SANGALLI: “UN PATTO PER DARE PIÙ FIDUCIA AL PAESE”

Il presidente di Confcommercio ha aperto i lavori della decima edizione del Forum di Cernobbio proponendo “un patto tra Governo, istituzioni e forze sociali per dare più fiducia al Paese, alle famiglie e alle imprese”.

Un “patto” tra Governo, istituzioni e forze sociali per dare più fiducia al Paese, alle famiglie e alle imprese. E’ la proposta lanciata a Cernobbio dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella conferenza stampa che ha aperto ufficialmente la decima edizione del Forum “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000”, organizzata da Confcommercio in collaborazione con Ambrosetti ed Intesa Sanpaolo fino a domenica 15 marzo. L’obiettivo non è quello di “scassare i conti pubblici“, quanto piuttosto di far sì che “il Pil del nostro Paese cresca, nel prossimo biennio, sensibilmente di più di quanto ad oggi è realistico attendersi. Sostenendo, in questo modo, sia la tenuta dei conti pubblici, sia la tenuta dell’occupazione”. Per Sangalli, insomma, è tempo di “un supplemento di responsabilità condivisa da parte di tutti. In Europa, “con una maggiore consapevolezza politica della portata della crisi. E, dunque, non esitando tanto a procedere ad ulteriori riduzioni del costo del denaro, quanto ad un’esplicita rilettura ed attualizzazione del Patto di stabilità e di crescita”. In Italia, “tra le istituzioni ed i diversi livelli di governo, tra maggioranza ed opposizione, tra le forze sociali. Perché, proprio nel tempo della crisi, occorre tenacemente portare avanti tutto il cantiere delle riforme strutturali necessarie per risolvere i nodi dell’agenda italiana della competitività difficile e della produttività stagnante o declinante”. A partire dalla  “madre di tutte le riforme, quella della struttura della spesa pubblica“, condizione essenziale per “una realistica riduzione di pressione fiscale, che avanzi in parallelo al contrasto ed al recupero di evasione ed elusione”.

Il presidente di Confcommercio ha poi affrontato la questione del credito, definita “una vera e propria emergenza”. Per contrastare la stretta creditizia, che pesa soprattutto sulle pmi, “sarà importante l’attuazione delle misure individuate per il rafforzamento patrimoniale delle banche, e la vigilanza sugli impegni a favore delle famiglie e delle pmi. Ma occorre anche rafforzare il ruolo degli strumenti di garanzia con più risorse e con l’attivazione della garanzia di ultima istanza dello Stato.

Insieme, vanno sbloccati i ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei loro fornitori. Crediti che, nel complesso, valgono qualcosa come 2,5 punti di Pil”. A questo scopo un ruolo importante potrebbe essere svolto dal nuovo Fondo per l’economia reale e per le pmi istituito presso la Presidenza del Consiglio, una quota del quale – è la proposta di Sangalli – potrebbe essere destinata “ai processi di ristrutturazione e modernizzazione di quell’economia dei servizi di mercato, che ha fin qui recato un contributo alla formazione del Pil e dell’occupazione ben superiore al 40%. Sostenere l’innovazione dei servizi ne consentirebbe, infatti, importanti miglioramenti di produttività e, in questo modo, un ancora più importante loro concorso al superamento della crisi e al ritorno alla crescita”.

Le pmi – ha concluso il presidente di Confcommercio – sono la più grande risorsa del Paese sulla quale far leva, proprio nell’anno della grande crisi, per contrastare la recessione e per tornare a crescere. Queste imprese non chiedono politiche da riserva indiana, ma di essere messe in condizioni di competere e di crescere. Queste imprese ed i loro lavoratori sono l’Italia produttiva che, di fronte alla crisi, non pensa certo di tirare i remi in barca. Anzi, è l’Italia produttiva che vorrebbe davvero far della crisi un’occasione. L’occasione per costruire un Paese più ambizioso e più giusto”.

Rifiuti, Pace a Berlusconi: subito lo stato di calamità; le iniziative di Ascom Procida

All’indomani dell’insediamento del Governo l’Ascom di Napoli lancia un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi affinchè vada subito incontro alle esigenze dei commercianti napoletani, oggi più che mai sull’orlo della crisi economica.

Chiediamo – ha dichiarato infatti il presidente provinciale Antonio Pace – che lo Stato ci riconosca nel più breve tempo possibile lo stato di calamità, perché già la prossima scadenza fiscale sarà estremamente dura da affrontare per tutti gli operatori del commercio della città. Molti infatti non saranno in condizione di pagare le imposte e vorremmo tutti sapere di chi è la colpa. Nel corso della campagna elettorale Berlusconi ha dichiarato più volte che la situazione di Napoli sarebbe stata una delle sue priorità, ci auguriamo quindi che intenda mantenere le promesse che del resto ha ribadito anche negli ultimi giorni. Non è possibile che ad otto mesi dall’inizio delle trattative per il sito di Acerra nessuno sappia ancora nulla del bando o degli altri dettagli, né tanto meno che il Comune deleghi ad altri le proprie competenze senza poi assumersi di rimando altre responsabilità. Questo stato di cose è inaccettabile, fin qui ci siamo astenuti dall’intraprendere iniziative di protesta per un senso di responsabilità e di correttezza che purtroppo non è stato corrisposto dalle istituzioni. I commercianti napoletani e della provincia di Napoli sono ormai esausti e pronti a dire la loro, tramite i propri referenti o tramite manifestazioni atte a dimostrare il disagio generale della categoria”.

Sempre in tema di emergenza rifiuti, il presidente del centro commerciale aderente all’Ascom del Vomero e Arenella Enzo Perrotta ha chiesto di spostare la scadenza per il pagamento della tassa sui rifiuti decidendo anche la diminuzione dell’importo. In caso contrario saranno presentati ricorsi per il rimborsoche la commissione tributaria ha accettato per altri cittadini“.

E’ la richiesta di Enzo Perrotta, presidente del centro commerciale Vomero Arenella di Napoli, che annuncia “lo sciopero del pagamento della Tarsu iniqua” come possibile forma di protesta.
Il commercio napoletano – sostiene – sta attraversando una crisi di consumi senza precedenti aggravata dai danni indotti dalla crisi dei rifiuti“.

Anche l’Ascom Procida sta valutando alcune possibili iniziative per il nostro territorio, che oltre a risentire della vicenda napoletana e campana, ha anche problemi suoi particolari, dovuti ad una scellerata gestione della società di raccolta dei rifiuti che perdura da troppo tempo ormai.

Sono allo studio da una parte possibili ricorsi giurisdizionali collettivi ed individuali di risarcimento danni (è aperto uno sportello legale ad hoc presso l’Ascom di Napoli), dall’altra richieste di interventi straordinari a tutte le istituzioni locali per iniziative di promozione e di rilancio del turismo e del commercio ed ancora in quest’ottica si colloca anche la proposta della Camera di Commercio di Napoli che attraverso la Confcommercio del capoluogo partenopeo prima e poi l’Ascom Procida, hanno avviato un confronto con il Comune di Procida e la sua popolazione per una soluzione strutturale dello smaltimento dei rifiuti, l’ormai famoso dissociatore molecolare.

Al di là di quella che possa essere la scelta che l’isola intende fare, dissociatore o rilancio e sviluppo di una fortissima differenziata, emerge con nettezza la necessità che ormai ogni comunità debba responsabilizzarsi sulla questione dei rifiuti, che non sia più possibile scaricare per intero la responsabilità su altre comunità, su altre popolazioni.

E’ ormai chiaro il principio che deve governare i nostri comportamenti individuali e collettivi su questo tema : chi produce rifiuti inquina e pertanto deve provvedere anche al loro smaltimento.

Il nostro impegno quotidiano, non solo da oggi, ma dall’inizio del mandato di Eugenio Michelino, è sempre stato continuo e costruttivo, perchè volto alla ricerca di soluzioni che siano strutturali, compatibili con il nostro territorio, adeguate e proporzionate alle nostre possibilità , come testimoniano anche i verbali delle riunioni della commissione comunale sui rifiuti che tra alti e bassi ha comunque lavorato nei mesi passati, fino all’ennesima emergenza di quest’ultimo periodo.

Il prossimo martedì, nell’assemblea convocata presso la stazione marittima, si parlerà anche di questi temi, nella speranza e nella convinzione che anche gli operatori commerciali facciano proprio il principio fondamentale per cui la prima vera rivoluzione è quella che deve avvenire nelle nostre coscienze, solo dal nostro impegno quotidiano, nella vita di ogni giorno, nel nostro lavoro, nelle scelte professionali e non, occorrono intenzioni ed azioni volte a produrre meno rifiuti possibili, e la dove siamo inevitabili dobbiamo preoccuparci del loro smaltimento.

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Apertura domenicale, missione impossibile?

Fonte: Confcommercio

L’Ascom di Varese attraverso un proprio sondaggio interno avrebbe individuato nella prima domenica del mese come il giorno festivo più idoneo per le aperture , nell’ambito di un processo di sperimentazione dei nuovi orari di apertura che riguarderebbe i negozi di vicinato.

Crediamo anche noi che attraverso il processo di trasformazione in atto del commercio isolano soluzioni di questo tipo, possano e debbano essere sperimentate con coraggio e spirito di iniziativa, non soltanto per intercettare i turisti, ma anche e sopratutto i tanti clienti procidani che magari vedrebbero queste domeniche in maniera positiva, avendo così l’opportunità di acquisti fatti in piena tranquillità, senza assilli di orari impossibili e magari riuscendo a godere di una delle tante iniziative commerciali, musicali, gastronomiche, di svago e altro ancora che gli stessi esercizi commerciali realizzerebbero in queste domeniche.

Cogliamo pertanto l’occasione per invitarvi a farci sapere la vostra opinione in merito.
ecco la notizia sul sito di confcommercio nazionale:

La maggioranza dei commercianti varesini ha individuato la prima domenica del mese come il giorno più idoneo per l’apertura festiva dei negozi. Lo dice un sondaggio realizzato dall’Ascom per raccogliere le indicazioni della categoria a seguito dell’ordinanza comunale che disciplina il piano orari. Di fatto, dal mese di aprile fino al 27 maggio, è consentita l’apertura generalizzata tutte le domeniche. Per i negozi del centro storico e per tutti quelli con superficie di vendita inferiore a 250 metri quadrati, tale opportunità rimarrà anche per i mesi successivi in base alla nuova normativa regionale che entrerà in vigore dal 28 maggio. Diversa sorte potrebbe essere riservata alla media e grande distribuzione.

Partendo dal presupposto che la grande distribuzione tenderà ad aprire i punti vendita in tutte le giornate consentite, a differenza del negoziante tradizionale, che nella maggioranza dei casi sarà disposto a sacrificarsi con minore frequenza, si è posto il problema di valutare la scelta commerciale più opportuna, attraverso un sondaggio sottoposto ai soci“, ha spiegato il presidente di Ascom Varese, Giorgio Angelucci.

Dalle risposte è emersa in larga parte la disponibilità ad aprire una sola domenica al mese e, preferibilmente, la prima, come da tradizione.

Rifiuti, prime iniziative dell’Ascom Confcommercio

Lento, faticoso, oneroso e non ultimo con gravi conseguenze per la salute pubblica è il percorso per il recupero della normalità in Campania, per quanto riguarda la crisi dei rifiuti. Ragion per cui sia la Confcommercio Nazionale, per mano del suo Vicepresidente Maurizio Maddaloni che il Presidente di Federalberghi Napoli hanno chiesto alle Istituzioni nazionali e agli Enti locali rispettivamente lo stato di calamità nazionale e il risarcimento dei danni subiti a causa dell’enorme perdita di afflusso turistico a Napoli e nell’intera Campania, ma sopratutto un’impegno straordinario oltre che per superare l’emergenza anche per rilanciare nel più breve tempo possibilie l’immagine della Regione.

Da parte sua anche l’Ascom Procida sta valutando la possibilità di agire per la tutela dei propri associati danneggiati due volte, sia per la situazione generale, sia per quella particolare che riguarda l’isola di Procida e il suo inadeguato ed inefficiente sistema di raccolta dei rifiuti che ci ha visto già operare una serrata nello scorso autunno.

Prevale comunque, in questo momento così drammatico l’esigenza di un profondo recupero del senso di Comunità, per cui l’Ascom Procida si è attivata presso il Comune attraverso una serie di proposte fatte nella commissione dedicata alla gestione dei rifiuti, volte ad una razionalizzazione e migliore impiego delle risorse degli utenti che pagano regolarmente, come per esempio l’affidamento ad una società di recupero crediti delle situazioni di morosità, l’imposizione di un minimo di “tassa rifiuti” anche per i proprietari non residenti delle imbarcazioni che superino una certa misura, come avviene in altri porti turistici d’Italia ed ha appogiato la proposta del vicesindaco Luigi Muro sulla destinazione dei cosiddetti rifiuti “verdi“, foglie, arbusti, rami e similari nell’ex discarica alla punta di Solchiaro, che opportunamente sistemati e trattati, consentirebbero un notevole risparmio, ed ancora il rilancio presso gli operatori commerciali della raccolta differenziata del cartone in particolare, per il quale tra l’altro ogni commerciante già paga il “Contributo CONAI“, su ogni fattura.

Soprattutto

sottolinea il Presidente Michelino

in una situazione così difficile e caotica, il nostro impegno è rivolto alla ricerca di soluzioni strutturali, sia nel nostro Comune , che nella Regione, allo stimolo per comportamenti virtuosi, al richiamo verso tutti, operatori, Istituzioni, cittadini a recuperare il senso della dignità personale e collettiva, dell’impegno continuo, e del senso di COMUNITA’ , per cui ognuno non si domandi più soltanto cosa deve fare lo Stato per me, ma cosa posso fare io per la COMUNITA’.

A questo si aggiunge inoltre anche la presa di posizione del Presidente dell’Ascom Napoli Antonio Pace, che in un intervista all’emittente televisiva TeleVomero insieme ad Eugenio Michelino, ha ribadito la massima solidarietà e impegno di tutta l’Associazione per i commercianti di Pianura e Quarto così pesantemente dannegiati in questo momento, mettendo a loro disposizione un’ assistenza legale già pronta ad agire per i danni derivanti da “calamità causata” e da parte sua Michelino ha espresso anche la solidarietà dell’Ascom Procida e il sostegno per le iniziative che vengano prese in questo frangente così delicato.

Qui di seguito riportiamo gli articoli tratti dal sito di Confcommercio sulle iniziativi prese.

L’emergenza rifiuti ha prodotto un danno agli albergatori in Campania stimato in circa 15 milioni di euro. E’ la cifra quantificata dalla Federalberghi che ha fatto notificare un ricorso, con risarcimento danni, “per le grosse perdite subite nel 2007” alla Regione Campania, alla Provincia e al Comune di Napoli, al Commissario straordinario di Governo e all’Asia. “Si è annullato in un anno quanto di positivo era stato creato intorno all’immagine turistica della nostra città – ha spiegato il presidente di Federalberghi Napoli, Pasquale Gentilee ricostruire il tutto adesso non sarà facile. Mi auguro innanzitutto che in pochi giorni il governo e le istituzioni locali adottino, senza ulteriori indugi, le soluzioni definitive per uscire dall’emergenza per poi con risorse idonee e straordinarie consentire alle imprese alberghiere di Napoli di ritornare ad una gestione ordinaria e serena“.

Confcommercio chiede lo stato di calamità per le pmi turistiche della regione

Stato di calamità per le imprese turistiche campane e fiscalizzazione degli oneri sociali per il 2008 per affrontare le conseguenze dell’emergenza rifiuti anche in vista dei prossimi appuntamenti con le borse internazionali del turismo in calendario nei primi mesi dell’anno“: questa la richiesta fatta al Governo dal vicepresidente di Confcommercio con delega al Mezzogiorno, Maurizio Maddaloni, di concerto con la Fiavet (Federazione degli agenti di viaggio) e adottata nel corso del Consiglio nazionale convocato a Roma in via d’urgenza.

Ad oggi – ha affermato Maddalonile cancellazioni negli alberghi sono quasi la totalità per il mese di gennaio e sono a rischio alcune migliaia di posti di lavoro nelle imprese turistiche. Da parte nostra siamo pronti a garantire la presenza degli operatori turistici campani in tutte le prossime Borse del turismo, a partire da metà gennaio a Vienna, fino a marzo a Berlino, passando per la Bit di Milano a febbraio, ma temiamo un clamoroso, quanto umiliante tracollo della nostra offerta anche perché non sono certi i tempi di soluzione della crisi. Inoltre il danno di immagine è talmente elevato che solo una massiccia campagna promozionale potrà riavviare un recupero di credibilità turistica per la Campania“. A questo proposito, Confcommercio sta già studiando un piano per rilanciare l’immagine internazionale della Campania e dell’intero Paese attraverso il coinvolgimento dei più grandi tour operator e della stampa mondiali.

Il rischio – ha concluso il vicepresidente di Confcommercio – è che i nostri piani restino nel cassetto se i responsabili del disastro ambientale non forniranno, nell’immediato, le più ampie garanzie di ripristino delle condizioni di normalità, avviando una seria e responsabile politica di programmazione per il ciclo dei rifiuti in Campania“.

Saldi invernali 2008 ai blocchi di partenza

Fonte: Confcommercio

E’ tutto pronto per i saldi invernali 2008: è ancora Napoli la prima città ad aprire, il 2 gennaio, “la caccia” allo sconto, seguita a ruota da Roma, Milano e Palermo che daranno il via agli acquisti scontati il 5 gennaio; Catanzaro e Campobasso, le ultime a partire, dovranno attendere invece il 15 del mese. Ogni famiglia spenderà poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 6,5 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2008 (quasi 2 miliardi di euro in più dell’anno scorso) con un’incidenza del 18% sul fatturato del settore.

Per i saldi invernali 2008 le aspettative degli operatori del settore – dichiara Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia, l’Associazione nazionale di categoria aderente a Confcommercio – si prevedono moderatamente soddisfacenti, tenuto conto che potrà esserci un recupero di spesa per i prodotti di abbigliamento a fronte di un andamento delle vendite natalizie in generale scarso e concentrato, come in passato, su pezzi piccoli di basso prezzo, pelletteria compresa. Gli sconti potranno essere anche maggiori rispetto all’anno scorso partendo già da un 40%“.

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base.

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso.

Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

SALDI INVERNALI 2008  
Valore dei saldi invernali (miliardi di euro) 6,4
Incidenza % dei saldi invernali sul fatturato totale dell’anno 17,6
Numero delle famiglie italiane 23.907.410
Numero delle famiglie che acquistano prodotti a saldo 11.953.705
Acquisto medio di prodotti a saldo per famiglia (euro) 533
Numero medio componenti di una famiglia 2,5
Acquisto medio di prodotti a saldo per persona 213

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

Contributi INPS artigiani e commercianti: sanzione anche sulle quote associative

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

L’INPS nel recupero dei mancati versamenti dei contributi artigiani e commercianti applica la sanzione pari al 100% del valore nominale del debito, più gli interessi annui pari all’8 per cento. La sanzione applicata dall’ inps è prevista dell’articolo 116 commi 8 e seguenti, della legge n. 388 del 23 dicembre 2000 (prima la sanzione era fino al 200 per cento).

I bollettini INPS, per quei commercianti o artigiani iscritti a organizzazioni di categoria (Confcommercio, Confartigianato ecc.) comprendono anche la quote associative che l’INPS riscuote per conto dei predetti enti.

Ai fini contabili le quote associative devono essere separate dai contributi perché questi riguardano la sfera personale dell’imprenditore e in sede di dichiarazione dei redditi, vano esposti nel Quadro RP di Unico PF, quali oneri deducibili dal reddito complessivo, mentre la quota associativa, essendo un costo aziendale, va detratta dal reddito d’impresa.

Nel caso di società di persone, i soci che pagano il bollettino che comprendono sia contributi che quote associative, devono chiedere alla società il rimborso di quanto pagato a titolo di quota associativa e farsi rilasciare una quietanza che, per la società, diventa un documento valido per la detrazione dl costo.

E’ sorto da più parti il problema dell’omesso o ritardato pagamento della sola quota associativa. E’ il caso di qualcuno che, per vari motivi, ha versato solo i contributi, omettendo l’importo della quota.

Che succede ai fini sanzionatori?

Il call center dell’INPS ha risposto che le quote associative sono assimilate in tutto e per tutto ai contributi e seguono lo stesso trattamento in caso di omissione o ritardo. Non ci sono sconti, quindi, sulle quote associative che vengono esposte, al pari dei contributi, a pesanti sanzioni. L’unico modo di non versarle è quello di fare la disdetta e comunicarla anche all’INPS.