Il lavorio accessorio nei settori del commercio e turismo.

Fonte: Studio Legale Mei&Carcaterra.

centro_commerciale_324_230L’utilizzo del lavoro occasionale di tipo accessorio è ora possibile anche nel settore del commercio, del turismo e dei servizi e nell’impresa familiare di cui all’articolo 230 bis del codice civile.

L’Inps spiega che “il sistema dei buoni lavoro, in questi settori, può trovare ampia applicazione, da parte di tutte le tipologie di datori di lavoro e imprese, anche con riferimento ai giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado, limitatamente a periodi di vacanza (come quelli oramai prossimi delle vacanze natalizie) e per qualunque tipologia di attività lavorativa, nonché con riferimento a manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà, ai lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, alla consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica.”

Con riferimento ai giovani studenti, per “periodi di vacanza” si intende:
– per “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;
– per “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell’Angelo;
– per “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre.
Il lavoratore in cambio della sua prestazione non riceve il pagamento in denaro ma un buono che gli consentirà di ottenere il compenso e la contribuzione assicurativa e previdenziale.

Da Il Sole 24 Ore la notizia qui

Il bonus famiglie.

Il Bonus famiglie.

A cura di Giorgio Di Dio isola di Procida.

Sul sito dell’Agenzia sono disponibili i modelli per la richiesta del bonus straordinario per le famiglie a basso reddito, erogato una sola volta per l’anno 2009, il cui ammontare varia dai 200 ai 1000 euro a seconda del reddito e dei componenti il nucleo familiare.

Il bonus puo’ essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori dipendenti e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore ai 35 mila euro l’anno.
Il bonus e’ attribuito ad un solo componente e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né ai fini previdenziali e assistenziali. Viene erogato dai sostituti d’imposta e dagli enti pensionistici previa apposita richiesta prodotta dai contribuenti interessati. Il termine di presentazione della richiesta varia a seconda dell’anno d’imposta preso come riferimento per la sussistenza dei requisiti necessari per ottenere il bonus.
Se si prende come riferimento l’anno 2007, la domanda va presentata al sostituto d’imposta entro il 31 gennaio 2009. La richiesta può anche’ essere inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009.
Se come riferimento si prende il 2008 la domanda va presentata al sostituto d’imposta entro il 31 marzo 2009. Se il bonus non viene erogato dai sostituti d’imposta, i contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi potranno richiedere il bonus straordinario direttamente in sede di dichiarazione, mentre quelli esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione lo potranno richiedere entro il 30 giugno 2009 direttamente all’Agenzia.

Il bonus spetta per i seguenti importi:

• euro 200,00 nei confronti dei soggetti titolari di reddito di pensione ed unici componenti del nucleo familiare, qualora il reddito complessivo non sia superiore ad euro 15.000,00;

• euro 300,00 per il nucleo familiare di due componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 17.000,00;

• euro 450,00 per il nucleo familiare di tre componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 17.000,00;

• euro 500,00 per il nucleo familiare di quattro componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 20.000,00;

• euro 600,00 per il nucleo familiare di cinque componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 20.000,00;

• euro 1.000,00 per il nucleo familiare di oltre cinque componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro 22.000,00.

Per usufruire del bonus occorre dichiarare:

  • di essere residente in Italia e che i componenti del nucleo familiare hanno conseguito nell’anno 2008 esclusivamente i seguenti redditi:
  • lavoro dipendente, assimilati e pensione;
  • fondiari per un ammontare complessivo riferito al nucleo familiare non superiore a 2.500,00 euro;
  • derivanti da attività commerciali e di lavoro autonomo non esercitate abitualmente percepiti dai soggetti a carico del richiedente ovvero dal coniuge non a carico.

Il sostituto d’imposta e l’ente pensionistico erogano, rispettivamente, il bonus:

  • nel mese di febbraio 2009 e marzo 2009 qualora il beneficio sia stato richiesto in dipendenza del numero di componenti del nucleo familiare e del reddito complessivo familiare riferiti al periodo d’imposta 2007;
  • mesi di aprile 2009 e maggio 2009 se riferiti al periodo d’imposta 2008.

I contribuenti che, si accorgono di aver ricevuto somme non spettanti, in tutto o in parte, sono tenuti a restituirle entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi successivo alla erogazione. Per coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, la restituzione del beneficio non spettante, in tutto o in parte, avviene mediante versamento effettuato con il modello F24 entro gli stessi termini.

Il modello va presentato al sostituto di imposta o all’ente pensionistico direttamente dagli interessati o tramite gli intermediari abilitati.

Se si sceglie di presentare il modello all’Agenzia, occorre trasmetterlo telematicamente, direttamente o tramite gli intermediari abilitati.

Quesito: contributi INPS srl artigiane o commerciali

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

Nicoletta chiede:

1. NICOLETTA, su Dicembre 18th, 2007 a 13:03

SE FOSSI SOCIO DI UNA SRL CHE FA AUTOTRASPORTI, GIA’ ISCRITTA ALLA CCIAA , L’ISCRIZIONE ALL’INPS E’ NELLA SEZIONE COMMERCIANTI? POI CHI L’EFFETTUA, IL COMMERCIALISTA, O SE NE OCCUPA IL REGISTRO DELLE IMPRESE AL MOMENTO DELL’ISCRIZIONE DELLA SOCIETA’?
SUL SITO DELL’INPS MI PAREVA FOSSE COSI’…
INTANTO RINGRAZIO….

La mia prima risposta

2. Giorgio Di Dio, su Dicembre 19th, 2007 a 12:56

PER NICOLETTA

Nel quesito non viene specificato se la srl è iscritta all’albo artigiani. In questo caso il collegamento tra albo artigiani e inps funziona e l’iscrizione all’inps è quasi automatica. Se non è iscritta all’albo artigiani l’iscrizione all’INPS avviene nella sezione commercianti. In questo caso conviene attivarsi per essere iscritti anche per non correre il rischio che i contributi arrivino dopo diversi anni.
Giorgio Di Dio

Nicoletta chiede ancora:

3. NICOLETTA, su Dicembre 19th, 2007 a 17:15

S.R.L. AUTOTRASPORTI…
IL PROBLEMA E’ CHE NON PUO’ ESSERE ARTIGIANA VISTO CHE I DUE SOCI DI SRL SONO UNO LAVORANTE E L’ALTRO HA PRESTATO LA LICENZA PER AUTOTRASPORTI LAGUNARI
E NON E’ LAVORATORE.
PER QUESTO SIA ISCRITTA NELLA SEZIONE ORDINARIA…
QUINDI DOVRO’ ATTIVARMI PER L’ ISCRIZIONE PER LA POSIZIONE INPS COMMERCIO.
MA QUALORA IL SOCIO NON FOSSE LAVORATORE E PARTECIPI QUINDI SOLO CON CAPITALE… PUO’ NON VERSARE L’INPS ? MI SCUSO SE SONO DOMANDE BANALI…E OVVIE…
INTANTO GRAZIE MILLE PER LA RISPOSTA PRECEDENTE.

I ripetuti quesiti posti dalla lettrice ci danno l’occasione per dare qualche chiarimento in più sulle Srl artigiane.

Con la legge 57/2001, è stata ammessa la possibilità di inserire fra le imprese artigiane anche le società a responsabilità limitata con più soci che rispettano alcuni requisiti fissati dalla legge, che elenchiamo:

  1. I soci che lavorano nell’impresa devono avere la maggioranza delle quote del capitale sociale e controllare gli organi deliberanti dell’impresa (assemblea dei soci, amministratore unico o il consiglio di amministrazione qualora esso venga costituito).
  2. Il lavoro personale dei soci può essere anche intellettuale e non solo manuale, ma deve essere utile al processo produttivo dell’impresa.
  3. Il capitale sociale non può essere inferiore 10.000 euro.
  4. Ad ogni socio spetta una quota della società, ma è possibile stabilire quote di diverso ammontare.
  5. L’impresa deve essere già iscritta o ottenere l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane.

L’impresa artigiana può essere anche una S.r.l. con più soci. Fra i soci sono ammesse anche persone che mettono solo il capitale e che per legge non possono lavorare nel processo produttivo dell’impresa. Il controllo dell’impresa è sempre dei soci che lavorano.

Sono escluse dalla possibilità di essere imprese artigiane:

  1. Le società in accomandita per azioni e le società per azioni.
  2. Le imprese che superano i limiti di dimensione fissati per l’artigianato.

Ovviamente la S.r.L artigiana con più soci ha dei vantaggi. Il patrimonio personale dell’artigiano e della sua famiglia è separato da quello dell’impresa, ci possono essere soci che mettono parte del capitale ma che non lavorano, si possono avere prestiti bancari a condizioni migliori ecc.

L’impresa artigiana si può costituire direttamente come S.r.L. o se è già costituita in ditta individuale o in società di persone, può trasformarsi in S.r.L.

Ovviamente la S.r.L ha maggiori adempimenti rispetto a una ditta individuale o a una società di persone, quali, per esempio, la redazione del bilancio Cee e il deposito dello stesso alla Camera di commercio.

Per rispondere al quesito dobbiamo dire che la S.r.l puè essere iscritta all’albo artigiani, a particolari condizione, anche se ci sono soci non lavoratori. Detto questo, l’ultimo dubbio posto nel quesito è se i soci non lavoratori devono essere iscritti all’INPS. La risposta è negativa in quanto l’obbligo di iscrizione all’INPS del soci di S.r.L è previsto solo in presenza del requisito della partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Quesito: Iscrizione all’inps dei soci s.r.l.

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

QUESITO

I soci di un s.r.l. devono pagare i contributi per un’attività commerciale? Sono in procinto di costituire una società e il commercialista ci ha vivamente consigliato una s.r.l. per molti motivi e uno di questi è proprio l’esclusione del pagamento dei contributi….
Grazie
Giovanni Messi

RISPOSTA

La normativa generale per l’iscrivibilità dei soci di società commerciali all’inps prevede le seguenti fattispecie:

Società di persone.

Società in accomandita semplice

I soci accomandatari della società in accomandita semplice, possono essere iscrivibili come commercianti, purché svolgano i compiti di amministrazione stabiliti dalla legge e dallo statuto sociale.

I soci accomandanti possono essere iscrivibili come coadiutori familiari o, in mancanza, come lavoratori dipendenti.

Società in nome collettivo

I soci di una società in nome collettivo (Snc) che lavorino, appunto, con carattere di abitualità e prevalenza, vengono iscritti nella gestione commercianti.

Società di capitale.

Società a responsabilità limitata (srl).

Per le società a responsabilità limitatala la legge 662 del 23 dicembre 1996 non ha previsto quale requisito per l’iscrizione dei soci all’inps la piena responsabilità, per cui vige l’obbligo di iscrizione alla gestione dei commercianti dei soci di srl, in presenza degli altri requisiti tra i quali la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Diverso problema è quando il socio è anche amministratore. In questo caso secondo l’ inps scatta la duplice contribuzione, una per la gestione previdenziale dei lavoratori autonomi (commercianti o artigiani) e l’altra alla gestione separata come amministratore. Secondo le disposizioni dell’ inps, il socio lavoratore di società a responsabilità limitata anche amministratore, è obbligato alla duplice assicurazione alla gestione commercianti, in presenza dei relativi requisiti tra i quali la partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza e il contributo previdenziale del 16% previsto dall’articolo 2 della legge 335/95 se percepisce anche come amministratore redditi di lavoro autonomo. L’ inps, peraltro non ritiene che sia illegittima la contemporanea iscrizione di un medesimo soggetto alla gestione degli esercenti attività commerciali e alla gestione separata istituita dalla legge 335/95 in quanto l’iscrizione alla gestione separata può coesistere con l’iscrizione ad altre gestioni sia dei lavoratori dipendenti che dei lavoratori autonomi perché la legge 335/95 non subordina l’iscrizione alla gestione separata al requisito della prevalenza dell’attività di collaborazione rispetto ad altre attività. Al contrario, però, se l’attività di collaboratore (in questo caso di amministratore) fosse prevalente non ci sarebbe l’obbligo per il socio srl di essere iscritti anche nella gestione commercianti.

Nel caso del quesito, quindi, costituendo la srl, i soci non lavoratori non avrebbero obblighi di iscrizione alla gestione commercianti, mentre l’avrebbero i soci lavoratori. Per quanto riguarda, poi, l’amministratore o gli amministratori, ci sarebbe il problema la duplice iscrizione alla gestione commercianti e alla gestione separata.

Quesito: assegno nucleo familiare ed affidamento congiunto

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

QUESITO

In caso di affidamento congiunto e’ appurato che la detrazione per il figlio spetta al 50 per cento ad entrambi i genitori. Ora chiedo: la circolare Inps n°210 del 1999 dice che l’assegno può essere richiesto da uno dei due genitori mediante accordo, ma secondo voi quale e’ il reddito da considerare, solo quello del genitore che chiede l’assegno o quello di entrambi i genitori?

Marco

RISPOSTA

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Contributi INPS artigiani e commercianti: sanzione anche sulle quote associative

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

L’INPS nel recupero dei mancati versamenti dei contributi artigiani e commercianti applica la sanzione pari al 100% del valore nominale del debito, più gli interessi annui pari all’8 per cento. La sanzione applicata dall’ inps è prevista dell’articolo 116 commi 8 e seguenti, della legge n. 388 del 23 dicembre 2000 (prima la sanzione era fino al 200 per cento).

I bollettini INPS, per quei commercianti o artigiani iscritti a organizzazioni di categoria (Confcommercio, Confartigianato ecc.) comprendono anche la quote associative che l’INPS riscuote per conto dei predetti enti.

Ai fini contabili le quote associative devono essere separate dai contributi perché questi riguardano la sfera personale dell’imprenditore e in sede di dichiarazione dei redditi, vano esposti nel Quadro RP di Unico PF, quali oneri deducibili dal reddito complessivo, mentre la quota associativa, essendo un costo aziendale, va detratta dal reddito d’impresa.

Nel caso di società di persone, i soci che pagano il bollettino che comprendono sia contributi che quote associative, devono chiedere alla società il rimborso di quanto pagato a titolo di quota associativa e farsi rilasciare una quietanza che, per la società, diventa un documento valido per la detrazione dl costo.

E’ sorto da più parti il problema dell’omesso o ritardato pagamento della sola quota associativa. E’ il caso di qualcuno che, per vari motivi, ha versato solo i contributi, omettendo l’importo della quota.

Che succede ai fini sanzionatori?

Il call center dell’INPS ha risposto che le quote associative sono assimilate in tutto e per tutto ai contributi e seguono lo stesso trattamento in caso di omissione o ritardo. Non ci sono sconti, quindi, sulle quote associative che vengono esposte, al pari dei contributi, a pesanti sanzioni. L’unico modo di non versarle è quello di fare la disdetta e comunicarla anche all’INPS.