% dell’acconto complessivo (100%), che scade nel mese di novembre dell’anno cui si riferisce l’acconto per i soggetti Ires con esercizio coincidente con l’anno solare, oppure entro l’undicesimo mese dell’esercizio in corso in caso di esercizio non coincidente con l’anno solare. La seconda rata è pari all’acconto complessivo quando non si è obbligati al versamento della prima rata.

Per semplificare il calcolo dell’acconto Irees occorre:

1) Controllare l’importo indicato al rigo RN17 del modello Unico 2008 società di capitale oppure rigo RN28 del modello Unico 2008 enti non comemrciali

Se questo importo:

  • è inferiore o uguale a Euro 21, l’acconto non è dovuto;
  • è superiore a Euro 21, ma inferiore o uguale a Euro 257, è dovuto l’acconto in unica soluzione entro l’1.12.2008, o nell’undicesimo mese dell’esercizio per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nella misura del 100%;
  • è superiore a Euro 257, l’acconto deve essere versato in due rate:

– 1^ rata nella misura del 40% dell’acconto complessivo (pari al 100%), entro il termine di pagamento delle imposte sui redditi a saldo per l’esercizio precedente;

– 2^ rata nella misura del 60% dell’acconto complessivo (pari al 100%), entro l’undicesimo mese dell’esercizio (entro l’1.12.2008 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).

ACCONTO IRAP:


L’acconto Irap delle persone fisiche e delle società di persone, per l’anno 2008, è pari al 99% del rigo “Imposta dovuta” della dichiarazione Irap, mentre per i soggetti Ires l’acconto Irap è pari al 100% del rigo “Imposta dovuta” della stessa dichiarazione.

L’acconto Irap non deve essere versato se l’importo indicato nel rigo “Imposta dovuta” della dichiarazione Irap è inferiore a Euro 51,65, per le persone fisiche e le società di persone, e a Euro 21, per i soggetti Ires (società di capitali, enti commerciali e non commerciali ed equiparati). I righi di riferimento del Quadro IQ del modello Unico 2008 per la determinazione IQ90 (persona fisiche, società di persone ed enti non commerciali, e IQ95(società di capitali).

I codici tributo da indicare nel Mod. F24 sono i seguenti:

– cod. 4034 – Irpef acconto – seconda rata o acconto in unica soluzione;

– cod. 2002 – Ires acconto – seconda rata o acconto in unica soluzione;

– cod. 3813 – Irap acconto – seconda rata o acconto in unica soluzione.

Nel Consiglio dei Ministri di Mercoledì prossimo potrebbe essere stabilita un riduzione della percentuale dell’ acconto di circa 3 punti.