CONTRIBUTI INPS ARTIGIANI E COMMERCIANTI 2013.

 Giorgio di Dio.A cura di Giorgio Di Dio – Isola di Procida-

 

Con circolare n. 24 dell’8 febbraio 2013 l’INPS ha determinato le aliquote e le quote fisse dei contributi per gli artigiani e i commercianti.

 

1. Contribuzione IVS sul minimale di reddito

Per l’anno 2013, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.357,00.

Allo sportello.

Allo sportello.

Pertanto le aliquote per il corrente anno risultano come segue:

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 21,75 % 21,84 %
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 18,75 % 18,84 %

La riduzione contributiva al 18,75 % (artigiani) e al 18,84 % (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni.

Di conseguenza il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 3.347,59 (3.340,15 IVS + 7,44 maternità) 3.361,41 (3.353,97 IVS + 7,44 maternità)
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 2.886,88 (2.879,44 IVS + 7,44 maternità) 2.900,70 (2.893,26 IVS + 7,44 maternità)

Per i periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul “minimale” rapportato a mese risulta pari a:

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 278,97 (278,35 IVS + 0,62 maternità) 280,12 (279,50 IVS + 0,62 maternità)
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 240,57 (239,95 IVS +0,62 maternità) 241,72 (241,10 IVS +0,62 maternità)

 

2 – Contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimale

Contributi artigiani e commercianti.

Contributi artigiani e commercianti.

Il contributo per l’anno 2013 è dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa (circolare n. 102 del 12 gennaio 2003) prodotti nel 2012. Per  la quota eccedente il predetto minimale di € 15.357,00 annui

le aliquote contributive, pertanto, risultano determinate come segue:

Scaglione di reddito Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni fino a 45.530,00 21,75 % 21,84 %
Da    45.530,01 22,75 % 22,84 %
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni fino a 45.530,00 18,75 % 18,84 %
da 45.530,01 19,75 % 19,84 %

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Locandine stampabili.

In fondo  la versione stampabile delle locandine da poter affiggere fuori ai propri negozi  e la lettera accompagnatoria che potrà essere portata presso l’ufficio Protocollo del Comune di Procida a partire dalle ore 08:30 in doppia copia.

Il prossimo appuntamento per commercianti ed imprenditori  è per giovedì 31 gennaio presso il ristorante “Il Mimante” alle ore 14:30.

La nostra protesta con qualche variante ( la lettera che verrà consegnata è un’ adesione alla manifestazione ed è meramente eventuale e facoltativa la consegna dei certificati elettorali) inoltre viene anche segnalata sul sito di Confcommercio Napoli. (www.confcommercio.na.it ).

programma manifestazione di napoli

 

locandina-movxprocida_1 versione web

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Porfirio, Avvocato Lubrano Lavadera.

Porfirio Lubrano Lavadera, avvocato.“…formazione di coscienze sociali, secondo le attitudini di ciascuno, sempre , chiaramente nella logica d’impresa, cercando di creare sinergie e correlazioni, tra  professionisti, associazione di categoria ed  associati”, con queste parole esordisce Porfirio, nostro nuovo collaboratore a servizio degli associati.

Porfirio Lubrano Lavadera, avvocato da oltre 20 anni, oltre ad essere  molto conosciuto sull’isola, è persona radicata nel tessuto sociale, professionale e civile dell’isola. Da ieri è iniziata la sua collaborazione con l’Ascom Confcommercio di Procida,  per dare vita insieme ad altri professionisti ad un progetto di associazione che vada oltre la semplice difesa, a volte troppo corporativa, ma che possa stimolare, sostenere, affiancare  le imprese sia nelle fasi iniziali, sia nelle strategie di medio e lungo periodo. Oltre alla sua esperienza lavorativa ( specializzato in materia  amministrativa e civilistica, legale del Comune in materia edilizia, in passato del Regno di Nettuno, docente di diritto presso l’Istituto nautico, in alcuni periodi, ed altro ancora) con particolare riguardo alla disciplina dei contratti ( leasing, locazione, mutuo, , bancari, assicurativi, trasporto, societari ed altri ancora) abbiamo sottolineatola necessità di procedere ad una attività più  di “prevenzione” che di “cura”.  Continua a leggere

L’azienda non ha il personale? La fattura del servizio è falsa

Fonte:http://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com,



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Devono considerarsi false le fatture emesse da una società che non ha il personale né i mezzi per realizzare il servizio fatturato.

Lo stop agli strani giri contabili fra imprese arriva dalla Cassazione che, con la sentenza n. 27574 del 20 novembre 2008, ha accolto il ricorso del fisco chiarendo che, come aveva sostenuto l’’Agenzia, ” non è indifferente l’’identificazione del soggetto che effettivamente abbia fornito la prestazione”.

Da Cassazione.net la notizia qui

Illegittimità del preavviso del fermo amministrativo – sentenza della CTP di Reggio Emilia n.399 del 21/05/2007

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

COS’E’ IL FERMO AMMINISTRATIVO

Il Concessionario della riscossione, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento e senza che il contribuente o l’eventuale coobbligato abbiano provveduto al pagamento delle somme ingiunte può disporre il divieto di circolazione di un veicolo iscritto al pubblico registro automobilistico mediante un atto che, a cura dello stesso concessionario, deve essere iscritto nei predetti registri mobiliari.

PROCEDIMENTO

Il concessionario informa il contribuente della possibilità di procedere al fermo amministrativo già con la notifica della cartella esattoriale. Trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella il concessionario invia al debitore un avviso ad adempiere entro 20 giorni. Trascorsi infruttuosamente 20 giorni il concessionario procedere al fermo degli autoveicoli di proprietà del debitore e dei suoi coobbligati.

ISCRIZIONE NEI REGISTRI MOBILIARI

Il fermo si esegue mediante iscrizione de provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari a cura del concessionario. L’iscrizione, come detto, avviene dopo 20 giorni dalla notifica del preavviso di iscrizione che assumerà il valore di comunicazione di iscrizione di fermo.

EFFETTI DEL FERMO:

  • il veicolo sottoposto a fermo non può circolare
  • il veicolo sottoposto a Fermo e trovato a circolare è soggetto alle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada (ad. 214 de D.Lgs 285/92), il cui importo varia da un minimo di 656,25 Euro ad un massimo di 2.628,15 Euro, oltre al sequestro immediato ed a successivo deposito in apposito luogo di custodia.
  • il provvedimento di Fermo comporta l’inopponibilità al Concessionario di successivi atti dispositivi del bene; ciò significa che, se non è pagato il debito che ha dato origine alla procedura, il Concessionario può sottoporre a pignoramento il bene fermato e venderlo all’asta, anche se nel frattempo l’auto è passata in proprietà ad un terzo a seguito di vendita
  • le Compagnie di Assicurazione, in caso di sinistro accaduto in violazione del provvedimento di fermo, a norma delle condizioni contrattuali, possono far valere il diritto di rivalsa sull’Assicurato.

CONTRO IL FERMO AMMINISTRATIVO

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La Corte di Cassazione considera “estorsione” il lavoro nero sotto ricatto

Fonte: Pasquale Orlando

Può costare caro agli imprenditori – una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione, per estorsione – tenere i dipendenti ‘in nero’ (senza contratto di lavoro, con salari bassissimi e nessun diritto) con la costante minaccia, in caso di ‘alzate di testa’, di sbatterli fuori e di rimpiazzarli col primo disoccupato che passa. La Cassazione ha infatti confermato a carico di tre datori di lavoro sardi di Nuoro il verdetto con il quale la Corte di Appello di Cagliari (contrariamente ai giudici di primo grado che li avevano assolti) li ha giudicati colpevoli di estorsione infliggendo proprio tre anni e mezzo di carcere ciascuno.

Nelle due società dei tre imprenditori, le dipendenti – tutte donne – erano costrette ad “accettare trattamenti retributivi deteriori non corrispondenti alle prestazioni effettuate“, subivano “condizioni di lavoro contrarie alla legge e ai contratti“, non godevano di ferie, lo straordinario non veniva pagato, niente assistenza assicurativa. Nel migliore dei casi alle lavoratrici veniva corrisposta la paga prevista dai contratti di formazione lavoro, sebbene lavorassero per molte più ore. Il tutto in un clima nel quale i datori “ponevano le dipendenti in una situazione di condizionamento morale, in cui ribellarsi alle condizioni vessatorie equivaleva a perdere il posto per via di una situazione in cui la domanda di lavoro superava di gran lunga l’ offerta“.

Ad avviso della Suprema Corte – sentenza 36642 della Seconda sezione penale – in questa situazione si configura il reato di estorsione, protrattasi per oltre dieci anni. Nessun successo ha, infatti, avuto la linea difensiva degli imputati – Andreina L., Gaetano e Maurizio L., tutti poco più che cinquantenni – che hanno provato a schivare la condanna al carcere chiedendo di ricevere solo le sanzioni previste per chi tiene dipendenti non in regola. Quello che abbiamo fatto – hanno detto a Piazza Cavor – “costituisce espressione del non eccezionale fenomeno del lavoro nero, ma non integrerebbe gli estremi dell’estorsione perché le lavoratrici avevano accettato quelle condizioni senza ricorso ad alcuna violenza“. Ma per la Cassazione “l’accettazione di quelle condizioni non fu libera perché condizionata dall’assenza di altre possibilità di lavoro“.