Bando INAIL per la sicurezza sul lavoro, da oggi e fino al 14 marzo le domande online

Il bando ha l’obiettivo d’incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

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Quesito: Iscrizione all’inps dei soci s.r.l.

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

QUESITO

I soci di un s.r.l. devono pagare i contributi per un’attività commerciale? Sono in procinto di costituire una società e il commercialista ci ha vivamente consigliato una s.r.l. per molti motivi e uno di questi è proprio l’esclusione del pagamento dei contributi….
Grazie
Giovanni Messi

RISPOSTA

La normativa generale per l’iscrivibilità dei soci di società commerciali all’inps prevede le seguenti fattispecie:

Società di persone.

Società in accomandita semplice

I soci accomandatari della società in accomandita semplice, possono essere iscrivibili come commercianti, purché svolgano i compiti di amministrazione stabiliti dalla legge e dallo statuto sociale.

I soci accomandanti possono essere iscrivibili come coadiutori familiari o, in mancanza, come lavoratori dipendenti.

Società in nome collettivo

I soci di una società in nome collettivo (Snc) che lavorino, appunto, con carattere di abitualità e prevalenza, vengono iscritti nella gestione commercianti.

Società di capitale.

Società a responsabilità limitata (srl).

Per le società a responsabilità limitatala la legge 662 del 23 dicembre 1996 non ha previsto quale requisito per l’iscrizione dei soci all’inps la piena responsabilità, per cui vige l’obbligo di iscrizione alla gestione dei commercianti dei soci di srl, in presenza degli altri requisiti tra i quali la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Diverso problema è quando il socio è anche amministratore. In questo caso secondo l’ inps scatta la duplice contribuzione, una per la gestione previdenziale dei lavoratori autonomi (commercianti o artigiani) e l’altra alla gestione separata come amministratore. Secondo le disposizioni dell’ inps, il socio lavoratore di società a responsabilità limitata anche amministratore, è obbligato alla duplice assicurazione alla gestione commercianti, in presenza dei relativi requisiti tra i quali la partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza e il contributo previdenziale del 16% previsto dall’articolo 2 della legge 335/95 se percepisce anche come amministratore redditi di lavoro autonomo. L’ inps, peraltro non ritiene che sia illegittima la contemporanea iscrizione di un medesimo soggetto alla gestione degli esercenti attività commerciali e alla gestione separata istituita dalla legge 335/95 in quanto l’iscrizione alla gestione separata può coesistere con l’iscrizione ad altre gestioni sia dei lavoratori dipendenti che dei lavoratori autonomi perché la legge 335/95 non subordina l’iscrizione alla gestione separata al requisito della prevalenza dell’attività di collaborazione rispetto ad altre attività. Al contrario, però, se l’attività di collaboratore (in questo caso di amministratore) fosse prevalente non ci sarebbe l’obbligo per il socio srl di essere iscritti anche nella gestione commercianti.

Nel caso del quesito, quindi, costituendo la srl, i soci non lavoratori non avrebbero obblighi di iscrizione alla gestione commercianti, mentre l’avrebbero i soci lavoratori. Per quanto riguarda, poi, l’amministratore o gli amministratori, ci sarebbe il problema la duplice iscrizione alla gestione commercianti e alla gestione separata.

Quesito: INPS e prestazioni occasionali

a cura di Giorgio Di Dio – isola di procida

QUESITO

Salve, sono un’insegnante di ruolo nello Stato e faccio saltuariamente delle traduzioni, da cui mi deducono la R.A. del 20% e che denuncio nell’UNICO tra gli altri redditi. Devo pagare anche contributi INPS???

Orietta

RISPOSTA

Le prestazioni di traduzione di cui al quesito sono prestazioni episodiche e saltuarie svolte da un soggetto che abitualmente non svolge altra attività di lavoro autonomo.

Questo tipo di attività può essere inquadrata tra le prestazioni occasionali di lavoro autonomo svolte senza coordinamento con il committente. Fiscalmente i proventi di attività occasionali di lavoro autonomo rientrano tra i redditi «diversi» di cui all’articolo 67, lettera l) del Tuir svolti senza abitualità e senza continuità.

Per determinare l’imponibile fiscale di tali redditi bisogna fare riferimento all’art. 70 del TUIR (I redditi di cui alle lett. h), i) e l) del comma 1 dell’art. 67 sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione).

Il reddito di lavoro autonomo occasionale è soggetto a una ritenuta d’acconto del 20% e deve essere dichiarato nel quadro RL del modello Unico. Il quesito riguarda il pagamento di eventuali contributi INPS su tali compensi.

Il Dl 269/2003 ha stabilito che dal 1° gennaio 2004 i compensi per prestazioni occasionali sono assoggettati al contributo Inps se l’importo annuo è superiore a 5.000 euro. Quindi fino a 5.000 euro non si versa alcun contributo mentre se si supera questa fascia, i contributi sono dovuti soltanto sulla quota di reddito eccedente. La cosa è molto semplice se si ha un solo rapporto di collaborazione, ma si complica se i rapporti sono più di uno.
In questo caso il lavoratore autonomo (la traduttrice del quesito) è obbligato a comunicare a ogni committenti all’inizio del rapporto e anche successivamente, il superamento o meno del limite in argomento.

Se nel corso di una anno solare si superano i 5.000,00 euro il lavoratore autonomo si deve iscrivere alla Gestione separata di cui alla legge n. 335/1995 e ogni committente deve versare i contributi sugli ulteriori emolumenti corrisposti con le modalità e i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi.

I contributi sono per 1/3 a carico del lavoratore e per due terzi a carico del committente. Devono essere versati entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento, utilizzando il modello F24. La lettrice, quindi, deve preoccuparsi dell’eventuale versamento dell’INPS solo dal momento in cui la somma dei compensi percepito dai vari committenti supera i 5.000,00 euro.

Finanziaria 2008: cinque anni senza imposte per chi apre una piccola impresa in un’area “degradata”

Fonte: FiscoOggi

Manovra finanziaria 2008

Fisco leggero nelle “zone franche urbane”

Cinque anni senza imposte sui redditi, Irap, Ici e contributi per le piccole imprese che saranno avviate nelle aree degradate

Esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’Ici e dal versamento dei contributi da lavoro dipendente per i primi 5 anni. Sono solo alcune delle agevolazioni che la Finanziaria 2008 riserva alle piccole e microimprese che avvieranno una nuova attività in una “zona franca urbana” (zfu) nel periodo compreso tra il 10 gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012.
Il provvedimento, contenuto nell’articolo 71 del Ddl, mira a contrastare i fenomeni di esclusione sociale in circoscrizioni o quartieri caratterizzati da degrado e potrà attingere a un fondo di complessivi cento milioni di euro per il 2008 e il 2009.
Le zfu saranno individuate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) su proposta del ministro dello Sviluppo economico, applicando parametri socio-economici utili per evidenziare i fenomeni di degrado. Ciascuna di esse potrà contare al massimo 30mila abitanti.

Esenzione dalle imposte sui redditi

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