Quesito: Il regime dei contribuenti minimi ed i soci di srl nella finanziaria 2008

Aggiornamento: Altri articoli su “Contribuenti Minimi e Marginali

a cura di Giorgio Di Dio – isola di procida

QUESITO

soci di s.r.l. NON LAVORATORI che quindi non percepiscono reddito dalla società in percentuale posseduta, sono comunque esclusi se intenzionati ad aprire una attività marginale come libero professionista restando quindi al di sotto dei 30.000 euro anno?
E se un dipendente part-time volesse fare anche il consulente come attività marginale, potrebbe avere accesso alla nuova normativa?

Simone

RISPOSTA

Approfittiamo de quesito del lettore per riassumere le norme relative al nuovo regime dei contribuenti minimi e marginali previsto dalla finanziaria 2008.

Con la Finanziaria 2008 viene introdotto un nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi e marginali.

Il nuovo regime si rivolge alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che nell’anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi, non superiori a 30.000 euro, non hanno effettuato cessioni all’esportazione e non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori.

Nel triennio solare precedente, poi, non devono avere effettuato acquisti di beni strumentali, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro.

Le persone fisiche che iniziano l’esercizio di imprese, arti o professioni per avvalersi di tale regime devono comunicare, nella dichiarazione di inizio di attività, di presumere di avere i requisiti richiesti.

Sono esclusi dal nuovo regime le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’IVA, i soggetti non residenti, e i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’ articolo 10, n. 8), del DPR n. 633/1972, e di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, comma 1, del D.L. n. 331/1993, convertito dalla legge n. 427/1993;.

Sono esclusi anche gli esercenti attività d’impresa o arti e professioni in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR, o a S.r.l. di cui all’art. 116 del medesimo testo unico.
I contribuenti che scelgono questo regime non possono addebitare, ai propri clienti, l’IVA a titolo di rivalsa e, per le operazioni ricevute dai propri fornitori, non hanno diritto alla detrazione dell’IVA.

Il reddito di impresa o di lavoro autonomo è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa o dell’arte o della professione. In pratica l’imponibile è dato dalla differenza tra ricavi o compensi e plusvalenza da una parte e costi o spese, minusvalenze e contributi obbligatori dall’altra. I contributi previdenziali obbligatori, quindi, non vanno, più indicati nel quadro P del modello Unico tra gli oneri deducibili, ma vengono detratti direttamente dal reddito di impresa o professionale.

Una volta determinato il reddito imponibile si applica l’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali in misura del 20%. Nelle imprese familiari l’imposta sostitutiva si calcola sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari. E’ dovuta, quindi, solo dall’imprenditore. I contribuenti minimi non sono soggetti all’IRAP, quindi non la pagano.

Nel nuovo regime i contribuenti sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, ma devono solo conservare i documenti ricevuti ed emessi.

La dichiarazione dei redditi va presentata normalmente.

Per quanto riguarda l’IVA contribuenti che fanno parte del nuovo regime sono esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli altri obblighi Devono solo numerare e conservare le fatture di acquisto e certificare i corrispettivi (naturalmente gli scontrini fiscali continuano a dover essere emessi).

Importantissima poi è l’esclusione di questi contribuenti dalla presentazione degli elenchi clienti e fornitori.

Tutti quelli in possesso dei requisiti per il nuovo regime, vi rientrano naturalmente. Per uscirne bisogna scegliere l’applicazione dell’IVA e delle imposte sul reddito nei modi ordinari con l’opzione, da comunicare con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata, che rimane valida per un triennio e si rinnova automaticamente di anno in anno fino a quando il contribuente non sceglie di rientrare nel regime naturale. Se in un anno vengono meno i requisiti per la permanenza nel detto regime, questo cessa di avere applicazione dall’anno successivo. Se in un anno i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di oltre il 50%.,Il regime cessa di avere applicazione dall’anno stesso.

I contribuenti del nuovo regime sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore. Il nuovo regime si applica decorrere dal 01.01.2008.
Per quanto riguarda specificamente il quesito, la norma fa riferimento ai soci di srl di cui all’art. 116 del T.U., per cui ritengo si riferisca solo alle srl in regime di trasparenza. I soci di S.r.L normali, quindi, possono adottare il nuovo regime. Tra le norme di esclusione, poi, non figura alcunché riferito ai dipendenti.

La s.r.l. a socio unico nella nuova finanziaria

a cura di Giorgio Di Dio – isola di Procida

La riduzione dell’IRES al 27,50 % prevista nella finanziaria 2008 rende più appetibile la costituzione di S.r.L. invece che di ditte individuali o società di persone, anche per le aziende di dimensioni medio-piccole.

Tra le S.r.L. appare particolarmente interessante la figura della S.r.L. unipersonale o con socio unico. Il codice civile, difatti, prevede che la S.r.L si può costituire con un unico socio fondatore e, quindi, con atto unilaterale, o per effetto del raggruppamento di tutte le quote in capo allo stesso soggetto.
Il socio unico può essere rappresentato sia da una persona fisica che da una giuridica (per esempio, una srl che rappresenta il socio fondatore di una società unipersonale). La S.r.L, con socio unico, quindi, non è un nuovo tipo di società ma rimane sempre una S.r.L.
Di conseguenza la detta società è dotata di responsabilità limitata, con una differenza e, cioè, che il socio unico risponde illimitatamente nei seguenti casi:

  1. Se non ha effettuato i conferimenti in denaro, sia in sede di costituzione della società e sia in caso di aumento del capitale sociale. Nel caso una S.r.L diventi unipersonale successivamente alla costituzione per venir meno della pluralità dei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere effettuati nei 90 giorni successivi al verificarsi dell’evento. Se non viene fatto il socio unico rimasto ricade nella responsabilità limitata.
  2. Se non è stata deposita presso il registro delle imprese, entro 30 giorni dalla data di iscrizione nel libro dei soci, con indicazione della data stessa, una dichiarazione contenente i dati dell’unico socio, persona fisica o giuridica.

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