Quesiti su assegni familiari, detrazioni fiscali e pensione di reversibilità

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

Rispondiamo ai due ultimi quesiti pervenuti sul sito.

QUESITO n° 1

Io e mia moglie stiamo avviando le procedure legali di una separazione consensuale. Abbiamo 2 figli di cui uno maggiorenne,che preferirebbero vivere con la madre. Mi ha chiesto, tramite il suo legale un assegno mensile di 1500 euro. Essendo il solo responsabile del fallimento matrimoniale, ritengo giusto assumermi la responsabilità dell’accaduto.
Vorrei sapere se da dipendente posso detrarre fiscalmente l’assegno e se la mia ex moglie godrà della reversibilità pensionistica in caso di mio decesso.

Gianmario Madera

RISPOSTA

1^ DOMANDA: Ai sensi dell’articolo 10, lettera c) del Tuir sono deducibili dal reddito gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Quindi bisognerà che la sentenza di separazione stabilisca qual è la quota di assegno corrisposta per il coniuge e quale quella dei figli.

2^ DOMANDA: In caso di separazione consensuale il coniuge superstite ha sempre diritto alla pensione di reversibilità. Se la separazione, invece, è con addebito il coniuge superstite può avere la pensione di reversibilità solo se era già titolare dell’assegno alimentare (Corte costituzionale: la sentenza 286/87). A diversa conclusione giunge la Cassazione sezione lavoro(sentenza 15516/2003) che ritiene che anche il coniuge separato per colpa ha alla pensione di reversibilità anche se non percepisce l’assegno alimentare. L’Inps, generalmente respinge le domande di pensione presentate da coniugi non titolari di un precedente assegno alimentare. Se, poi, la separazione legale si trasforma in divorzio, al coniuge superstite spetta la reversibilità solo se prima godeva dell’assegno divorzile stabilito dal tribunale.

QUESITO n° 2

Salve, vi volevo porre questo quesito: per una famiglia di 3 componenti, si possono avere accreditati sulla busta paga solo gli assegni familiari, mentre la detrazione fiscale per i familiari a carico recuperarla con il 730 e non mese per mese sulla busta paga? Chiedo questo perchè il mio datore di lavoro mi da gli assegni familiari ma il risparmio delle tasse se lo prende lui in quanto mettendo i familiari a carico la mia busta paga è sempre uguale ed è aumentata per il solo importo degli assegni. GRAZIE!

MARIANNA

RISPOSTA

Il datore di lavoro deve riconoscere, su comunicazione del dipendente, le detrazioni fiscali per familiare a carico e attribuirle mensilmente sulla busta paga. Se per errore non le avesse riconosciute,il dipendente, oltre al far presente la cosa al datore di lavoro, che non credo possa rifiutarsi di riconoscerle (se ci sono i requisiti per averle) può recuperarle compilando il modello 730.

La casa e le tasse nella finanziaria 2008

a cura di Giorgio Di Dio – isola di ProcidaL’iter della finanziaria 2008 in Commissione Bilancio si è concluso venerdì 2 novembre. Lunedì 5 novembre inizieranno i lavori in Assemblea. Nella finanziaria troviamo diverse novità che interessano la casa. Bisogna tener presente, comunque, che ci saranno sicuramente modifiche visto numero degli emendamenti presentati ( circa 1500). Si può, comunque, fare una prima panoramica in una materia che interessa molti: quella della casa a delle relativa tasse.

ICI

E’ prevista una ulteriore detrazione del 1,33 per mille calcolata sull’imponibile dell’abitazione stessa per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. La detrazione ha le seguenti caratteristiche

  • Non può superare i 200 euro;
  • E’ rapportata al periodo dell’anno durante il quale si conserva la destinazione di abitazione principale.
  • In caso di abitazione principale di più soggetti , spetta a ciascuno di essi in proporzione alla quota.
  • E’ riconosciuta solo a quelli che hanno un reddito complessivo IRPEF non superiore a 50.000 euro.

Detrazione per gli inquilini

Continua a leggere